DON GALLO HA FATTO L’UOVO! Una chiacchierata col “paladino degli ultimi”che non risparmia nessuno. Neppure…

Posted on 23 marzo 2013

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L’ULTIMA INTERVISTA RILASCIATA DA DON GALLO PRIMA DELLA SUA MORTE

di Mauro Carosio

Fotografie di Rosanna De Rosa

P1070810Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei”. Con queste parole incise su un crocifisso che arreda la sua piccola scrivania, il prete più famoso d’Italia accoglie i suoi ospiti. Siamo nella sede della Comunità di San benedetto al Porto, in pieno centro storico a Genova proprio tra i vicoli e il porto. Lo studio è decisamente essenziale: due sedie, un divanetto, una stufa elettrica e la sua fedele collaboratrice Lilli, seduta a un minuscolo tavolino che lavora al computer. La Lilli, solo su di lei ci sarebbe da scrivere molto: la regina della comunità di San Benedetto, da sempre la sua casa, un volto luminoso e accogliente incorniciato da una lunga treccia bianca, le stampelle appoggiate dietro la sedia, vigila su Don Gallo e ogni tanto interviene garbatamente e con un sorriso.

Don Gallo, icona nazionale, con chi si sente in buona compagnia e con chi non si sente in buona compagnia tra le altre icone del nostro paese?

Io mi sento in buona compagnia con tutti coloro che mi chiamano, coloro che consapevolmente mi chiamano, e che appartengono alla famiglia umana. Mi piace pensare: “Tu chi sei? La famiglia umana”.

Bagnasco e Bertone: due figure discusse, un pensiero di Don Gallo?

Io riconosco che nella realtà sono due vescovi, sono successori del collegio apostolico, il corpo della chiesa che come un corpo qualsiasi non è mai acefalo, c’è il capo. Ma nella chiesa non ci sono cariche, ci sono ordini, cioè servizio. Gesù, durante la sua prima messa il giovedì santo, si è messo il grembiule e ha lavato i piedi agli anziani. Sono venuto per servirvi. Io li vedo indispensabili per una comunità se sono al servizio. Tutte le volte che esprimono un autoritarismo, un dogmatismo, un moralismo, come posso considerarli? Cerco di dir loro: “Oh, siete vescovi!” Glielo dico sempre.

Altri uomini di chiesa altrettanto discussi: Don Seppia e il parroco di Lerici?

don_gallo_amedit3Don Seppia, io non entro nell’iter giudiziario della legge e dei reati commessi, Don Seppia è emblematico della pedagogia nera delle case di educazione della chiesa e dei seminari. La chiesa è tuttora misogina, quindi non può che esser sessuofobica e ossessionata. Io ho detto al cardinal Tettamanzi: “Eminenza la sessualità è un dono di Dio o del demonio?” È rimasto un po’ perplesso. Io ho continuato: “Ma lei è qui, bello, i suoi genitori hanno fatto l’amore, han scopato!”. Non gli andava bene allora dico: “Vabbé sotto le lenzuola recitavano il rosario, contento?”. La sessualità è un dono e siccome anche con l’aiuto della scienza rimaniamo fragili, devianti, chi si occupa dell’educazione e della maturazione? La pedagogia nella nostra chiesa è ancora una pedagogia nera, non calda e umana. Adesso è un po’ che non se ne parla. Fan finta di niente, ma è ancora un peccato gravissimo la masturbazione. Ricordo un po’ di anni fa un giovane prete che voleva farsi confessare da me. “Va bene – dico – ma non attraverso le grate, io confesso faccia a faccia. Spaccate tutte le grate da tutte le chiese!”. La confessione è una riconciliazione. Una volta nei piccoli villaggi uno rubava una pecora e tutti lo sapevano: “Bene hai rubato e vuoi ritornare all’assemblea della domenica? Vieni e riconciliati”. Penso che a volte la mia arma della provocazione e della dissacrazione possa servire. Torniamo al giovane prete che si voleva confessare. Arriva e dice: “Sono molto nervoso, non recito le preghiere” e poi si inceppa. “Oh…eh… ho commesso un peccato grave.” Io: “beh dai siamo in casa di Dio che oltretutto è onnisciente e quindi ti conosce dai”. E lui: “mi sono masturbato!” Allora inizio a divertirmi: “Ah siiiii!!! (con aria canzonatoria n.d.a.) Ti sei masturbatooooo!!!! Di conseguenza, se morivi prima di confessarti, visto che qui fuori c’è un passaggio pedonale pericoloso, basta una macchina e boom! Ti investiva e andavi all’inferno!!!”. “Si padre mi perdoni”. E io: “Ti do un calcio in culo che ti ci mando io all’inferno, vai da uno psicologo e vediamo cosa fare. Il peccato è odio contro Dio, voler la notte di Dio, ti rendi conto? Onnipotente, onnisciente, siamo in un universo che avrà 13/14 miliardi di anni, la Margherita Hack dice che pare si allarghi sempre di più, e tu pensi che Dio venga a guardare te e a preoccuparsi perché ti spari una sega, ma vaffanculo!”. Una volta sono stato richiamato… una delle tante volte. Arrivo in via del Campo, che è un ambiente che a me piace, e lì c’è ancora qualche prostituta vecchia che crede di essere la vera Bocca di Rosa di De Andrè. Ne incontro una e iniziamo a parlare: “Oh don Gallo come va?”. Sorrido: “Bene tu?”. Sorride anche lei: “Eh son vecchia e piena di dolori…”. Rispondo: “Beh anche io”. Lei incalza: “Però ogni tanto lavoro”. E io scherzando: “Ma cosa lavori, con tutte le pivelle che ci sono in giro…”. E lei indispettita: “Ah si? Allora mi dai l’assoluzione perché quando vengono tutti i tuoi amici barboni della stazione Principe io gliela do gratis”. Rido: “Belin sei troppo forte, certo che ti assolvo”. Lo è andata a raccontare al suo parroco in via Prè. Mi chiama la curia per riportarmi all’ordine… pensa che problemi che hanno…

don_gallo_ameditL’anno scorso siamo riusciti a creare l’associazione Princesa (un’associazione di mutuo aiuto formata da un gruppo di transessuali genovesi, n.d.a.), io sono molto legato anche al nome perché la vera Princesa di De Andrè è stata nostra ospite in comunità. Un giorno scopro che mi avevano nominato presidente dell’associazione. Io non ero all’assemblea e il giorno dopo un giornalista scrive: “È nata l’associazione Princesa, presidente Don Gallo”. Praticamente io stesso l’ho saputo dai giornali. Stesso giorno, driiiinnn, suona il telefono: “Sua eminenza l’aspetta in curia a mezzogiorno”, era il segretario. Io dico “Mezzogiorno di fuoco? Devo venire armato?”. Era un anno fa, quindi mi aspettava Bagnasco… Tra l’altro mi è stato chiesto: “Lo vede papabile?”, ho risposto: “Io penso che Bagnasco conosca i suoi limiti…”. A proposito: Ho avuto una testimonianza di recente da parte di una persona che è dentro alle segrete cose. Mi ha detto che Bagnasco con tutte le sue conoscenze fa chiamare tutti i cardinali, soprattutto all’estero, perché lo sostengano, è vergognoso.

Torniamo al colloquio per via dell’associazione Princesa: Bagnasco mi chiede: “Don Gallo come la mettiamo coi transessuali”. Io lascio passare alcuni secondi, serio come lui, e poi faccio la scimmia: “Eminenza come la mettiamo coi transessuali?”. È consuetudine che quando i principi si alzano in piedi vuol dire udienza terminata. Bagnasco si è alzato…

Le dimissioni del Papa, dove sta andando la chiesa?

La chiesa ormai è sede vacante da anni, da dopo papa Giovanni. Me lo ha detto un monaco che a novembre ha compiuto 100 anni, bello come il sole! Ammalato, però lucido, con un sorriso meraviglioso e due stupendi occhi azzurri. Vent’anni fa, forse di più, lo avevo incontrato a una conferenza. Era stato presidente dell’azione cattolica presso il Vaticano, poi lo avevano allontanato. Ha girato tutto il sud America e poi è tornato. Allora gli chiesi come stavano andando le cose in Vaticano e lui con una semplicità estrema mi rispose: “Sede vacante”. Io: “Come sede vacante?” E lui: “Governa l’Opus Dei”. Dopo più di vent’anni lo incontro nuovamente, viene a sentirmi a Lucca e gli rifaccio la stessa domanda: “È ancora sede vacante?” Lui con il suo solito sorriso annuisce. L’Opus Dei è talmente potente che in tutte queste fughe di documenti, di scandali, non è mai citata, addirittura viene fuori che nella commissione che ha scelto Ratzinger, formata da tre cardinali, uno è un cardinale ultraottantenne spagnolo dichiarato pubblicamente come membro onorario dell’Opus Dei. Tornando al papa e alle sue dimissioni, a parte le forze fisiche, secondo me si è reso conto che lui è responsabile da anni e anni di questa situazione, è inutile far girare la notizia che lui è un uomo di studio e che quindi è stato circondato, eccetera.

don_gallo_amedit2Ma chi ha fatto le recenti nomine? Ma come si può far fare carriera a una persona problematica come monsignor Moraglia che a 50 anni non è mai stato in una parrocchia a Genova, ma solo in girò per università? Improvvisamente vescovo di La Spezia e dopo due anni patriarca di Venezia. A La Spezia han cantato il Te Deum per ringraziare del fatto che se n’è andato fuori dai coglioni. Perfino il sindaco di Sarzana mi ha detto: “Gallo non ne potevamo più”. Comunque tornando ai papi recenti: Paolo VI inizia a frenare, il povero Luciani c’è stato trenta giorni. Wojtyla e Ratzinger sono responsabili! Io lo dico perché non ho più niente da perdere e poi non c’è più il rogo… Se mi sparano, buonanotte… Comunque il 28 febbraio è stato trasportato in elicottero, forse scortato dai caccia, nella più bella villa del mondo che è Castelgandofo vicino alla villa di Sofia Loren. L’ultima domenica, che coraggio! Davanti alla finestra, l’ultimo Angelus, il vangelo parlava dell’episodio della trasfigurazione: Gesù porta sul monte Pietro, Giacomo e Giovanni, si trasfigura, arriva il profeta Elia e dice: mi ha chiamato il Signore. Cosa gli avrà mai detto?… E questo se ne va tre mesi a Castelgandolfo. Ma caro Papa, vuoi veramente ottemperare alla tua scelta di preghiera? Di solitudine? Di scomparire? Scegli un convento abbandonato da anni! No! Siamo invece dentro le mura leonine, cioè in Vaticano che gode dell’extraterritorialità, un convento all’interno del Vaticano! Non è possibile. A me non la raccontano!

La vittoria di Grillo: dove sta andando il paese?

La situazione politica italiana è quella che è, rispecchia l’andamento della civiltà: cresce e poi c’è la decadenza, da tempo siamo nella decadenza, iniziata negli anni ’80. Dal 2010 ho l’impegno settimanale di scrivere un articolo su La Repubblica, l’inserto di Genova, così ho commentato: questa oscena situazione conviene o addirittura piace al popolo sovrano? L’unica novità di quest’ultima consultazione è la vittoria del movimento 5 stelle col suo infaticabile leader: congratulazioni Beppe. Io ho sempre rifiutato le parole populismo, antipolitica, fascista, sfascista e fino all’ultimo ho detto: ma guardate che è una realtà, un movimento. Comunque congratulazioni Beppe, il paese vi aspetta alla prova. Dietro al portone due fucili spianati. Si riuscirà a percepire la pericolosità del momento? Incombe l’ingovernabilità del paese, mercati in tensione, lo spread sale, il centro sinistra non ha acquisito una nuova credibilità, va avanti con affanno. Non c’è da festeggiare nulla, a me sembra che spiri un’aria che dice aspettiamoci delle sorprese ancora più sconvolgenti. Mi ha colpito la riflessione di un mio vecchio amico clochard, un barbone che somiglia a Diogene. Tutte le volte mi saluta così: “Ciao Gallo cerco l’uomo, purtroppo non ho più la lanterna”. Stavolta ha continuato: “Dopo le elezioni ci sono vinti e vincitori, altri che si considerano gli unici vincitori e a me sembra di centrarla in questo punto: caro Gallo siamo davanti all’esaurimento delle culture. Non nasce un pensiero nuovo né da parte laica né tanto meno da parte cristiana. Si cerca di rabberciare senza percepire la profondità della brama del nuovo, del neoliberismo e dei bisogni reali della collettività sofferente, caro Gallo. Non è una visione catastrofica, è realissima. Ciao vecchio prete di strada”. E alla fine dopo queste elezioni siamo bombardati da parole. Io invito Genova a diventare un laboratorio culturale, avendone tutte le caratteristiche. Ma persiste una grande distanza che da troppo tempo divide le parole dalla realtà. Per me è un fastidio opprimente, ci sovrasta una realtà virtuale che avvolge e illude i miei vecchi e nuovi poveri sempre più straripanti e non educa i cittadini garantiti e benpensanti. Credo che non siamo ancora al fondo e neppure a metà di questa crisi asfissiante. La scommessa democratica riparte per le donne e gli uomini di buona volontà: Comunque il paese è a pezzi, c’è bisogno che Beppe con i suoi elettori vada al tavolo delle trattative col PD per avere dei cambiamenti e metterli alla prova. Questa è l’occasione per sputtanarli definitivamente.

don_gallo_carosio_ameditChe cos’è la famiglia per Don Gallo?

(Visibilmente alterato n.d.a.) Non se ne deve più parlare della famiglia! Perché la famiglia da decenni e decenni è in crisi. Non esiste, come si permettono! È in crisi di autorità! Quale famiglia? Borghese? Autoritaria? È caduta! Non c’è!

Perché la chiesa tace sull’immoralità dei politici e si scatena sul fatto che due persone dello stesso sesso si possano amare?

Primo perché con i politici tace: perché è coinvolta, è un centro di potere, do ut des. Vedi poi i privilegi, han tirato fuori l’8 per mille, guarda che bisogna essere…

Hanno accontentato qualcuno. La chiesa si scatena sull’omosessualità per la sua ossessione nei confronti della sessualità: una sessualità repressa, moralistica, non ha l’obbiettivo della sessualità liberata. La chiesa vuole pontificare per esercitare un potere su qualcosa che riguarda le nostre attitudini. Siamo fragili, siamo devianti e vuole imporre la sua morale sessuale. Adesso è uscita fuori la storia della lobby gay in Vaticano. Saranno vent’anni che ne parlo: quando l’omosessualità viene repressa, i membri di una comunità si nascondono, viene proprio spontaneo creare una forma di potere e siccome vuoi allargare il tuo potere, ti fai la cerchia tra le nomine varie e le cariche vescovili di omosessuali repressi come te. A me non interessa se sono puri e casti, cosa me ne frega a me. Io vorrei che ci fosse un papa che la domenica alla finestra dichiara la sua omosessualità! Una volta parlando di questo argomento col cardinal Tettamanzi gli ho detto: “Eminenza ma se lei nel corso di una gita a Gerusalemme nel cuore della notte vedesse due ragazze entrare nella stessa camera d’albergo cosa farebbe? Andrebbe a spiare dal buco della serratura o rispetterebbe la loro coscienza davanti a Dio?”. E si parla di famiglia!

Continuano a dire che è naturale quando per secoli il popolo di Dio come minimo era bigamo, il nostro padre della fede Abramo era bigamo. Poi nasce l’Islam, Maometto aveva capito tutto seicento anni dopo… Sai perché vengono castigate Sodoma e Gomorra? Per la non accoglienza! Stupravano i forestieri! E oggi ci ritroviamo una serie di matrimoni che vengono annullati!!! Sempre di più, e anche qui codifichiamo delle disuguaglianze: a te annullano il matrimonio e il giorno dopo puoi fare la comunione in grazia di Dio, mentre divorziato no… Altra ipocrisia: la cena di Leonardo con quei 12 deficienti… Gesù aveva invitato tutti stava per andare sulla croce. Donne non ce ne sono, bambini nemmeno, Pietro era sposato. A quei tempi se non c’erano donne non si mangiava, l’uomo in cucina non entrava. Poi tra i 12 vuoi che non ci fosse un omosessuale? Basta andare a vedere nella cultura greca o orientale. Chiesa!!! Vai a dialogare con la scienza!!! Se non dialoghi rimani cieca! Stessa cosa per la scienza, se non ricerca una verità magari non diventa cieca ma zoppa sì.

Lei si sente dentro la chiesa, ma per la chiesa lei è dentro o fuori?

Certo che mi sento dentro, che ci provino a mandarmi via! Per la chiesa certamente non sono un buon cristiano e non sono un buon prete perché nello specifico della chiesa cattolica se tu sei ubbidiente sempre e ciecamente al papa tu sei un buon cattolico e un buon prete. L’infallibilità del papa, un uomo, è proprio un bel problema! Nella chiesa la massima autorità semmai è l’assemblea e poi via via il concilio ecumenico. Siamo in un periodo nero con una chiesa in transizione.

I suoi principali vizi e le sue principali virtù?

Il tabacco??? Ma una volta aprire la tabacchiera era segno di amicizia, lo faceva anche Pio X: quando un vescovo rifiutò il tabacco che il papa gli aveva offerto, Pio X, che probabilmente conosceva l’elemento gli disse: “eminenza, se questo fosse un vizio lei ce l’avrebbe…”. La mia più grande virtù è l’accoglienza (e la Lilli aggiunge: “l’ascolto con un carisma che ha solo lui”).

I suoi principali successi e i suoi più grandi fallimenti?

Il mio più grande fallimento, se così si può dire, è come partigiano: a 17 anni ho visto nascere la democrazia e a 84 anni sette mesi e mezzo la vedo morire, siamo in piena eutanasia della democrazia. Il mio più grande successo è quello di sentirmi ancora oggi un membro del popolo di Dio in cammino.

A cosa pensa prima di dormire?

Con tutti i miei acciacchi penso soprattutto di poter dormire… Poi però ho anche un senso col mistero, la notte. Mi piace l’incontro con la notte e col mistero, penso di aver capito chi siamo e da dove veniamo, ma un pensiero notturno potrebbe essere dove andiamo.

don_gallo_amedit4Se non fosse Don Gallo chi vorrebbe essere?

Uno dei migliori clown del miglior circo del mondo, fino a un po’ di anni fa andavo al circo solo per vedere i clown. Adoro Charlie Chaplin! Il miglior attore mai esistito.

Se la sua vita fosse un film chi vorrebbe come regista?

Un mio grande amico: Mario Monicelli. Dopo la sua morte a una trasmissione televisiva io ho parlato del rispetto per la sua scelta. (Monicelli si è suicidato gettandosi dal balcone di un ospedale romano nel novembre 2010 n.d.a.). Ovviamente il giorno dopo mi chiama il vescovo e mi dice: “Sei stato interpretato come apologeta del suicidio”. Rispondo: “Eminenza, questa non la doveva dire! L’accusa nei miei confronti è gravissima. Lei ora ha il dovere di denunciarmi al tribunale ecclesiastico!”. E il vescovo: “Eh ma non esageriamo…”. Eccola la coda di paglia… non è successo nulla.

Sappiamo tutto della sua anima ma non sappiamo cos’ha fatto del suo corpo?

Guarda proprio oggi il mio erborista, una persona che adoro, mi ha detto che la mia vita è così intensa e che credo talmente in quel che faccio che, nonostante le mie magagne fisiche, se io riesco ancora a essere lucido, questo è il risultato di tutte le forze che si agitano dentro di me.

È tardi, ma Don Andrea non dorme di notte, Lilli racconta che, quando è a Genova, riposa dalle otto del mattino fino a metà pomeriggio circa e poi dà inizio alla sua giornata fatta di incontri con qualunque persona “che lo chiama”, senza distinzione di alcun genere. Il Gallo adesso ha fame, Lilli chiama qualcuno in cucina per far portare qualcosa. La visita per me è terminata, ma sono sicuro che questo piccolo grande uomo non avrebbe problemi a proseguire. Alla prossima, vecchio prete di strada!

Mauro Carosio

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Cover Amedit n. 14 - Marzo 2013. "Nativity" by Iano

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Questo articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 14 – Marzo 2013

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