ENNIO MORRICONE 2016 | THE HATEFUL EIGHT e LA CORRISPONDENZA

Posted on 8 luglio 2016

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ENNIO MORRICONE 2016 – THE HATEFUL EIGHT E LA CORRISPONDENZA

La modernità nella musica per il cinema

di Nicola Pettenuzzo

BROWSABLE VERSION / VERSIONE SFOGLIABILE

 

Nel 2016 un nuovo tassello va a impreziosire l’irraggiungibile e pluripremiata discografia dedicata al mondo del cinema del Maestro Ennio Morricone. Oltre cinquecento sono i film da lui musicati, un contributo esemplare e un omaggio alla settima arte, al quale si aggiungono le recenti pubblicazioni delle colonne sonore di The Hateful Eight, opera di Quentin Tarantino, che ha fruttato al compositore la vittoria dei premi Golden Globe, Bafta e Oscar e di La Corrispondenza, pellicola che rinnova il sodalizio artistico sancito con il regista e amico Giuseppe “Peppuccio” Tornatore. Appare ragionevolmente scontato ripercorre la sua lunga e monumentale carriera nell’ambito della musica da film, iniziata oltre sessant’anni fa e che gli permette di conciliare con disinvoltura gli aspetti riconoscibili e immediati della musica popolare con i più formali virtuosismi di quella colta. A tal proposito è doveroso soffermarsi su un aspetto cardine dell’evoluzione compositiva del Maestro: l’aver preso parte, dal 1966 al 1980, al Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, il primo collettivo sperimentale di compositori fondato da Franco Evangelisti, a cui hanno preso parte anche Egisto Macchi e Walter Branchi. È in questo contesto, permeato di improvvisazioni basate su musica d’avanguardia, che Ennio Morricone sperimenta e concretizza le sfumature oniriche e dissonanti che contraddistinguono le colonne sonore di film come Un tranquillo posto di campagna di Elio Petri, le prime tre opere di Dario Argento e gran parte delle successive pellicole thrilling, da lui musicate.

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Assai diversa è invece la ricerca sonora dedicata alla soundtrack del film di Quentin Tarantino, pellicola che affonda a piene mani nel terreno della suspense e del sanguinolento, senza trascurare l’importanza dei dialoghi e della sceneggiatura. Delle ventotto tracce che compongono la citata colonna sonora, uscita in cd e in vinile per la Decca Records (in doppio vinile e box set a tiratura limitata da collezione per la Third Man Records), sedici sono le tracce originali composte dal Maestro. La partitura sinfonica è basata sulle variazioni del trascinante tema principale, L’ultima diligenza di Red Rock, caratterizzato da una sinistra melodia di fagotto che introduce lussureggianti fraseggi di ottoni e violini; si insinuano brevi urlati maschili, già presenti in famosi temi da lui composti per film western (Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più di Sergio Leone, per citarne alcuni), un trademark esclusivo del Maestro. Overture, Narratore Letterario, Sei cavalli, I quattro passeggeri, La musica prima del massacro, rappresentano altrettante atmosferiche variazioni, con minacciosi interventi di percussioni, campane e oboe. La lettera di Lincoln struggente brano incentrato su assoli di tromba in stile militare, ripercorre intenzionalmente le melodie de Il forte, traccia appartenente alla famosa colonna sonora de Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone. L’ascoltatore più attento e smaliziato, conoscitore dell’universo cinematografico-musicale di Ennio Morricone, non può non riconoscere in The Hateful Eight, le stesse inquietanti suggestioni suscitate dal leitmotiv de La cosa di John Carpenter, di cui il Maestro ha composto le musiche nel 1982, facendo largo uso di sintetizzatori. Lo stesso compositore afferma che il tema principale della soundtrack tarantiniana altro non è che la reinterpretazione di una traccia esclusa dalle musiche del citato film di John Carpenter.

Poco acclamata e quasi totalmente ignorata, la pellicola di Giuseppe Tornatore, le cui musiche un po’ fiacche, fanno da corollario a un intenso dramma sentimentale, in cui la forza dirompente dell’amore è supportata dalle nuove tecnologie comunicative. Questa colonna sonora, apparsa solamente in cd e distribuita dalla Warner Music, è suddivisa in sedici brani basati sul tema principale: la lunga ed estenuante Una stella, miliardi di stelle, costituita da un motivetto ostinato di pianoforte con pennellate di arpeggi di chitarra elettrica. Improvvisazione in sol, dal sapore ambient, eseguita con sintetizzatori ed impreziosita da assoli di chitarra elettrica, richiama le sonorità pinkfloydiane di The division bell. Non fa eccezioni la title track, che propone una sovrapposizione di melodie di pianoforte ed effetti sintetizzati anticipati da interventi d’archi. Una colonna sonora dall’organico strumentale ridotto, una forma musicale volutamente semplificata, che si discosta dai precedenti componimenti per i film di Giuseppe Tornatore, spesso caratterizzati da un marcato respiro sinfonico. Le musiche di The Hateful Eight e di La Corrispondenza sono state pubblicate quasi contemporaneamente ma, musicalmente opposte l’una all’altra, dimostrano la grande verve del Maestro, capace di riproporre e innovare, con molteplici risultati, il suo inimitabile stile compositivo. Egli stesso afferma: «La musica per il cinema è stata troppo spesso trascurata e storicamente, si è trattato di un grande errore critico. Ogni tipo di musica è, nel bene e nel male, lo specchio della società nella quale viene composta, oltre che ovviamente dell’autore che la crea» (Lontano dai sogni, Conversazioni con Antonio Monda, Mondadori 2010).

Nicola Pettenuzzo


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Cover Amedit n. 26 – Marzo 2016 “Sacré Cœur” di Iano, 2016

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Questo articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 27 – Giugno 2016.

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