PATTY PRAVO | ECCOMI | Il nuovo album della ragazza del Piper, recensito da Amedit

Posted on 23 marzo 2016

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patty_pravo_eccomiPATTY PRAVO | ECCOMI

Il nuovo album della ragazza del Piper

di Lillo Portera

A ben cinque anni di distanza dall’ultimo album di inediti Nella terra dei pinguini, Nicoletta Strambelli (in arte Patty Pravo) torna con Eccomi, dodici tracce nuove di zecca più la bonus track Tutt’al più, riarrangiata con inserti rap di Fred De Palma. Prodotto da Michele Canova Iorfida per la Warner Music e distribuito da 1DAY il disco è stato registrato presso il Sunset Sound Studio di Los Angeles ed i Kaneepa Studio di Milano e Los Angeles. Ventiseiesimo album in studio della ragazza del Piper, Eccomi corona significativamente la bellezza di cinquant’anni di carriera, iniziata nel 1966 con il singolo Ragazzo triste. L’immediatezza del titolo traduce bene la lunga attesa che ha accompagnato l’uscita del disco, la cui pubblicazione era già stata annunciata per l’autunno del 2013 (anticipata, a luglio dello stesso anno, dal singolo Non mi interessa) e poi più volte rinviata. La partecipazione al Festival di Sanremo 2016 con il brano Cieli immensi (scritto da Fortunato Zampaglione), è stata l’occasione propizia perché questo album vedesse finalmente la luce.

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I tredici brani che lo compongono, e in cui ancora una volta è l’amore il tema portante, sono il risultato di una selezione che l’artista veneziana dichiara di aver fatto tra ben settecento proposte, e vantano firme di cantautori affermati accanto a quelle di giovani promesse. Da Giuliano Sangiorgi che firma il brano d’apertura A parte te a Tiziano Ferro, che con Per difenderti da me, firma uno dei brani più intensi; da Gianna Nannini e Pacifico con Possiedimi, un brano che si accende di eros e di passione, a Sergio Vallarino (Zibba) con Qualche cosa di diverso. Tra i testi di autori emergenti si segnala lo struggente Nuvole, scritto da Giangi Skip. Alcune operazioni lasciano un po’ perplessi, come il duetto con il rapper Emis Killa in Non siamo eroi. Discutibile anche la reinterpretazione del celebre Tutt’al più (brano scritto da Franco Migliacci e Piero Pintucci, che nel lontano 1970 la consacrò al successo d’oltralpe), presentato alla serata delle cover del Festival di Sanremo in coppia con il rapper Fred De Palma (che ne ha curato il nuovo arrangiamento). In questo genere di sperimentazioni sembra si voglia più seguire la moda del momento, che attraverso le contaminazioni rap persegue un – non necessario – intervento di “svecchiamento”. Fatte salve queste due riserve, nel complesso l’album è musicalmente ineccepibile, con tessiture che esaltano le doti artistiche d’una delle più grandi interpreti italiane.

I testi, come dicevamo, si dispiegano attorno al tema, peraltro tra i più ricorrenti nella carriera artistica di Patty Pravo, dell’amore. Ma più che di un amoroso idillio stavolta parlano di un amore al bivio, o forse sarebbe meglio dire al capolinea, di storie che, come tutte le cose, prima o poi finiscono; e la voce un po’ spezzata sembra descrivere al meglio la complessità di certi stati d’animo, il vorticare della mente stretta nel turbinio di sentimenti in collisione. C’è qua e là qualche nota d’ironia che sfuma in disincanto, man mano che il flusso di tenerezza, di sensualità e di passione scorre intermittente tra vecchie e nuove paure, tra la voglia di restare e quella di andare via. L’interpretazione, in certi passi algida in altri più partecipe, qua e là velata da una altalenante e serena malinconia, non teme la conta degli anni, anzi rinnova e riconferma l’inimitabile forza seduttiva. In ultima analisi, questo album dimostra una volta di più quanto un’interprete del calibro di Patty Pravo possa fare la differenza in relazione ai testi che interpreta.

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Brano dopo brano si rimane ammirati e rapiti dalla sublimazione che ne riesce a fare, impreziosendo e dando dignità anche a testi di per sé non particolarmente interessanti; si prenda ad esempio proprio quello presentato a Sanremo, Cieli immensi, che sebbene a una lettura accurata riveli versi apparentemente slegati tra loro e privi di un senso logico, grazie all’interpretazione resa ne vien fuori un brano denso, d’immenso potere evocativo. È la riconferma di quanto, al di là dei testi delle canzoni più o meno efficaci, ciò che rende questo disco prezioso e ricco di atmosfere sospese è la disinvolta eleganza che da sempre contraddistingue l’artista, il carisma di una voce suadente, capace di conferire a ogni brano quel giusto pathos, rendendolo unico e inconfondibile. L’album è disponibile in formato cd (uscito il 12 febbraio) e vinile (uscito il 26 febbraio in mille copie numerate). Molto accattivante l’artwork realizzato da Patrizio Squeglia con foto di Julian Hargreaves. Per quanti desiderassero ascoltare dal vivo Patty Pravo, l’artista sarà in giro con l’Eccomi Tour per teatri e arene d’Italia nei mesi di aprile e maggio 2016.

Lillo Portera


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Cover Amedit n. 26 – Marzo 2016 “Etica-Mimetica” by Iano

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Questo articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 26 – Marzo 2016.

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