ATTRAZIONE PREPOTENTE | Quando hai diciassette anni | Un film di André Téchiné

Posted on 26 dicembre 2016

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Quando hai diciassette anni | Un film di André Téchiné

di Leone Maria Anselmi

 

Notte di giugno! Diciassett’anni! Ti lasci inebriare.
La linfa è uno champagne che dà alla testa…
Divaghi e senti un bacio sulle labbra
che palpita come una bestiolina…

Arthur Rimbaud, Roman

Con questa nuova fatica cinematografica (la venticinquesima, distante quasi mezzo secolo dal film del debutto Paulina s’en va) André Téchiné ci ha consegnato una delle sue prove migliori. Un linguaggio, il suo, per nulla contaminato dalla maniera, dalla pigrizia di uno stile già individuato e stancamente riproposto, anzi a dispetto delle sue settantatre primavere il regista francese vanta ancora un’invidiabile giovinezza creativa, mossa da un’ispirazione sempre autentica e partecipe. Quand on a 17 ans è la storia teneramente violenta di un’iniziazione amorosa, la storia di un’attrazione prepotente che dal pugno sfumerà gradualmente nella carezza.

Il titolo del film fa chiaro riferimento a un verso della poesia Roman di Arthur Rimbaud, per eccellenza il poeta del furore della giovinezza. L’ambientazione scelta da Téchiné è quella di un piccolo villaggio della Francia sud-occidentale, ai piedi dei Pirenei. Damien e Thomas, i protagonisti, sono compagni di classe all’ultimo anno del liceo. È pieno inverno, la neve è copiosa e le strade sono difficilmente percorribili (per marcare la distanza tra i due ragazzi, su un piano fisico ed emotivo, Téchiné adotta questo stratagemma narrativo). Damien vive nel cuore della cittadina, nei pressi della scuola, mentre Thomas abita in una fattoria sperduta tra le montagne innevate, e ogni giorno impiega circa un’ora e mezza di autobus per poter seguire le lezioni. La suddivisione del film in trimestri sottolinea l’età scolare dei protagonisti, nonché la curva dall’autunno alla tarda primavera; nel mezzo, aspro e gelido, un inverno da manuale: è il grande freddo dei sentimenti, il freddo che isola e che separa, il freddo che ostacola il cammino, contraltare di un calore che albeggia nel malcelato desiderio. La neve che seppellisce il paesaggio rimanda alle emozioni soffocate dei due innamorati. Quando hai diciassette anni fai fatica a dare un nome ai tuoi sentimenti e a focalizzare l’oggetto del tuo desiderio; il più delle volte, specie in certe piccole realtà di provincia, finiscono per prevalere la paura e la titubanza, emozioni contrastanti che si danno il cambio l’una con l’altra.

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Quando hai diciassette anni e il tuo orientamento sessuale non è proprio quello che la maggioranza si aspetta da te, tutto appare al contempo confuso e impossibile. È la fiducia (in sé stessi e negli altri), ci suggerisce Téchiné, che alla fine salva e riscatta. Tra i due ragazzi, fin dal primo incontro sui banchi di scuola, si crea un legame di complessa empatia. La tenerezza per manifestarsi è costretta però a travestirsi da violenza. Come in una sorta di rito preliminare i due si scrutano a distanza, si guardano in cagnesco e alla prima occasione non esitano a prendersi a pugni, riempiendosi di lividi. Poi, in uno scontro epico, arriveranno a sfidarsi in un luogo isolato nel bel mezzo del bosco. Un combattimento animalesco, primordiale, di estrema sensualità. Damien è figlio di una dottoressa, l’accogliente e comprensiva Marianne, e di un pilota militare in missione in Africa. Thomas, magrebino, è figlio adottivo di una coppia di allevatori; sua madre, dopo una serie di aborti, rimane finalmente incinta, e Marianne (suo medico di famiglia) la segue durante la gestazione. Le due famiglie stringono amicizia, così i ragazzi si trovano a interagire anche al di fuori del contesto scolastico. Thomas (su invito di Marianne che si offre di aiutarlo con la scuola) va a vivere per qualche tempo a casa di Damien; il ragazzo non vuole trasferirsi, ma alla fine si lascia convincere. Marianne (che come tutte le madri non conosce suo figlio) è davvero lontana dall’immaginare la reale natura che muove il contrasto tra i due. Sotto lo stesso tetto tutto accelera. È Damien a cedere per primo e a confessare il suo amore. Lo dichiara a chiare lettere anche la scritta sulla sua t-shirt: “My dream is alive”. Thomas esita, si ritrae. Nei bagni della scuola Damien tenta di baciarlo, per un istante la tensione sembra sciogliersi, ma Thomas ha uno scatto e reagisce nuovamente con la violenza. Tutto si ricompone dopo essersi infranto a seguito di una morte (quella del padre di Damien, che muore da eroe di guerra con tutti gli onori militari) e di una nuova nascita (quella del fratellino di Thomas). Spinta da questi due eventi la passione finalmente esplode, feroce e totalizzante. Le dinamiche della competizione scivolano ora tra le lenzuola, e Téchiné mostra molto chiaramente il vicendevole scambio di ruoli nell’atto sessuale, rimarcando una complementarità amorosa ad armi pari, quindi disarmata, assolutamente perfetta. A questo amore – giovane, sofferto, virile – Téchiné consegna un lieto fine insperato, a debita distanza dallo stereotipo cinematografico del gay infelice che deve morire a tutti i costi.

In Quando hai diciassette anni – come già in certe atmosfere di film come Les roseaux savauges – Téchiné riconferma la sua delicata attenzione verso l’acerba gioventù, qui indagata nei suoi contrasti più accesi e pregnanti. Un film solido, fortemente aderente alla realtà (com’è caratteristica del cinema di Téchiné), attraversato da un delicato romanticismo e sorretto da un’ottima sceneggiatura (scritta da Téchiné con la complicità di Céline Sciamma). Splendida la fotografia, firmata da Julien Hirsch. Un Téchiné coi fiocchi.

Leone Maria Anselmi


cover_amedit_dicembre_2016_webQuesto articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 29 – Dicembre 2016.

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Posted in: Cinema, Eventi & News