MAGNIFICO DELIRIO | Gianluca Meis racconta Rettore

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donatella_rettore_magnifico_delirio_meis (2)

di Leone Maria Anselmi

donatella_rettore_magnifico_delirio_meis (1)Raccontare con esaustività una personalità eclettica e complessa come quella della Rettore, riannodarne i fili di una carriera più che trentennale, non deve essere stata un’impresa facile. Magnifico delirio si profila fin dalle prime pagine una biografia anticonvenzionale (che a tratti sfora nel romanzo), ma capace di restituire molte sfaccettature della camaleontica cantautrice veneta, un progetto che lo stesso autore non esita a definire un “azzardo” e, al contempo, «un grande e sentito atto d’amore e di riconoscenza». A introdurre Rettore è infatti la voce di un Gianluca Meis bambino, come ipnotizzato dall’immagine di copertina del 45 giri Kobra, un bambino sedotto dall’irresistibile e misterioso ritornello: … il kobra non è un serpente, ma un pensiero frequente che diventa indecente, quando vedo te… «Il mio intento – spiega Meis, che nel frattempo è cresciuto (e ha all’attivo già diverse pubblicazioni) – è quello di raccontare sì la musica e la carriera di Rettore, ma anche il modo in cui questa è riuscita a intrecciarsi a quella di un ragazzino che, stufo della boria di chi era convinto che per essere intellettuali occorresse ascoltare solo certe “cose”, scriveva sui muri dei bagni del proprio liceo: MENO GUCCINI, PIÚ RETTORE.». Sullo sfondo gli splendidi splendenti, e tutt’altro che disimpegnati anni ’80. Impazzavano modelli estetici frivoli ma assolutamente spregiudicati e sperimentali, figli di una sete di libertà che a tutti i costi finiva per far rima con ogni sorta di licenza d’espressione.

Rettore, pochi lo ricordano, non nasce musicalmente sotto le luci stroboscopiche degli anni ’80, ma incide i primi album di chiara impronta cantautorale già intorno alla metà dei ’70. Ai tempi di Kobra (1980), dunque, Rettore aveva già alle spalle una gavetta di tutto rispetto, e centinaia di migliaia di dischi venduti tra Germania e Nord Europa. Prima delle numerose hit contenute nella trilogia cult Brivido divino, Magnifico delirio e Estasi clamorosa, Rettore aveva inciso brani di indubbio spessore autorale come È morto un artista, Nel viale della scuola è sempre autunno, Carmela… fino a Eroe, brano che il donatella_rettore_magnifico_delirio_meis (4)Gianluca adolescente sognava di proporre come inno nei sit-in di occupazione al liceo. «Durante le immancabili esperienze di occupazione o protesta, la musica che si doveva amare o proporre era già prestabilita da una imprescindibile necessità da cui non si scappava. Doveva poi essere triste. Possibilmente lugubre e inneggiante a sconfitte generazionali già digerite e sublimate nei decenni precedenti.». Va reso merito alla cultura gay di essere sempre riuscita a guardare oltre (prendendosi poi il meglio di quanto albeggiava nel panorama artistico più avant-garde). Magnifico delirio è una piccola biografia (autorizzata) che si apre con la rievocazione di un’infatuazione e si chiude con un’amichevole intervista.

La Diva sta al gioco e si racconta attraverso una sequela di aggettivi che spaziano dalla A di abbagliante, aggressiva, ambigua… alla Z di quell’omofoba della Zanicchi (per la quale Rettore, ai tempi, scrisse pure due brani). Meis inoltre ricostruisce bene il corpus discografico rettoriano, dai primi 45 giri Anche se non lo sai, Quando tu (che firma insieme a Mario Pagano) e Ti ho preso con me (con Gino Paoli tra gli autori), fino alla partecipazione a Sanremo 1974 con Capelli sciolti, tutti brani poi confluiti nel primo album Ogni giorno si cantano canzoni d’amore (Edibi, distribuzione RCA). Apre l’album Maria Sole, un delicato brano che tocca il tema dell’aborto (come già Renato Zero in Sogni nel buio, nel 1973). Con il nome “Donatella”, prodotta da Roberto Danè, la “leonessa di Castelfranco” incide Lailolà per il mercato nordeuropeo (il brano segnò un grande successo di vendite, ed è tutt’oggi molto amato nei paesi d’oltralpe). Decisivo, in Italia, sarà però l’incontro col musicista e compositore Claudio Rego (ancora oggi compagno e braccio destro della cantautrice). Rego firmerà le musiche di tutte le hit rettoriane.  Nel ’77 Rettore porta a Sanremo Carmela (un brano sulla rivoluzione civile spagnola) e incide il secondo album Donatella Rettore, un piccolo capolavoro (che naturalmente la BMG si è guardata bene di pubblicare in formato cd: in che mani abbiamo consegnato il cantautorato italiano!). Il grande successo arriverà con Brivido divino, trainato dall’evergreen Splendido splendente. Rettore tornerà malvolentieri a Sanremo nel 1986 con la struggente Amore stella, e nel 1994 con l’ineguagliata Di notte specialmente.

donatella_rettore_magnifico_delirio_meis (3)Meis ripercorre passo passo tutte le emissioni discografiche di Rettore, senza tralasciare le collaborazioni più prestigiose: da Elton John a Caterina Caselli, Giuni Russo, fino al rapper Nottini Lemon e alla splendida violinista H. E. R. (Erma Pia Castriota, autrice tra l’altro di Primadonna, brano inciso da Rettore nel 2008 per la Sony Music Italia, unico inedito del triplo Stralunata). Nell’invitarvi alla lettura di Magnifico delirio, un libro delizioso e assolutamente friendly, vi lasciamo con una dichiarazione rilasciata a Meis dalla stessa Rettore: «Sono l’ultima botta di vita che ha avuto la musica italiana».

  Leone Maria Anselmi

Copyright 2014 © Amedit – Tutti i diritti riservati. Severamente vietata la diffusione senza citazione della fonte: “Amedit n° 21 – Dicembre 2014″.
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