TAKE ALL MY LOVES | 9 SHAKESPEARE SONNETS | Il nuovo album di Rufus Wainwright

Posted on 3 luglio 2016

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rufus_wainwright_9_shakespeare_sonnetsTAKE ALL MY LOVES | 9 SHAKESPEARE SONNETS

Il nuovo album di Rufus Wainwright

di Lillo Portera – discografia a cura di Massimo Pignataro

BROWSABLE VERSION / VERSIONE SFOGLIABILE

Nell’album Take all my loves il cantautore canadese Rufus Wainwright celebra il Bardo dell’Avon William Shakespeare, nel quarto centenario dalla morte (23 aprile 1616), e mette in musica ben nove dei suoi Sonetti. All’indomani dell’uscita del disco Rufus Wainwright ha dichiarato che: «Trasformare i poemi di Shakespeare in musica e melodia è stato innanzitutto per me un lavoro d’amore, ma è stata anche un’occasione ghiotta per riaffermare il suo grande talento di drammaturgo. (…) Penso che il modo migliore per ascoltare questo album sia farlo con un orecchio aperto all’istinto e con un cuore viscerale. Non faccio l’intellettuale in questo caso, lo faccio in altri ma non in questo, perché cercare di snaturare Shakespeare, o sfidarlo, sarebbe stupido. Basta ascoltarlo e goderne». Nelle note di presentazione del booklet Rufus rievoca il suo primo approccio da adolescente con i Sonetti di Shakespeare, e ringrazia sua madre, Kate McGarrigle, per avergliene consigliato caldamente la lettura. Prosegue poi dichiarando che il lavoro per Take all my loves è venuto fatalmente a coincidere con una serie di eventi determinanti nella sua vita: l’incontro con il grande amore (Jörn Weisbrodt), la decisione di mettere al mondo una figlia (Viva Katherine, avuta grazie alla gestazione della figlia di Leonard Cohen) e, nota negativa, la malattia della madre. «Nei Sonetti di Shakespeare c’era tutto quel che stavo vivendo. L’amore, la morte, la nascita, la felicità, la tristezza. Era tutto lì.» Rufus aveva già scritto buona parte dei brani circa dieci anni fa, lavorando per una produzione shakespeariana con il Berlin Ensamble; il progetto, avviatosi nel 2009 con la preziosa collaborazione di Robert Wilson, è proseguito poi con la San Francisco Simphony, che gli ha commissionato cinque tracce da riarrangiare in maniera classica. «Le canzoni hanno ormai una vita propria. Qui ne abbiamo messe insieme nove» (la cernita è stata curata da Jutta Febers).

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Copyright 2016 © Amedit

Take all my loves vanta grandi collaborazioni, tra cui Carrie Fisher, Helena Bonham Carter, William Shatner, Frally Hynes, Inge Keller, Christopher Nell, Peter Eyre, Fiora Cutler, Martha Wainwright, la cantautrice inglese Florence Welch e il soprano tedesco Anna Prohaska. Il disco si apre con il Sonetto 43, When most I wink (Quanto più chiudo gli occhi tanto meglio vedo), recitato da Siân Phillips e cantato da Anna Prohaska. La voce di Rufus, evocativa e trasognata, fa il suo ingresso in punta di piedi con il Sonetto 40, Take all my loves (Prendi tutti i miei amori), scelto significativamente anche come titolo per l’album; in coda al brano i versi vengono recitati da Marius De Vries. A seguire il Sonetto 20, A woman’s face (Viso di donna), recitato da Frally Hynes e poi cantato da Anna Prohaska; il Sonetto 10, For shame (Vergogna!…), sempre interpretato dalla Prohaska, è recitato da Peter Eyre. È poi la volta di Helena Bohnam Carter che recita il Sonetto 23, Unperfect actor (Come un inesperto attore), in coda cantato da Rufus con la sorella Martha e con Fiora Cutler; erompono qui le ritmiche in un drammatico crescendo, e le atmosfere classiche e liriche sfumano in un arrangiamento trascinante, con sonorità quasi rock. Il Sonetto 29, When in disgrace with fortune and men’s eyes (Quando in disgrazia con la fortuna e gli uomini), è letto da Carrie Fisher e cantato da Florence Welch (con backing vocals di Rufus e Ben De Vries); è senza dubbio il passaggio più melodioso dell’album, sul finale venato di una lieve malinconia. Il Sonetto 129, Th’Expense of spirit in a waste of shame (Sciupio dello spirito nello sperpero della vergogna), è recitato da William Shatner e cantato da Anna Prohaska (i toni qui si fanno gravi, l’atmosfera spettrale e inquieta). Il Sonetto 66, All dessen müd (Stanco di tutto invoco la pace della morte) è recitato in tedesco da Jurgen Holtz e cantato da Rufus e Christopher Nell; in questo brano gli arrangiamenti virano su certe atmosfere retrò alla Marlene Dietrich (insieme a Unperfect actor è decisamente uno dei momenti più interessanti del disco). Segue una reprise di A woman’s face, cantata da Rufus nei toni di una struggente ballad romantica. Il Sonetto 87, Farewell (Addio) è recitato in tedesco da Inge Keller e cantato, nel gran finale, da Anna Prohaska.

Take all my loves è molto più di un tributo, non ne ha la furberia, viene da lontano, da una gestazione profonda, a tratti dolorosamente privata. È un lavoro perfettamente riuscito, frutto di una sintesi ragionata e di una partecipe comunione d’intenti. Rufus firma tutte le musiche e le orchestrazioni (con la sola eccezione di tre tracce firmate da Ben e Marius de Vries.) Le tracce per soprano sono state prodotte da Andrew Keener; la BBC Symphony Orchestra è stata diretta da Jayce Ogren. Tutti gli altri brani sono stati prodotti da Marius de Vries e Rufus Wainwright. Take all my loves è disponibile nei formati vinile e cd.

Lillo Portera


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Cover Amedit n. 26 – Marzo 2016 “Sacré Cœur” di Iano, 2016

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Questo articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 27 – Giugno 2016.

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