CIAO ANNA

Posted on 2 ottobre 2016

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anna_marchesini-1di Pietro Valgoi

(Su Amedit n. 28 – Settembre 2016)

Anna Marchesini ci ha lasciati il 30 luglio 2016. Ci ha lasciati si fa per dire, perché siamo assolutamente certi che la sua grande eredità artistica e umana continuerà a nutrire chissà quante altre generazioni. Maestra indiscussa nell’arte difficilissima della recitazione, e non semplicemente un’attrice comica (una qualifica che certamente non le renderebbe piena giustizia). Indimenticabile nel Trio (con i compagni di una vita Massimo Lopez e Tullio Solenghi) ma forse ancora più efficace nella seconda parte della sua carriera teatrale da solista, un percorso individuale scelto e perseguito coscienziosamente, a debita distanza da certo modo astuto di fare teatro e televisione. Come definirla se non un vero e proprio animale da palcoscenico, un talento puro. Dotata di una mimica eccezionale e di una dirompente elasticità vocale, la Marchesini ha inanellato negli anni un’infinità di personaggi esilaranti, figure buffe e travolgenti, entrate prepotentemente nell’immaginario collettivo (la Signorina Carlo di «… che siccome che sono cecata», la Signora Flora «… tanto caruccia», Bella Figheira, la sessuologa Merope Generosa, la Regina Madre, la Badessa nana, la Cameriera secca dei signori Montagnè, la Piccina, la Contessa, la Borgatara, la Perpetua, l’Annunciatrice RAI, e tra gli ultimi personaggi quello della Cartomante Amalia). Ai personaggi d’invenzione la Marchesini ha anche affiancato imitazioni e parodie di personaggi reali; tra le imitazioni più riuscite spiccano senz’altro quella di Margaret Thatcher, Gina Lollobrigida e Rita Levi Montalcini. Negli anni del lungo sodalizio con il Trio, divisi tra teatro e televisione, la Marchesini ha interpretato circa un centinaio di personaggi, dando prova di una versatilità e di una creatività senza eguali. Più che negli sketch televisivi, numerosissimi, il talento del Trio Solenghi-Marchesini-Lopez è legato soprattutto agli spettacoli Allacciate le cinture di sicurezza (1987) e In principio era il Trio (1993); come non citare poi lo sceneggiato televisivo I promessi sposi (una irriverente parodia dell’opera di Manzoni che inchiodò l’Italia davanti ai teleschermi) andato in onda su Rai 1 nel 1990. Tutte le esibizioni del Trio coprono un arco temporale che va dal 1982 al 1994. I tre prendono strade diverse, strade che torneranno a incrociarsi nel 2008 per celebrare i 25 anni di attività con lo spettacolo Non esiste più la mezza stagione. Il debutto solista di Anna Marchesini risale al 1995, anno in cui la RAI le commissiona uno spettacolo che ripropone i suoi principali personaggi. Da questo momento in avanti la Marchesini viaggerà da sola, privilegiando un teatro colto e una comicità sempre più raffinata.

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Tra le avventure teatrali più significative ricordiamo Parlano da sole (1998), Una patatina nello zucchero (1999), La cerimonia del massaggio (2001) e Le due Zittelle (2005); nel 2006 purtroppo, nel bel mezzo degli impegni di tournee l’attrice viene colpita dai primi sintomi dell’artrite reumatoide, una malattia degenerativa subdola che con il passare del tempo la costringerà a lasciare le scene. Provata dalla malattia, ma ancora capace di dominarne il demone, la Marchesini riesce ancora a dare il meglio di sé nello spettacolo televisivo RAI della reunion del Trio (2008), e qui il personaggio interpretato è quello della sboccata cartomante Amalia. Oltre al teatro, il grande amore di Anna Marchesini è sempre stata la letteratura. Donna colta e avida lettrice la Marchesini negli ultimi anni si dedica anima e corpo alla scrittura. Ne sortiranno tre romanzi, tutti editi da Rizzoli: Il terrazzino dei gerani timidi (2011), Di mercoledì (2012) e Moscerine (2013). Tre ottime prove narrative, un vero e proprio atto d’amore verso la grande letteratura. In questi libri conosciamo una Anna diversa, un’anima buona e profonda, una testimone attenta della vita, una grande scrittrice. Impossibile non segnalare un paragone con la collega Franca Valeri: per entrambe l’amore per il teatro ha sempre camminato di pari passo con quello per la letteratura. Sempre più piegata dalla malattia Anna Marchesini ci ha consegnato in questi tre romanzi la sua dimensione più privata, non quella dell’aneddoto o del dato autobiografico, ma quella della sua scrittura, una scrittura assolutamente ispirata e autentica, dettata da un’urgenza incontenibile. Grande è dunque l’eredità che Anna Marchesini ci ha consegnato, un’eredità fatta di risate sguaiate, certo, ma soprattutto di passione, di impegno e di dedizione. Grande è la dignità e il coraggio che l’hanno contraddistinta fino agli ultimi giorni (ricordiamo le interviste nella trasmissione di Fabio Fazio), sempre col sorriso sulle labbra, sempre prodiga di una battuta, sempre desiderosa di interagire con il suo pubblico. Una grande artista. Ciao, Anna.

Pietro Valgoi

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amedit_settembre_2016_preciousQuesto articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 28 – Settembre 2016.

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