ORVIETO: A TESTA ALTA – OGNI DONNA E’ UNA FENICE | ARTE VISIVA, POESIA E LETTERATURA CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE

Posted on 13 giugno 2016

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“A TESTA ALTA – OGNI DONNA E’ UNA FENICE”: ARTE VISIVA, POESIA E LETTERATURA CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE.       ORVIETO, PALAZZO DEI SETTE, 17/19 GIUGNO 2016

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Concepita per essere itinerante, dopo Roma, la rassegna prosegue nella città di Orvieto, dal 17 al 19 giugno, con esposizioni e programma analoghi, nata da una collaborazione di APAI, l’Associazione per la Promozione delle Arti in Italia, con l’Ass.ne Lettori portatili, Postoccupato, Fusibilia, Misirizzi, Capitano del Popolo e Alimentari Clara e Sara, con il patrocinio del Comune di Orvieto, nell’ambito dell’Anno Europeo contro la Violenza alla Donna.

“In ogni sistema sociale, incluso il nostro, la condizione della donna è sottoposta a ogni forma di violenza. La crudezza delle barbarie che ancora oggi, ovunque nel mondo, le donne sono costrette a subire, è declinata attraverso un linguaggio visivo e poetico, accessibile e fruibile a tutti, non certo per “semplificare” il messaggio, ma per trasmettere in forma diretta il dolore e la sofferenza, sensibilizzando a una presa di coscienza definitiva sul tema” ricordava Federico Ascani nell’incontro a Palazzo Valentini a Roma.

Con questa iniziativa, si intende riflettere su un tema di forte attualità sociale in tutto il mondo, come la violenza alla donna, attraverso il potere evocativo dell’arte, mettendo insieme poesia, arte visiva e letteratura.

Alla vernice di apertura, saranno esposte, oltre l’opera simbolo del Festival “Crocifissione” dell’artista Francesco Maria Bianchini (*), le opere realizzate da vari artisti che hanno aderito al progetto “Appendere.. ad Arte”, e raccolte nel volume dedicato, insieme alle poesie inedite cui sono ispirate, che verranno lette da i Lettori portatili. Seguirà la performance “Tre sogni” di e con Emanuela e Chiara Serini, video di Antonella Lauria.

Il programma proseguirà il giorno successivo con la presentazione del libro “Violenza degenere – Storie di donne che hanno sconfitto la paura” scritto dalle giornaliste catanesi Roberta Fuschi e Patrizia Maltese. Mentre domenica 19 Dona Amati performerà una lettura scenica, tratta da due libri medievali, dal titolo “MedioEVA”.

Le giornate saranno accompagnate dalla musica di TrumpetFest 2016 e dagli aperitivi offerti da Capitano del Popolo e Alimentari Clara e Sara.
E dopo la tappa di Orvieto, l’Evento si sposterà a Viterbo per contemplare altre realtà e scenari.

(*) L’installazione trae la sua prima ispirazione dalle croci  di Ciudad Juarez  e la recrudescenza di delitti che vede come vittime le donne.

Ho voluto come fulcro della mia opera la croce per la sua simbologia come espressione massima del martirio, ma anche come simbolo della vita, un albero della vita che affonda le sue radici nel terreno che lo nutre e che  protende le sue estensioni verso l’alto.

La croce inoltre, come espressione  di una tragedia umana di dimensione cosmica,  visto il  racchiudere in sé la direzione dei quattro punti cardinali.

La donna simbolo della mia opera, narra nella essenzialità dell’installazione, l’estremo tentativo di difesa da un male inaspettato  ed insospettabile, raggiungendo toni lirici nel gesto che con il dissolversi della vita, diviene un abbraccio ideale al mondo, ultimo atto di una vita spezzata, anelito  di nobili sentimenti , di generosità, di remissione, di perdono  che può donare chi ormai ha raggiunto  una dimensione di pace e serenità.

Se l’uomo è capace di macchiarsi di così orrendi delitti, rimane sempre e comunque l’amore che è il fasciame di tutto il creato, a riscattare un’umanità smarrita e svilita dei suoi valori più alti.

La crocefissione, anticamente intesa come segno di ignominia per il condannato, diviene qui, non annientamento, non sconfitta, ma trionfo.

Dimensioni; h 240 cm l 100, materiale legno laccato .

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