SACRI BACI…L’AMORE IRROMPE NELLE CHIESE DI ROMA |mostra di Gonzalo Orquìn

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Foto di Sebastiano Luciano, da La Repubblica.it
Foto di Sebastiano Luciano, da La Repubblica.it

Il Bacio, pura espressione d’amore e gesto d’immane tenerezza è protagonista di una mostra che si inaugura oggi a Roma. Chi mai potrebbe offendere un bacio? Tra un uomo e una donna, tra due uomini o tra due donne, non perde comunque quella sua purezza, quella sua pregnanza che ci dice di trovarci di fronte a due persone che semplicemente si vogliono bene, che si amano. Può mai l’amore offendere qualcuno? Può dunque un atto d’amore come il bacio suscitare riprovazione, finanche disprezzo? Le domande che ci poniamo non sono per nulla retoriche, e ciascuno potrà in questa occasione porsi in ascolto di se stesso, sentire le proprie recondite emozioni, analizzare i propri sentimenti contemplando gli splendidi scatti in cui il bacio, già di per sè dotato di una sua oggettiva sacralità, sboccia tra le sacre e anguste mura delle chiese, tra crocifissi, madonne e tabernacoli. Baci che furtivamente irrompono nelle chiese di Roma, baci rubati nel “ventre della balena”, lì dove l’ostilità è più radicata, dove vige il veto più assoluto, nel luogo simbolo per antonomasia del discrimine e dell’esclusione. E’ l’amore che rivendica la luce, che vuole manifestarsi dappertutto, senza sotterfugi o ipocrisie. In queste foto si direbbe che il tutto avvenga in un’atmosfera di assoluta tranquillità e liceità, così come ci si aspetterebbe che fosse.

Foto di Sebastiano Luciano, da La Repubblica.it
Foto di Sebastiano Luciano, da La Repubblica.it

Così il giovane artista e fotografo sivigliano Gonzalo Orquìn, che vive da anni a Roma, ha interpretato il tema del “bacio degli sposi”, realizzando una sorta di flash mob e ispirandosi alla classica iconografia da album di nozze. I protagonisti delle immagini sono tutti amici o conoscenti, e gli scatti sono stati realizzati all’interno di alcune delle più suggestive chiese romane. Gonzalo Orquìn precisa che gli scatti sono stati effettuati “spesso di primissima mattina, con le chiese deserte, così da non urtare la sensibilità di nessuno. Comunque nessun parroco si è accorto di nulla e non abbiamo mai avuto problemi”.

Invito-Trialogo-Monopagina

Inaugurazione alla presenza degli artisti mercoledì 25 settembre, ore 18

La Galleria l’Opera presenta dal 25 settembre al 15 novembre 2013 “Trialogo“, mostra di Mauro Maugliani,Gonzalo Orquín e Luis Serrano.

Comunicato Stampa

La mostra inaugura la sede espositiva della Galleria d’arte contemporanea di Andrea Iezzi, spazio che nel suo programma intende dare voce a tutte le nuove tendenze dell’arte contemporanea, nessuna esclusa.

“Nessuna pretesa generalista, ma una valutazione per così dire estetica: lo spazio è quello di chi pensa che l’arte non sia morta, di chi pensa che l’arte contemporanea si faccia non solo ed esclusivamente con gli alfabeti dell’arte concettuale; di chi pensa, infine, che concettuale sia tutta l’arte supportata da un qualche pensiero, pittura compresa”.

I tre artisti sono stati invitati dal giornalista e critico d’arte Edoardo Sassi a realizzare tre opere su tematiche decisamente non convenzionali e soprattutto trattate in modo non convenzionale: SuoreMatrimoniInterni è il sottotitolo di questa singolare e straniante esposizione collettiva, nella quale l’estro dei creativi chiamati all’appello ha generato quadri, sculture, luoghi, video (ambientati in un cimitero e dove si ascoltano rosari cantati), divani «parlanti» e baci in odor di «eresia», rubati ai piedi degli altari di alcune tra le più importanti basiliche antiche di Roma.

«Tutto chiaro fin dall’inizio, qualche mese fa: tre sarebbero stati gli artisti – scrive Sassi nella prefazione al catalogo – tre, per ciascuno, le opere esposte. Tre, grosso modo, anche le generazioni rappresentate, volendo attribuire a una singola ‘generazione creativa’ il sia pur stretto canone del decennio». E prosegue: «Tre amici, inoltre, e ovviamente tre pittori, bravi, anzi bravissimi, bravi di quel talento che non si impara né si improvvisa».

Un vero e proprio «Trialogo» d’arte, in cui ciascun autore sarà rappresentato non solo da un’opera pittorica di grandi dimensioni (lavoro che risponde grossomodo al linguaggio espressivo loro usuale fino a oggi) ma anche da altre interpretazioni più sperimentali di uno stesso tema. Un lavoro che ha visto i tre artisti confrontarsi dunque con tecniche diverse, dalla fotografia all’installazione, dall’azionismo stile flash mob fino all’opera tessile.

Una «sfida», definiscono questa mostra i protagonisti: «Che pone in primo piano la bellezza, tema oggi quasi eversivo e dunque di vera avanguardia, partendo dalla pittura come forma artistica classica, quella cioè che parla senza bisogno di essere spiegata, ma per giungere nel contempo a mettere alla prova l’artista-poliedrico, provando a vedere se davvero e fino a che punto è in grado di giocare con tutti i linguaggi della contemporaneità».

 

Mauro Maugliani, pittore dagli esiti iperrealisti, ama definirsi un artista concettuale, concependo la sua pittura come «punto di arrivo di un lungo processo mentale di pensiero». Presenta in mostra il risultato di una sua ricerca sul misterioso mondo delle suore. Un grande ritratto gioca sull’ambiguità di genere e identità, raffigurando il volto e il busto di una giovane suora che indossa però un abito talare da prete. Una scultura in zucchero evoca l’idea del mondo sacro e delle sue reliquie. E ancora, un’installazione invita il pubblico a visualizzare un video da un antico inginocchiatoio, modificato però, come l’ambiente che lo ospita, con una vena da confessionale-pop.

La poetica di Gonzalo Orquín è fortemente intimista e la sua pittura sembra situarsi in un luogo immaginario e in un tempo sospeso, nondimeno estremamente reale e quotidiano, in cui si mescolano memoria ed erotismo. Spagnolo, l’artista si confronta in questa mostra con il tema dei matrimoni, al plurale: uno più «borghese», nella grande tela dai complessi giochi di ombre e specchi che moltiplicano l’immagine di una giovane coppia; uno più utopico e che lancia un messaggio universale d’amore attraverso un’azione collettiva cui fanno da sfondo storiche Chiese di Roma; uno infine raccontato con un balzo nel passato, grazie a un’installazione lirica, sentimentale e di grande intensità, in stile wunderkammern.

Luis Serrano, spagnolo anche lui, è un pittore di impianto prevalentemente figurativo e il suo lavoro, carico di suggestioni e allusioni, si misura qui con tutti i generi tradizionali, reinventandoli e venandoli di connotazioni realiste, simboliche, letterarie. Ha lavorato per questa esposizione sul tema degli interni, uno in particolare, legato anche a memorie autobiografiche. In un’antica casa padronale di famiglia, nella regione della Mancha,  un vecchio divano abbandonato in una soffitta è divenuto pretesto – plastico, formale – per «cantare» forme su cui si sono depositati i segni del tempo e di stagioni andate. Un divano dipinto, scolpito, disegnato, tessuto…

 

Il catalogo è stampato dalla casa editrice Palombi.

Ufficio Stampa

Francesca Martinotti

+39 348 7460312

con la collaborazione di Eleonora Filiputti

+39 349 1271659

martinotti@lagenziarisorse.it

www.francescamartinotti.com

Foto di Sebastiano Luciano, da La Repubblica.it
Foto di Sebastiano Luciano, da La Repubblica.it

PRESS RELEASE

TRIALOGO

Wednesday, 25 September – Friday, 15 November 2013
Press preview Wednesday, 25 September, 12 noon.
Opening with the artists: Wednesday, 25 September, 6 p.m.

Foto di Sebastiano Luciano, da La Repubblica.it
Foto di Sebastiano Luciano, da La Repubblica.it

The Galleria L’Opera is pleased to present “Trialogo”, an exhibition of artists Mauro Maugliani, Gonzalo Orquín and Luis Serrano from 25 September to 15 November 2013.
The exhibition inaugurates Andrea Iezzi’s new Gallery of modern art, an area geared to host the voices of all the new trends in contemporary art, without exception.
“It is absolutely not a generalizing pretext, but rather an aesthetic evaluation: this space has been conceived for those who think that art is not dead, who believe that contemporary art is not only and exclusively created with the alphabet of conceptual art; finally, for those who deem that all art, supported by some sort of thought, is conceptual: painting included.”

The three artists have been invited by journalist and art critic Edoardo Sassi to realize three works on decidedly anti-conventional themes and, above all, to treat them in a non-conventional fashion: Suore, Matrimoni, Interni (Nuns, Weddings, Interiors) is the subtitle of this unusual alienating group exhibition, where the impulse of the creative artists involved has generated paintings, sculptures, sites, videos (located in a cemetery where we hear rosaries being sung), “speaking” sofas and “heretical” kisses, stolen at the foot of the altars of some of the most important ancient basilicas in Rome.

“A few months ago, everything was clear from the very beginning: the artists would be three – writes Sassi in his preface to the catalogue – three for each of the works on display. Roughly speaking, three are also the generations represented, in the intent of attributing to a single ‘creative generation’ the limited canon of a decade.” And he continues: “Three friends, moreover, and obviously three painters who are good, or better still, excellent, graced with a talent that can be neither acquired nor improvised.”

Foto di Sebastiano Luciano, da La Repubblica.it
Foto di Sebastiano Luciano, da La Repubblica.it

A true “Trialogue” of art, in which each artist is represented not only by a large painting (work which corresponds more or less to the expressive idiom they had been accustomed to use up until today), but also to other more experimental interpretations of the same theme. Thus, a work that has seen the three artists confronting each other with different techniques, from photography to installations, from flash mob style actionism to textiles.

The protagonists have defined this exhibition a ‘challenge’, “that foregrounds beauty, a theme which today has almost become subversive and therefore true avant-guard, starting from painting as a classic form of art, the kind of art which speaks for itself without having to be explained, but which succeeds in putting to test the many-sided artist, who must try to discover up to what point he is truly able to play with all the idioms of contemporaneity.

Hyper-realist painter Mauro Maugliani is fond of defining himself a conceptual artist, conceiving his painting as a point of arrival after a long mental process. In this exhibition he presents the results of his research into the mysterious world of nuns. A large portrait toys with gender and identity ambiguity, depicting the face and bust of a young nun, who is however attired in a priest’s cassock. A sculpture in sugar evokes the idea of the sacred world and its relics. And still another installation invites the public to visualize a video from a prie-dieu, modified, however, in a pop-confessional mood like the environment that hosts it.

The poetics of Gonzalo Orquín is strongly intimate and his painting seems to be situated in an imaginary zone suspended in time, while still depicting ultra-real everyday life, where memory combines with eroticism. In this exhibition the Spanish artist tackles the theme of weddings in a pluralist manner: one, rather “bourgeois”, is represented on a large canvas where a complex game of shadows and mirrors multiply the image of a young couple; the second one is more utopian and sends a message of universal love through collective action in the background of the historical Churches of Rome; and finally, thanks to a sentimental lyrical installation of great intensity in wunderkammern style, the last work is narrated with a backwards leap in time.

Spanish Luis Serrano is mainly a figurative artist; full of suggestions and allusions, his work pits itself against all the traditional genres, reinventing them by blending realistic, symbolic and literary connotations. In this exhibition he has explored the theme of interiors. One of his works is particularly linked to autobiographic memories: in an old family manor house in the Mancha region, an old couch abandoned in an attic has become a plastic, formal excuse for “singing” forms upon which are deposited the signs of time and lost seasons. A painted, sculpted, drawn, fabric sofa…

Press Office
Francesca Martinotti
+39 348 7460312
In collaboration with Eleonora Filiputti
+39 349 1271659
martinotti@lagenziarisorse.it
www.francescamartinotti.com

Galleria L’Opera
Via di Monserrato, 40
00186 Roma
06 68802469
info@gallerialopera.com
www.gallerialopera.com
Opening hours: Tuesday to Saturday from 12 to 8 p.m.
Mondays by appointment

AGGIORNAMENTO POMERIGGIO DEL 25/9/2013 DA La Repubblica.it

Gay che si baciano in chiesa, opera oscurata

“Ci è arrivata una diffida formale da parte del vicariato di Roma”. Per questo l’autore Gonzalo Orquín e i responsabili della galleria d’arte L’Opera hanno deciso di oscurare l’opera “Sí, quiero” (video di Francesco Cocco). VEDI VIDEO

A cura di Redazione Amedit

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