RICORDANDO MICHELE MEGNA | Il poeta dei fiori

Posted on 23 dicembre 2017

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a cura della Redazione Amedit

Pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 33 – Dicembre 2017.

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Il 3 dicembre 1917 nasceva a Palagonia (CT) Michele Megna, un anarchico pacifista e benefattore.

Il suo pensiero di ispirazione anarchica era maturato nel corso degli anni Cinquanta dall’incontro con alcuni esponenti del Movimento Anarchico Romano, e soprattutto dalla solida intesa con i siciliani Franco Leggio e Maria Occhipinti. Rimasto solo alla morte della madre, dal 1980 e per quasi un ventennio Michele si dedica ad attività filantropiche e sociali in seno alla propria città, incarnando in modo esemplare il senso di cittadinanza attiva. La sua intensa e multiforme azione, consta, tra l’altro, di oltre 18 pubblicazioni di storia locale da lui patrocinate e distribuite gratuitamente, del recupero di tante aree degradate convertite in spazi di verde attrezzato, della fondazione di associazioni culturali e redazioni giornalistiche formate da giovani studenti, oltre a migliaia di manifesti-denuncia che settimanalmente apparivano sui muri della città. Tutto ciò realizzato attingendo alle proprie esigue disponibilità economiche, e nonostante gli ostruzionismi, le critiche e gli sberleffi che di certo l’ambiente cittadino non gli risparmiava. Da autodidatta, ci ha lasciato pagine memorabili, da cui estrapoliamo qualche pensiero che restituisce il senso e il valore della sua opera: «Il fanatismo politico e religioso, l’egoismo, la corsa al denaro per la libertà ci rende più poveri e bisognevoli di aiuto. È la fratellanza e la solidarietà del volontariato che deve essere la religione che muove i cuori, non i fanatismi che ci mettono gli uni contro gli altri.»

In occasione del centenario della nascita, la città di Palagonia lo ha ricordato con un incontro pubblico promosso dall’associazione di promozione sociale DISA, nel corso del quale è stato proiettato il cortometraggio Ricordando Michele, realizzato da Salvo Tasca con la partecipazione del presidente AMEDIT, Giuseppe Maggiore. Michele Megna è morto il 16 dicembre del 2008. Ci piace ricordarlo con il suo “testamento”, pubblicato nel libro Palaunisi (1990): «Quando non ci sarò più materialmente e se qualcosa di me sopravviverà, sarò ancora tra voi, perché in un angolo di questo paese venni alla luce. Dobbiamo emanciparci, autogovernarci, per far risorgere quell’Eden che ci fu assegnato alle origini. La libertà, il diritto più sacro che l’uomo acquisisce sin dalla prima boccata d’ossigeno, rendendolo indipendente dal grembo materno, non deve mai cessare, perché il bastone della dittatura, di qualsiasi colore esso sia dipinto, quando arriva sulle spalle fa sempre male. Difendere la democrazia, non per il diritto al voto che essa vi concede, ma per mettere gli uomini al posto giusto in una sana amministrazione. Insisto sempre sulle donne, perché più uguali di noi uomini anche in questa responsabilità, sin dal momento che vollero essere madri.»

a cura di Redazione Amedit

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Questo articolo è pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 33 – Dicembre 2017.

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