LEOPOLDO DEGLI SPIRITI | Spiriti animali | il nuovo romanzo di Giuseppe Benassi

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bannerbenassiwebdi Leone Maria Anselmi

Con Spiriti animali Giuseppe Benassi chiude una prima pentalogia di romanzi con protagonista indiscusso l’avvocato Leopoldo Borrani. Formula vincente non si cambia. Lo schema, molto efficace nella sua linearità, vede contrapposti da una parte l’avvocato (nel perimetro delineato e ordinario del suo studio) e dall’altra il cliente, quell’incognita su cui si dispiega di volta in volta una nuova storia, una nuova avventura. Sulle linee guida del suddetto schema (assimilabile solo parzialmente alle costanti del giallo e del noir) si innesta la personalità complessa e affascinante del protagonista, un eroe anti-eroe, a tratti metafisico a tratti concreto, lucido e razionale ma dotato di un’intensa attività onirica. Misantropo, scontroso, diffidente, sfacciatamente misogino, non fa nulla per rendersi simpatico ai suoi compagni di viaggio (e ai suoi lettori), eppure riesce oltremodo a ispirare affetto e fiducia, merito forse di quella schiettezza e di quell’istintualità (animale) che lo caratterizzano.

cover Benassi prova1:Layout 1Nel romanzo c’è la storia, c’è l’intreccio da sbrogliare, c’è il giallo da disvelare nelle pagine finali, ma quel che più emerge è ben altro, è il giallo della figura di Leopoldo Borrani, una figura che, romanzo dopo romanzo, si fa sempre più familiare e definita. Intorno (e dentro) all’avvocato Leopoldo Borrani si agita, più o meno nascostamente, tutto un sottobosco umano (sovrumano e zoomorfo), in una Livorno circoscritta nello spazio e nel tempo che, a sua volta, rimanda a una contingenza più ampia e simbolica. In ogni gesto, pensiero o parola del protagonista è sotteso (e spesso esplicitato) un giudizio di valore sulla società, sulle cose del mondo, sugli altri, e poco o nulla ne esce integro, sebbene a stemperare i toni intervenga spesso un’ironia graffiante, intelligente, estremamente godibile. In tutti i personaggi del romanzo (Borrani compreso) emerge, parallela, una natura seconda, atavica, squisitamente animale. <<Aveva ragione Lord Byron, siamo posseduti da spiriti animali, bestie invisibili prendono il potere in noi, si insediano nel nostro spirito, e sono benevole o malevole secondo il caso.>> Borrani è un ipercritico, uno che non salva che il salvabile, uno che non usa mezzi termini per dire le cose come stanno. Dispotico, insofferente, categorico Borrani rivendica a più riprese la sua natura di orchidea tra le lattughe. Per la stessa ragione nella trama del romanzo all’ordinarietà del mestiere si sostituisce la straordinarietà del caso narrato, con una surrealtà che sempre più prepotentemente, quanto più prosegue la storia, si sovrappone e si diluisce alla realtà. Il protagonista sa bene che l’esperienza della realtà è misteriosamente connessa alla dimensione onirica. L’uomo, animale spirituale o spirito animale, è costantemente chiamato a interagire con una realtà impastata di sogni. <<Borrani sapeva che, anche da svegli, siamo sempre per metà impastati di sogni; che il mondo esterno, che noi crediamo di vedere, di dominare, appena entra nei nostri occhi si ritorce, si ricurva: ne abbiamo perciò una percezione distorta, del tutto soggettiva… dunque sbagliata. E sapeva, altrettanto bene, che la stessa legge vale anche all’inverso; che, cioè, il mondo dei sogni è, almeno per metà, altrettanto e al contrario, impastato di realtà.>>

Anche in Spiriti animali, come nei precedenti quattro romanzi della saga di Leopoldo Borrani, Giuseppe Benassi opera una singolare fusione tra il romanzo di genere (in questo caso del giallo-noir, che come sappiamo è contraddistinto da precise regole narrative) e il romanzo propriamente di letteratura (libero e autorale per sua definizione). Nonostante le “pause di riflessione” (si veda a tal proposito il passo riportato qui in alto sul rapporto tra realtà e sogno) la narrazione scorre fluida e ritmica, densa di spunti che proiettano talvolta il lettore fuori della storia, fuori del romanzo, quasi in una narrazione parallela.

Leone Maria Anselmi

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Cover Amedit n. 15 - Giugno 2013. "an Alphabet" by Iano.
Cover Amedit n. 15 – Giugno 2013. “an Alphabet” by Iano.

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