DANCING CHER | Dancing Queen | Cher canta la gioia degli ABBA

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DANCING CHER

Dancing Queen | Cher canta la gioia degli ABBA

di Mario Caruso

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 37 | dicembre 2018

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Cher è una star che non ha certo bisogno di presentazioni. La sua carriera cinquantennale è costellata di successi e di record in più ambiti dello spettacolo.

Californiana, classe 1946, Cher è registrata all’anagrafe come Cherilyn Sarkisian LaPierre, figlia di un camionista armeno e di un’attrice di origine irlandese-francese. All’età di sedici anni incontra in un bar di Los Angeles il musicista Salvatore Bono (Sonny) che, riconoscendone subito le doti vocali, la introduce nell’ambiente musicale. La giovanissima Cherilyn comincia a lavorare come corista nel ’64 con diversi gruppi dell’epoca (The Ronettes, The Crystals, The Righteous Brothers…). Incide la prima canzone da solista (Ringo I love you) con lo pseudonimo di Bonnie Jo Mason, ma il brano passa del tutto inosservato. È poi la volta di Dream Baby (1964), con il nome Cherilyn. Il legame tra Salvatore e Cherilyn sfocia nel matrimonio, e il sodalizio sentimentale diventa presto anche un sodalizio artistico. Il primo nome adottato dal duo è Caesar and Cleo, mutato pochi mesi dopo in un più efficace Sonny & Cher. La prima canzone di successo è Baby don’t go, seguita nell’estate del ’65 dal primo album in studio Look at Us. Dal ’65 al ’74 il duo pubblica otto album, contenenti cover e brani scritti da Sonny Bono (la coppia divorzia nel 1976, dopo undici anni di matrimonio); parallelamente Cher incide anche come solista: All I really want to do, uscito nel settembre del 1965, è il suo album di debutto (con Sonny Bono alla produzione), seguito da The Sonny side of Cher. Questi primi due album ottengono un buon successo, ma i successivi registrano riscontri meno esaltanti. La carriera di Cher è costellata di alti e bassi, com’è normale che sia in un arco di tempo così lungo. Tra i dischi di maggior successo negli anni Settanta c’è Take me home (1979) quindicesimo album in studio con arrangiamenti discomusic. Da questi primi passi all’ultima fatica Dancing Queen di strada Cher ne ha fatta tanta, dividendosi tra musica, televisione e cinema (ricordiamo, tra i tanti premi, Grammy, Emmy e Golden Globe, il suo Oscar nel 1987 come miglior attrice per il film Stregata dalla luna di Norman Jewison); ultimo riconoscimento il Kennedy Center Honors nel 2018.

Cher canta gli Abba. Se ne parlava da tempo perché in più occasioni l’artista statunitense aveva manifestato il desiderio di volersi misurare con il repertorio della mitica band svedese (400 milioni di dischi venduti nel mondo). «Dopo aver visto Le nozze di Muriel» – ha dichiarato Cher in un’intervista (riferendosi alla commedia drammatico-grottesca diretta nel ‘94 da P. J. Hogan) – «con tutti quei pezzi degli Abba nella colonna sonora, mi si è accesa una lampadina.» Dancing Queen è il suo ventiseiesimo album in studio, e arriva a cinque anni di distanza dall’ultimo lavoro Closer to the Truth (2013), con trascinanti pezzi dance come Woman’s world e Take it like a man.

Un omaggio a tutto tondo, con dieci dei successi più rappresentativi del quartetto composto da Björn Ulvaeus, Benny Andersson, Anni-Frid Lyngstad e Agnetha Fältskog, pubblicato all’indomani dell’uscita del film “Mamma mia! Here we go again” (di Ol Parker), dove Cher si è prestata in un divertente cameo nei panni di Ruby Sheridan. Si parte con l’evergreen Dancing Queen (che dà il titolo all’album) e si prosegue con Gimme! Gimme! Gimme! (A man after midnight), contenente il celebre jingle rielaborato nel 2005 da Madonna nella hit mondiale Hung up. Seguono nell’ordine The name of the game, SOS, Waterloo, Mamma mia, Chiquitita, Fernando, The winner takes it all e One of us (brani pubblicati dagli Abba su formato 45 giri tra il 1974 e il 1981). Il disco è prodotto da Mark Taylor, eccetto Fernando (brano inserito nella colonna sonora di “Mamma mia! Here we go again”), prodotto da Benny Andersson. Gli arrangiamenti ricalcano nel complesso quelli originali, debitamente riaggiornati, nell’intenzione di restituire le magiche atmosfere degli Abba senza stravolgerle nei tratti essenziali.

La caratteristica principale dello stile Abba è il perfetto connubio tra gioia e malinconia, l’equilibrio straniante tra leggerezza e profondità, un registro a cui l’appassionata interpretazione di Cher si attiene scrupolosamente. Operazione perfettamente riuscita. Cher nobilita con la sua inimitabile estensione vocale ogni singolo brano, e dà il meglio di sé nelle due ballad che chiudono il disco: The winner takes it all e la struggente One of us.

Dancing Queen, distribuito da Warner Bros Records, è disponibile nei formati cd e vinile. All’interno fotografie di Machado Cicala e grafiche di Jeri Helden e Nick Steinhardt. Nelle note di ringraziamento presenti nel booklet, Cher dedica l’album alla memoria di sua madre.

Mario Caruso


Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 37 | dicembre 2018

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