IL LUTTO DI PALAGONIA E LA GRANDE FESTA DI MINEO

Posted on 1 settembre 2015

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di Giuseppe Maggiore

Il-carro-funebre-porta-via-le-salme1Palagonia e Mineo distano ad appena 17 km l’una dall’altra. Mentre a Palagonia si consumava l’atroce delitto dei coniugi Solano, a Mineo si festeggiava la Patrona Sant’Agrippina, una festa pomposa, in cui gli aspetti esteriori (fuochi d’artificio, luminarie artistiche, spettacoli e folklore) prevalgono su quelli spirituali (come nella migliore tradizione delle grandi feste popolari del Sud Italia). Le due comunità del catanese sono legate a doppio filo dal dramma dei Solano, un dramma che per estensione coinvolge l’intera nazione. Ma evidentemente c’è modo e modo di esserne colpiti, di manifestare la propria solidarietà e il proprio dolore di fronte a simili tragedie. A Mineo la festa è proseguita anche quando, ormai, la notizia era di dominio pubblico a livello nazionale. L’intera giornata di domenica, mentre su tutti i Tg e quotidiani nazionali si gridava all’orrore del delitto, in questo paesino arroccato sulla collina che domina il centro di accoglienza CARA, è stato tutto un susseguirsi di manifestazioni folkloristiche, spari di bombe, carretti siciliani e tarantelle, allegre marce bandistiche, sfarzose luminarie e spettacoli piro-musicali. Il tutto dietro il pretesto di onorare l’eroina cristiana Agrippina. Una festa, ancor più se definita “religiosa” avrebbe dovuto cogliere il senso del dramma che si era appena verificato a poca distanza (oltretutto un dramma che toccava anche la comunità del Circolo e Comitato Festeggiamenti Santa Agrippina- Mineo, dal momento che il probabile assassino era ospitato presso il CARA di Mineo). E invece no. Una festa che ha tutti i connotati dello spettacolo, e quindi una volta di più scissa dalla sua genuina radice spirituale, è andata avanti noncurante della tragedia, fino a notte fonda. Lo spettacolo doveva proseguire, il tempo per la riflessione, per la condivisione e la rabbia poteva attendere. Altrove sarebbe andato diversamente, il buon senso avrebbe suggerito che forse era il caso di dare un segnale di compartecipazione limitando gli aspetti più esteriori e spettacolarizzanti della festa, ma in questa piccola comunità di ligi cattolici e poeti per tradizione NO. Nei giorni seguenti non c’era ancora spazio per una riflessione sul dramma umano appena consumatosi, ma solo commenti entusiastici per l’ottima riuscita della festa. Quale messaggio dovremmo trarre dalla figura della martire Agrippina attorno a cui si sono organizzati tanti eventi al solo fine di compiacere il volgo? Un atteggiamento simile non fa certo onore alla Sicilia nè tanto meno a una cittadina che si appella come “civilissima”. Un simile atteggiamento non fa certo onore soprattutto alla componente cattolica coinvolta in questi festeggiamenti. Immagino che le giustificazioni a questo atto di insensibilità e di superficialità ci siano e come. Ma personalmente credo che ne abbiamo abbastanza della doppia morale, di ipocrite costernazioni e di vuote retoriche. Contano i fatti. E i fatti dicono che anche nella peggiore delle tragedie lo spettacolo deve andare avanti. W Sant’Arpina!

sant'agrippina_mineo

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