(LIKE A RECORD) | Dead or Alive | Sophisticated boom box

Posted on 27 dicembre 2016

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Dead or Alive / Sophisticated boom box

di Lillo Portera / discografia a cura di Massimo Pignataro

Si intitola Sophisticated Boom Box MMXVI e racchiude, in due cofanetti antologici a tiratura limitata, tutta la parabola musicale dei Dead or Alive, una delle band più iconiche e trasgressive degli anni ‘80, capitanata dal leader trasformista e carismatico Pete Burns; impreziositi da una curatissima veste grafica, i due box sono uno in formato cd e l’altro in formato vinile, con un repertorio di brani che va dal 1983 – anno di pubblicazione del primo singolo per la Epic Records Mysty circles (poi incluso nell’album di esordio Sophisticated Boom Boom) –  al 2010, anno in cui Pete Burns realizza da solista (in solo formato digitale) il singolo Never marry an Icon. Un percorso accidentato e non certo lineare quello dei Dead or Alive, scandito da grandi ondate di popolarità alternate a lunghe stagioni d’ombra. I Dead or Alive hanno conosciuto l’apice del successo nel 1985 con l’album Youthquake, e in particolare con il brano You spin me round (like a record), divenuto in breve tempo una hit mondiale, ancora oggi molto presente nell’immaginario collettivo, continuamente rivisitato attraverso cover e remix.

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Pete Burns, frontman e fondatore del gruppo, è nato a Port Sunlight, alle porte di Liverpool, nel 1959. All’inizio degli anni ’80, prima di dare forma ai Dead or Alive, muove i primi passi nelle band gothic-punk The Mystery Girls e Nightmare in Wax (la breve collaborazione con i Nightmare in Wax è testimoniata dalla pubblicazione dell’EP Birth of a Nation, un disco di rarissima reperibilità, molto ricercato dai collezionisti). Si fa subito notare nell’ambiente musicale underground britannico per la sua personalità eccentrica e trasgressiva; negli stessi anni muoveva i primi passi anche il carismatico Boy George, futuro frontman dei Culture Club (alla metà degli anni ’80 la stampa creò la leggenda di un’accesa rivalità tra le due popstar). La prima formazione dei Dead or Alive annovera il chitarrista Wayne Hussey (autore dei brani del periodo ’82-’83), il bassista Mike Percy (autore della maggior parte dei brani dal 1984 al 1990), il batterista Steve Coy (presente dal 1982 al 2011, e dal 2007 al fianco di Pete anche in veste di produttore) e il tastierista Tim Lever (nella band dal 1983 al 1989, e  coautore di molti brani con Mike Percy). Altri musicisti che negli anni hanno gravitato nella band: Sue James, Joe Musker, Martin Healy, Peter Oxendale e Jason Alburey. All’inizio la band predilige sonorità rock-underground con sfumature vagamente progressive, ma dal 1983 prevalgono sonorità decisamente più dance. Questa fase sperimentale è testimoniata dai primi 45 giri: I’m falling (1980), Number eleven (1981), It’s been hours now e The Stranger (1982); i brani non registrano vendite significative ma ottengono un buon riscontro nei club dove circolava musica alternativa.

La svolta arriva nel 1983, quando la band firma un contratto con la Epic. Con la nuova casa discografica Pete e compagni realizzano i singoli Mysty circles, What I want e I’do anything, (i brani non raggiungono posizioni rilevanti in hit parade, ma vanno forte nelle discoteche). Un discreto successo arriva invece nel 1984 con la cover That’s the way I like it. L’album del debutto, Sophisticated Boom Boom, arriva nel maggio ’84 e sfiora la top-twenty britannica; è a questo punto che Waine Hussey, autore di tutti i brani finora pubblicati dalla band, abbandona il gruppo per abbracciare nuove esperienze musicali. I Dead or Alive diventano così un quartetto. L’anno dopo, prodotto da Stock, Aitken & Waterman esce l’album Youthquake, ed è boom. Oltre alla hit mondiale You spin me round (Like a record) dal fortunato album vengono estratti altri tre singoli: Lover come back to me, In too deep e My heart goes bang. Voce solida e potente, personalità pregnante, Pete Burns riesce a imporsi anche grazie alla sua immagine destabilizzante, a metà strada tra la geisha e il pirata, un Boy George in salsa gotica, ma più estremo e sessualmente più esplicito. Nel 1987 arriva il terzo album Mad, bad and dangerous to know, sempre prodotto da Stock, Aitken & Waterman; singoli estratti: Brand new lover, Something in my house, Hooked on love, I’ll save you all my kisses. Per certi contenuti ritenuti scandalosi (tanto nei testi quanto in certe sequenze dei videoclip) il disco non ebbe vita facile in Europa e negli Stati Uniti, ma ottenne invece un grande successo in Giappone. Segue la prima compilation di successi Rit it up! e un tour mondiale. Nel 1989 esce il quarto album in studio Nude. Per questo disco, sostanzialmente autoprodotto, i Dead or Alive scelgono di non avvalersi del trio Stock, Aitken & Waterman. Da Nude vengono estratti i singoli Turn around and count 2 ten – brano che ottiene in Giappone un successo incredibile – e, a seguire, Come home with me baby e Baby don’t say goodbye.

La band, rimasta pressoché stabile fino al 1989, entra in crisi. Due membri, Mike Percy e Tim Lever, abbandonano il gruppo. Nel dicembre 1990 è la volta di Fan the flame (Part 1), quinto album in studio uscito solo in Giappone, un lavoro che si discosta dalla produzione precedente e che sperimenta sonorità lounge-disco. La seconda parte di Fan the flame non è mai uscita (a eccezione di un bootleg non approvato dall’artista). Nel 1994 Pete realizza con i Glam il trascinante silngolo Sex drive. Il brano viene poi inserito nel sesto album Nukleopatra (album pubblicato prima solo in Giappone, e poi con copertine e scalette diverse anche in Australia, Singapore, Sudafrica, Francia e Usa). Nell’album presenti anche un’indovinata cover di Rebel rebel di Bowie e una cover di Picture this dei Blondie. Il settimo album, Fragile, arriva nel 2000, anche questo uscito solo in Giappone (di fatto una compilation di remix, più alcuni inediti e alcune cover come Even Better than the real thing degli U2 e I promised myself di Nick Kamen. Viene estratto il singolo Hit and run lover. Seguono Unbreakable (raccolta di remix) e il greatest hits Evolution. Del 2004 è il singolo Jack and Jill party, da solista, prodotto dai Pet shop boys. Segue un lungo periodo di silenzio. Nel 2005 Pete divorzia da Lynne Corlett, dopo un matrimonio durato venticinque anni, e si fidanza con Michael Simpson. Nel 2006 Pete Burns partecipa al reality Grande Fratello Vip britannico e pubblica la sua autobiografia intitolata Freak Unique. Il nuovo bagno di popolarità non si traduce però in un concreto riavvio della carriera musicale, che continua a procedere a singhiozzi, tra progetti rimasti in sospeso e album abortiti.

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Nel corso degli anni Pete Burns ha rivoluzionato pesantemente la sua immagine sottoponendosi a decine di interventi di chirurgia estetica (il più invasivo alle labbra), inseguendo un modello di perfezione assolutamente personale (un percorso di rimodellamento in progress, lontano dai canoni vigenti, ma non per questo criticabile). Per la stampa scandalistica l’artista è divenuto ormai da tempo un boccone ghiotto, e purtroppo quest’aspetto ha finito per mettere in secondo piano l’aspetto musicale. Nel 2010, per la Bristar Record, Pete realizza l’intrigante singolo Never marry an Icon (solo in formato digitale), anticipazione di un nuovo album più volte annunciato ma mai realizzato. Nel 2011 arriva l’annuncio ufficiale dello scioglimento della band, ma di fatto i Dead or Alive erano già sciolti da tempo. Sophisticated Boom Box MMXVI (gioco di parole che riprende il titolo del primo album della band) ha il merito di ricostruire, tappa dopo tappa, un percorso musicale tra i più originali e interessanti del pop-rock britannico, specie per quel che concerne strettamente l’irripetibile e gloriosa parabola degli anni ’80. Il box-cd (label Edsel) si compone di 17 cd + 2 dvd (con promo video, esibizioni live e apparizioni televisive). Il cofanetto contiene, oltre alle versioni originali degli album (Sophisticated Boom Boom, Youthquake, Mad, bad and dangerous to know, Rit it up, Nude, Fan the flame (part 1), Nukleopatra, Fragile/Unbreakable): 7” version, live, dance mix, extended version, remix, previously unreleased, instrumental, radio edit, alternative version, explicit version, house version, demo e rarità. Il box vinili (label Demon Records), curato personalmente da Pete Burns e Steve Coy, contiene i primi otto album (incisi su vinile trasparente) e uno speciale 10″ Vinyl EP con rare-tracks tra cui The Art e Never marry an Icon (Pete Burns vs The Dirty Disco). Tre album – Fan the flame, Nukleopatra e Fragile – appaiono in vinile per la prima volta. Il prezzo è decisamente impegnativo.

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Purtoppo il 23 ottobre Pete Burns è venuto a mancare a causa di un improvviso arresto cardiaco. La notizia ha fatto subito il giro del mondo. Boy George lo ha ricordato con queste parole: «Sono in lacrime per la morte di Pete. Era uno dei grandi veri eccentrici e ha avuto un grande ruolo nella mia vita. È difficile crederci.»

Lillo Portera


cover_amedit_dicembre_2016_webQuesto articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 29 – Dicembre 2016.

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