NOSTRA SIGNORA DEI DUBBI | Le apparizioni mariane, tra vecchi e nuovi dilemmi

Posted on 23 marzo 2017

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NOSTRA SIGNORA DEI DUBBI

Le apparizioni mariane, tra vecchi e nuovi dilemmi

di Giuseppe Maggiore

su Amedit n. 30 – Marzo 2017

Ci sono aspetti della devozione religiosa popolare che hanno a dir poco del bizzarro. Il fenomeno che ruota attorno alle presunte apparizioni della Madonna è uno di questi. Va subito detto che di questi eventi paranormali, legati ad apparizioni o a speciali rivelazioni divine in forma privata, ne abbiamo notizia fin dall’era precristiana, presso i culti pagani, come ci riferiscono diversi autori greci già a partire dal V secolo a. C.. Nella mitologia greca, i più importanti santuari ospitavano delle vergini profetesse, con cui le divinità stabilivano un rapporto privilegiato, affidando loro delle rivelazioni o degli ammonimenti in forma di oracoli. In virtù del rapporto diretto che intrattenevano con la divinità, queste vergini, note come Sibille, erano in grado di fare predizioni e di dispensare responsi, spesso esprimendosi in forma ambigua. La Sibilla godeva di grande considerazione e rispetto presso la popolazione di riferimento, poiché di fatto rappresentava il medium, il tramite attraverso cui si manifestava la volontà divina. L’ambiguità di questi oracoli e l’influenza esercitata presso i fedeli fu tale e di lunga durata, che ancora nei primi secoli del cristianesimo vennero strumentalmente reinterpretati in chiave messianica, come preannunciazioni della venuta di Cristo.

Cosa è cambiato oggi rispetto all’antichità nelle tante storie riguardanti veggenti che sostengono di avere delle apparizioni con entità divine? Poco o nulla. L’aura di prestigio e di sacralità delle vergini profetesse pagane si è trasfusa in quella più umile e modesta di pastorelli e contadinelli, il più delle volte semianalfabeti; sono questi le nuove “sibille”.

Ci sono aspetti delle moderne apparizioni, che non mancano di suscitare perplessità, non solo presso laici e non credenti, ma anche tra teologi e fedeli in generale. Innanzitutto bisogna stabilire la legittimità di queste apparizioni all’interno di un culto che in teoria si fonderebbe su quanto prescritto nelle Sacre Scritture, le quali a più riprese mettono in guardia proprio da simili fenomeni, bollandoli come forme di spiritismo e di idolatria. In particolare, in Matteo 24, 24 si legge: «Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.». Parole che fanno chiaro riferimento proprio a  quanto accade nelle presunte apparizioni, dove di fatto dei “veggenti” sostengono di stare comunicando con un essere che, per quanto sovrannaturale, si presume sia morto. Tanto più che – fatto davvero singolare –  in queste moderne versioni ad apparire non è Dio stesso (quel Dio immortale, unico detentore di tutti i poteri connessi alla divinità), ma una sua creatura mortale, Maria.

Stando alle Sacre Scritture, dovremmo diffidare delle apparizioni mariane, anche perché queste implicano l’idea che Dio abbia deliberatamente scelto di delegare a una sua creatura le proprie veci di guida e sostegno dell’umanità, finendo così con lo svilire il potere normativo e salvifico della sua stessa Parola. Non ci dilungheremo in questa sede sull’oscura figura di quest’umile adolescente ebrea di nome Maria, né sulla questione della sua divina maternità; anche perché poco o nulla sappiamo di lei, né le Scritture sembrano averle dato grande importanza. Basti dire che gran parte di ciò che crediamo di sapere sul suo conto è frutto di tanta letteratura postuma, fecondata dal  formidabile artifizio teologico in cui per secoli la Chiesa si è esercitata, fino al giorno d’oggi. Ma sulla questione dei veggenti e delle apparizioni, resta il fatto che queste rientrano tra le cose espressamente condannate dalla Parola di Dio, senza che ci sia lasciato un qualche margine di diversa interpretazione. Ciò non ha impedito alla Chiesa Cattolica di mantenere nei secoli un atteggiamento alquanto ambiguo a loro riguardo, che oscilla tra il pieno riconoscimento di alcuni casi particolari e una più generale dissimulata accondiscendenza per tutti gli altri.

Come si giustifica questo? Che Dio abbia avuto in proposito un ripensamento, e che le Sacre Scritture quindi oggi non riflettano più la totalità del suo pensiero? Che tanti ammonimenti, prescrizioni e divieti non siano più da prendere in considerazione? In tal caso oggi la Bibbia sarebbe da ritenere per certi versi un libro vecchio e superato. Ammettendo ciò, resterebbero comunque altri nodi da sciogliere. Perché, ad esempio, questa sua ambasciatrice di nome Maria si rivolge quasi sempre in via esclusiva ai credenti di fede cattolica? Da un Dio universale ci si aspetterebbero messaggi universali che vadano bene per tutta l’umanità, a prescindere dal tipo di credo, e dall’essere o meno credente.

Ma più che di Dio questa Madonna perennemente in trasferta sembra essere l’ambasciatrice della Chiesa Cattolica; tutto nei suoi messaggi riconduce infatti alla dottrina e alle forme devozionali tipiche del cattolicesimo. Da che dovremmo dedurre che esista una sola religione davvero riconosciuta da Dio, il quale a sua  volta non sembra tenere in alcun conto tutti quegli altri suoi figli che, seppur in modo diverso, credono in lui. Oltretutto, salvo rarissime eccezioni, quella delle apparizioni mariane è una prerogativa che riguarda esclusivamente il mondo cattolico. Ciò si potrebbe spiegare col fatto che nessun’altra religione al mondo ha una così smisurata considerazione della figura di Maria, o preveda che lei possa addirittura apparire e svolgere il ruolo di mediatrice di Dio. Ancora una volta a nulla valgono le Sacre Scritture; in 1 Timoteo 2,5 leggiamo: «Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo».

Ma qual è in definitiva il fine di queste apparizioni? In cosa consistono i messaggi di questa “Celeste Madre”? E soprattutto, quali sono i frutti di questi speciali “incontri ravvicinati”?

Fatte salve le ovvie esortazioni alla pace e all’amore fraterno (che chiunque potrebbe fare, senza dover essere necessariamente un santo) tutti i messaggi mariani si configurano come vaghe premonizioni di eventi apocalittici che dovrebbero abbattersi sull’umanità, in non meglio precisati tempi, quali punizione divina in risposta alla nostra cattiva condotta. Per ottenere la salvezza, la Madonna invita perciò i suoi diletti figli alla conversione del cuore, alla preghiera, alla confessione e alla comunione. Inviti, si badi bene, nei quali traspare la natura prettamente cattolica di queste esortazioni. Nel richiamo alla preghiera, in particolare, viene spesso raccomandata la recita del Santo Rosario (pia pratica inventata dall’Ordine dei Padri Domenicani nel Tardo Medioevo, che prevede ben centocinquanta Ave Maria, passate nel 2002 a duecento). Una simile richiesta ha del paradosso e appare perlomeno curiosa. Maria chiede dunque, non di pregare Dio, ma se medesima. Come se ciò non bastasse, in svariati luoghi che hanno fatto da scenario alle sue apparizioni, avrebbe espressamente chiesto che le venisse eretta una chiesa. Ogni persona dotata di un po’ di buon senso avrebbe trovato più consona da parte sua la richiesta di un ricovero per i senzatetto, di un ospedale, di un centro d’accoglienza per i profughi o di una dignitosa e onesta casa di riposo per gli anziani; luoghi insomma che rappresentino veramente l’abbraccio a un’umanità sofferente, soccorsa nelle sue concrete necessità. E invece no: questa Madonna chiede la costruzione di nuove chiese! Richieste che puntualmente vengono esaudite, grazie alla generosità di devoti sempre ben disposti a questo genere di offerte; chiese che sorgono ricche e opulente (con l’immancabile indotto del business religioso attorno), ennesimo simbolo di una Chiesa fatta di mattoni piuttosto che di vera umanità.

Cosa penseremmo se, trovandoci in una situazione disperata, qualcuno si presentasse spontaneamente da noi e ci dicesse: “Mio caro, voglio aiutarti, ma tu devi però pregarmi ripetendo infinite volte il mio nome. E affinché io possa aiutarti è necessario anche che tu eriga un tempio in mio onore”?

Un altro aspetto controverso delle manifestazioni mariane è quello relativo alle immagini che piangono o si animano. È questo un fenomeno che ha dei precedenti nella storia delle religioni; anche nell’antichità ci viene infatti riferito di idoli pagani piangenti. Nulla di nuovo, quindi, né di improbabile. Se non fosse che dopo la rivelazione del Dio d’Israele, l’esistenza di statue sacre dovrebbe già di per sé essere esclusa a priori. A riguardo, in Levitico 26:1 leggiamo: «Non vi farete idoli, non vi eleverete immagini scolpite, né statue e non collocherete nel vostro paese alcuna pietra ornata di figure, per prostrarvi davanti ad essa…». Ma Maria evidentemente non si cura di ciò, e non solo si lascia ritrarre, ma decide di manifestarsi anche attraverso le sue immagini.

In ultimo, che dire di questa Madonna che assume nomi e sembianti diversi a seconda dei luoghi e delle circostanze in cui si manifesta? C’è una Madonna per tutto, e a seconda dei casi occorre rivolgersi all’una o all’altra, recarsi in questo o quel luogo. Se vuoi guarire da un male vai a Lourdes, se vuoi consolarti con chi sta peggio di te, vai a Civitavecchia dove la Madonna affranta piange lacrime di sangue, se invece vuoi incontrarla personalmente vai a Medjugorje nei giorni e negli orari delle sue pubbliche udienze. Sì, certo, parli con i fedeli e ammettono che è sempre la stessa. Perché allora la necessità di rivolgersi a lei sotto un titolo piuttosto che un altro, perché recarsi in pellegrinaggio in questo o quel santuario, perché pregare la Madonna di Czestochowa invece che quella di Loreto? Si potrebbe pensare che si tratti di aspetti devozionali tipici di chi non è sufficientemente dotato di una fede matura e ben strutturata, ma ciò non spiega come mai, allora, persino un papa come Giovanni Paolo II si sia ritenuto “miracolato” dalla Madonna di Fatima, tanto da sentire il bisogno di recarsi fino in Portogallo per ringraziarla personalmente. Non poteva forse farlo restando in Vaticano, dove di Madonne sicuramente non ne mancavano? Madonna Intelligenza, soccorrici. Nostra Signora dei dubbi, ora pro nobis!

Giuseppe Maggiore


Questo articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 30 – Marzo 2017.

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