AVITABILE | luce ‘e ll’anema | Lotto infinito | Il nuovo album di Enzo Avitabile

Posted on 27 dicembre 2016

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Lotto infinito | Il nuovo album di Enzo Avitabile

di Lillo Portera / discografia a cura di Massimo Pignataro

Lotto infinito (Sony Music Italy) arriva a quattro anni di distanza dall’ultimo disco di inediti Black Tarantella. Un lavoro corale, sinergico, fortemente contaminato, com’è tradizione consolidata nella produzione di Enzo Avitabile. Sotto la lente d’ingrandimento del cantautore partenopeo c’è un’Italia alla deriva, galleggiante, mortificata dall’inedia morale, dalla disoccupazione cronica, dalla xenofobia galoppante e dal degrado diffuso.

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Napoli, Lampedusa, le terre dei fuochi, le periferie dei grigi palazzoni… sono luoghi archetipi di un disagio che si ritrova ormai ovunque, in un meridione sempre più allargato e profondo. L’album si apre con l’incalzante Napoli nord «…Qui Napoli Nord, asse strafuttente, terra e svantaggio, gente fora ‘e vista, inesistente.» Qui, come anche in San Ghetto martire, si parla di periferie esistenziali, non-luoghi fisici che imprigionano rassegnate solitudini. Segue il grido di dolore di De Profundis «…Dal profondo sto gridando a te» (in duetto con la gorgheggiante Giorgia), e il canto di speranza Quando la felicità non la vedi, cercala dentro. La tracklist prosegue con Attraverso l’acqua (con Francesco De Gregori), San Ghetto martire (con Mannarino), Bianca (con Renato Zero), Amm’’a amm”a (con Caparezza), Abbi pietà di noi (con Angela e Marianna Fontana), Comm”a’na (con il virtuoso polistrumentista Daby Touré), Jastemma d’ammore (con Pippo Delbono), Nisciuno sape (con Elena Ledda e Paolo Fresu), Lotto infinito (con Giovanna Marini), Verità sarà (con la cantante franco-marocchina Hindi Zahra) e Addò so nato (con voce recitante di Lello Arena).

Tra le perle del disco spicca il brano Bianca – dedicato alla cantautrice Bianca D’Aponte, scomparsa prematuramente all’età di ventitré anni – realizzato in duetto con Renato Zero; una collaborazione, quella con il cantautore romano, fortemente voluta da Avitabile, che però in origine aveva pensato a un altro brano. «…Bianca, ‘sta voce cruda, ‘na rosa ca s’arape e se schiùde, ‘a neve ca se scioglie o sole, ‘na carta scritta senza parole […] Castità, ‘nnucènzia, silenzio, ammore, assenz. Luce ‘e ll’anema. Tutt’o cuntràrio d”o dulòre, nùvola ‘o nomme tujo…», una pagina delicatissima, struggente, dalle atmosfere sospese e, ha dichiarato Avitabile «Zero se ne è innamorato al primo ascolto.» Sulle note dolorose stillate dalla chitarra acustica di Gianluigi Fenzi si dispiega la magistrale interpretazione di Zero in dialetto napoletano.

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Altra perla del disco è Attraverso l’acqua, in duetto con Francesco De Gregori; scritta a Lampedusa, Attraverso l’acqua affronta il tema attualissimo dell’immigrazione, del contrasto tra i respingimenti di chi nega solidarietà e l’accoglienza di chi si riscopre umano tra gli umani, dell’acqua come elemento da attraversare per raggiungere la salvezza (un accorato invito alla coesione e alla fratellanza tra i popoli): «…Ogni creatura è un’isola davanti al mare, ogni creatura è un’isola nel mare». Tra i brani più interessanti Abbi pietà di noi, dove Avitabile sorvola le terre appicciate di Caivano, Marcianise, Frattamaggiore, Mondragone, Castel Volturno, Melito, Acerra, Nola, Succivo, Giugliano…, terre dei fuochi, terre violate dal mmale ca fa ll’òmmo. In Nisciuno sape il lirismo della lingua napoletana incontra gli accenti magici e primitivi della lingua sarda, un connubio struggente che vince la barriera del mare. Quelle di Enzo Avitabile sono canzoni migranti, suoni e parole in viaggio via terra e via mare, storie di speranza e disperazione, storie di naufragi e di nuovi approdi. Nei testi Avitabile recupera e nobilita tutta la valenza poetica del dialetto napoletano, facendone una lingua senza tempo. «… Nisciùna poesia, nisciùna definizione. Niente rime, niente, nisciùna ‘uerra ‘e parole. Nùn voglio dicere niente, voglio seguì ‘o silenzio, ‘a voce ‘e ll’anema, ll’anema mia ca va a viento…»

Un disco dolorosamente calato nei disagi della contemporaneità. Si parla di giustizia sociale, di uguaglianza, di solidarietà e di quella necessità di cambiamento che può passare anche attraverso la condivisione della musica; le sonorità contrastanti (attinte da ogni angolo del mondo e armonizzate) rimandano alla coesistenza di positivo e negativo che è propria dell’attualità. Un inno alla vita, un invito all’accoglienza e alla comprensione. Per il titolo del disco Avitabile si è ispirato a uno striscione appeso a una ringhiera delle case popolari di Ponticelli, recante la scritta “lotto zero” corretta con il simbolo dell’infinito. «… Lotto infinito ncopp’ô striscione ca d’’a fenesta mia veco a tutte ll’ore e proprio accussì infinitamente ovèro, però dòppo a infinito nce luvasse chillu zero.» Il riferimento, per traslato, va da un punto zero a qualcosa di infinitamente più grande. In Lotto infinito il cantautore partenopeo suona saxello, sax tenore, al ghaita, arpina, pianoforte e tastiere. Alla produzione artistica Andrea Aragosa e Mimmo D’Alessandro. In copertina un’opera di Piero Pizzicanella.

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Enzo Avitabile nasce a Napoli nel 1955 e cresce nel difficile quartiere della Marianella. Appassionato di musica sin da bambino, si diploma in flauto presso il Conservatorio di San Pietro a Majella. Gli anni del primo apprendistato musicale lo vedono spaziare a cavallo di diversi generi, dalla world music al jazz fusion, e questa propensione alla contaminazione, al dialogo tra culture diverse, lo accompagnerà per tutta la vita, divenendo il marchio del suo stile. Le prime collaborazioni eccellenti si concretizzano sul finire degli anni ’70 (due nomi su tutti Pino Daniele e Edoardo Bennato). Il debutto discografico arriva nel 1982 con l’album Avitabile (Produttori Associati). Segue nel 1983 Meglio Soul, con la collaborazione di Richie Havens. Tra il 1983 e il 1994 tutti gli album di Avitabile escono per la EMI. Nell’ordine: Correre in fretta (’84), S.O.S. Brothers (’86), Alta tensione (’88), Stella dissidente (’90), Enzo Avitabile (’91, con la produzione di Corrado Rustici) e Easy (’94, contenente Leave me or love me, in duetto con Randy Crawford). I ritmi afro-americani, le fascinazioni pop, la tradizione antica della pastellessa e della zeza, la world music, il jazz fusion, il canto sacro, le incursioni dentro e fuori la lingua napoletana, fino alle influenze del rap e del jungle. enzo_avitabile_lotto_infinito-2Nel corso della sua lunga carriera il polistrumentista partenopeo ha sempre cercato di raggirare i rigidi confini musicali, sempre alla ricerca di un suono libero, nuovo, totalizzante. Nel ’96 è la volta di Addò, dove Avitabile si riavvicina prepotentemente alla lingua madre partenopea, una lingua prima recuperata e poi rielaborata in una chiave più contemporanea. Del ’99 è l’album O’issa, che vede la collaborazione dell’artista africano Mory Kanté; i proventi del brano Mane a mane vengono devoluti a un progetto di scolarizzazione nel Benin. L’impegno di Avitabile prosegue parallelamente come compositore di musiche per il cinema e per il teatro; nel 2002 il brano Aizetè entra nella colonna sonora del film Incantesimo napoletano di Paolo Genovese e Luca Miniero. Nel 2004 con i Bottari di Portico ensemble realizza Salvamm’ ‘o munno, un lavoro che si aggiudica ben quattro nomination ai BBC World Music Award. Per Avitabile è l’inizio di un nuovo percorso, teso a una sorta di disamericanizzazione musicale, e a recuperare l’essenza della napoletanità attraverso ritmi ancestrali («…antichi ritmi processionali che sono sana trance: non techno, ma folk»). Del 2006 è Sacro Sud un progetto che rielabora la musica sacra popolare. Dal 2006, presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, cura il laboratorio di etnomusicologia “Tradizione e cemento”, incentrato sul recupero della tradizione nella civiltà urbana. Nel 2007, sempre con i Bottari di Portico, realizza l’album Festa, Farina e Forca (la storia di un uomo che scrive, suona e declama sillabe sacre e laiche). Nel 2008 riceve il premio Severino Gazzelloni. L’anno dopo è la volta di Napoletana, dove Avitabile rielabora l’antico lirismo napoletano (si aggiudica la Targa Tenco, come miglior disco in napoletano). Nel 2010 presenta al Napoli Teatro Festival la cantata scenica per grande orchestra, coro e voce recitante Exeredati Mundi. Targa Tenco anche per Black Tarantella del 2012, un disco con ospiti illustri, tra cui Pino Daniele, Franco Battiato, Francesco Guccini e Bob Geldof. Sempre nel 2012 Jonathan Demme (il regista de Il silenzio degli innocenti) presenta al Festival del Cinema di Venezia il film documentario Enzo Avitabile Music Life (la colonna sonora del docu-film esce nel 2013). Sempre nel 2013 compone le musiche per Orchidee, un’opera teatrale di Pippo Delbono e riceve per la seconda volta il premio Gazzelloni. Del 2014 è l’opera Bestemmia d’amore (rivisitata in Lotto infinito), scritta con Pippo Delbono, presentata al teatro Arena del Sole di Bologna. Nel 2015 Avitabile lavora alla colonna sonora del film Il segreto di Cyop & Kaf e a quella de Il Vangelo di Pippo Delbono. Dal 2003 Avitabile è Direttore Artistico di “Summonte Sentieri Mediterranei” (Festival internazionale di Musica Etnica); dal 2015 è inoltre Direttore Artistico del “Leuciana Festival” (Belvedere Reale S. Leucio, Caserta). Lotto infinito è il suo diciassettesimo album in studio.

Lillo Portera

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cover_amedit_dicembre_2016_webQuesto articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 29 – Dicembre 2016.

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