COLLEFERRO (ROMA): AUTORI IN LIBRERIA, MAGGIO 2016 | Pierangeli e Simeone

Posted on 27 aprile 2016

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AUTORI IN LIBRERIA, MAGGIO 2016

Mercoledì 4 maggio 2016 alle ore 18, via Consolare Latina 69, Colleferro, (Rm), nell’ambito della rassegna “Autori in Libreria” organizzata dall’Associazione Culturale Gruppo Logos in collaborazione con la libreria C&C Catena, verranno presentati i libri Afferrare le redini di una vita nuova di Fabio Pierangeli, ed. Universitalia e Ultimo treno a Parigi di Massimo Simeone, ed. Universitalia. Saranno presenti gli autori.

 Copia di Pierangeli e Simeone_web

Afferrare le redini di una vita nuova

Saggi e testimonianze sul carcere. Progetto di studio universitario Rebibbia-Tor Vergata. Saggi scientifici di alto profilo e testimonianze varie, firmate da studenti, poeti, scrittori, accademici, giovani studiosi, persone desiderose di intervenire senza “titoli” particolari, su un tema comune: la letteratura come veicolo di ritorno alla dignità umana in situazioni di disagio, di soffocamento, di detenzione al fine di “scontare” una colpa commessa.

Fabio Pierangeli, insegna Letteratura di viaggio e Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Suoi articoli sono apparsi su riviste nazionali e internazionali, ha scritto una trentina di volumi, tra saggistica, biografia per immagini e curatele. Tra i suoi autori di riferimento: Iacopone da Todi, Alfieri, Leopardi, Pavese, Gadda, Morselli. E’ responsabile per la Macroarea di Lettere del progetto Università  in carcere, Rebibbia-Tor Vergata. “Afferrare le redini di una vita nuova” a cura di Fabio Pierangeli e Ultimo treno a Parigi di Massimo Simeone.

Ultimo treno a Parigi

Partire verso la libertà, con l’irrequietezza chatwiniana del nomade. E incontrare quello che non ti aspetti. Artisti di strada, uomini dal fisico poderoso, dalla tenerezza e dalla violenza ambigua, una ragazza affascinante, figura angelica costretta a confrontarsi con l’inferno, in un angolo e in uno sguardo che mai si sarebbero creduti orrendi. Il pregevole racconto di Massimo Simeone non concede chilometri all’utopia, descrive, attraverso la dialettica arte (fotografia e musica)/pubblicità (consumismo e mercificazione del corpo) personaggi memorabili, chiaroscurali, infantili fino alla violenza, estremamente maturi fino alla soglia dell’altare di Dio senza volto, di carne. Al centro la figura di Verlaine, il fotografo di origini italiane, calamita di una folta schiera di uomini in cerca di annientare le sbarre del quotidiano per trovare le chiavi di una esistenza concreta attraverso la libera arte. Se non restiamo a lungo, se la nostra vita dura il tempo di una mosca o di una zucca, allora “dobbiamo cercare altrove una città/duratura, il posto in un altro paese / dove fissare la nostra dimora” (Jeremy Taylor).

Massimo Simeone studia lettere e filosofia all’Università  di Roma Tor Vergata. Questo è il suo primo racconto ad essere pubblicato.

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