DA ANIMALI A DÈI  – BREVE STORIA DELL’UMANITA’ | Il nuovo saggio di Yuval Noah Harari

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da_animali_a_dei_harari (4)di Cecily P. Flynn

Arriva anche in Italia il fortunato best-seller di Yuval Noah Harari, professore presso il Dipartimento di Storia della Hebrew University di Gerusalemme, esperto in Storia mondiale. Da animali a dèi – pubblicato per la prima volta in Israele nel 2011 e subito tradotto in oltre venti lingue – ripercorre il cammino della storia evolutiva umana attraverso quei tre grandi “momenti” che hanno scandito il progressivo trionfo della nostra specie speciale sul pianeta Terra: la rivoluzione cognitiva (con lo sviluppo del cervello), la rivoluzione agricola e la rivoluzione scientifica.

da_animali_a_dei_harari (3)Lodato dal Premio Pulitzer Jared Diamond (autore del celebre Armi, acciaio e malattie), Da animali a dèi si distingue innanzitutto per il linguaggio schietto, arguto e coinvolgente, che non manca di provocare e di sollevare interrogativi, senza tuttavia rinunciare alla puntualità nozionistica del buon divulgatore scientifico. La struttura del saggio presenta diverse analogie con Breve storia di quasi tutto di Bill Bryson. Come siamo diventati i signori indiscussi del pianeta? Grazie alla nostra fervida immaginazione, risponde Harari. «Siamo gli unici animali che possono parlare di cose che esistono solo nella nostra immaginazione: come divinità, nazioni, leggi e soldi. Non riuscirete mai a convincere uno scimpanzé a darvi una banana promettendogli che nel paradiso delle scimmie, dopo la morte, avrà tutte le banane che vorrà. Solo l’Homo Sapiens crede a queste storie.» Queste “fantasie collettive” (comprese le religioni e altre credenze), spiega Harari, hanno favorito nella nostra specie la necessità di cooperazione, rendendoci dominatori del mondo («mentre gli scimpanzé sono chiusi negli zoo e nei laboratori di ricerca.») La cooperazione tra piccoli gruppi di individui si è man mano tradotta in villaggi, paesi, città, nazioni, e il mondo in cui viviamo oggi non è che il risultato di quell’antichissima strategia di sopravvivenza. L’umanità, sintetizza Harari, ha avuto (ha e avrà) i suoi pro e i suoi contro, ha prodotto le buone leggi e la cultura dei diritti, ma anche il consumismo, il materialismo, le intolleranze religiose, l’alienazione, la burocrazia e altri mostri.

Nella parabola da animali a umani, in quel processo di affinamento delle strategie evolutive che ci ha sradicati da mamma Africa e ci ha catapultati sulla Luna, qualcosa, spiega Harari, deve esserci sfuggito. L’umanità deve fare i conti con la più grande svista dell’evoluzione, quella che ha resa necessaria per ciascun umano una propria personale (tormentata, spesso fallimentare) ricerca della felicità. Nella sua “breve storia dell’umanità” (questo è il sottotitolo del saggio) Harari fissa i seguenti punti e ne indaga la complessità delle implicazioni sia sul piano morale astratto, sia su quello più concreto: «…il fuoco ci ha resi da_animali_a_dei_harari (1)pericolosi; il pettegolezzo ci ha aiutati a cooperare; l’agricoltura ha aumentato la nostra fame; la mitologia ha mantenuto la legge e l’ordine; i soldi ci hanno dato qualcosa di cui tutti possono fidarci; le contraddizioni hanno creato la cultura; la scienza ci ha resi signori del creato…» ma, conclude, «nessuna di queste cose ci ha resi felici.»

L’incipit di Da animali a dèi adotta i toni della fiaba, e si apre con il “c’era una volta” per antonomasia: la cronologia della creazione. Harari non la prende da Adamo ed Eva, ma da ben 13,5 miliardi di anni più indietro, dalla prima apparizione della materia e dell’energia. Si arriva poi a 6 milioni di anni fa, giusto in tempo per salutare l’ultima progenitrice comune di umani e scimpanzé. Un balzo a 2,5 milioni di anni fa ed ecco l’Homo in Africa con i suoi primi utensili litici. Di qui in avanti la rivoluzione industriale macina e macina fino alla doppia anima della contemporaneità: «Gli uomini trascendono i limiti del pianeta Terra. Le armi atomiche minacciano la sopravvivenza dell’umanità. Gli organismi sono sempre più modellati dalla progettazione intelligente più che dalla selezione naturale.» (così, nella sua cronologia, Harari descrive l’umanità al punto “Oggi”). Al “Domani” consegna due punti interrogativi: «La progettazione intelligente diventa il principio base della vita? L’Homo Sapiens viene sostituito da superuomini?». Il saggio di Harari stimola una “rilettura” più responsabile e consapevole della nostra storia e, non in ultima istanza, offre un ripasso in sintesi delle conoscenze paleoantropologiche e scientifiche più aggiornate. Qui in Italia Da animali a dèi è edito da Bompiani, con l’ottima traduzione di Giuseppe Bernardi. Unica pecca della edizione i numerosissimi refusi, ma abbiate pazienza, una volta ultimato sarete tentati di rileggerlo.

Cecily P. Flynn

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Cover Amedit n° 20 – Settembre 2014, “VE LO DO IO” by Iano
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