TONDELLI: UN LIBERTINO POSTMODERNO. Rivive l’autore cult attraverso le testimonianze dell’amico e scrittore Enos Rota.

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a cura di Mauro Carosio

 

« …Leggeva Osea. In quelle pagine non c’era una visione esclusivamente mentale del rapporto fra Dio e il suo popolo, ma una rappresentazione di corpi, di prostituzione, di abbandono, di delirio della separazione, di rabbia, di paterna protezione. Come succede, da sempre, fra gli uomini che si amano. »(P. V. Tondelli, Camere Separate)

tondelli_amedit1Nessuno come Pier Vittorio Tondelli ha saputo interpretare meglio lo spirito di un’epoca. Stiamo parlando dei favolosi quanto bistrattati anni ’80 dei quali lo scrittore di Correggio si è fatto mentore assoluto.

Classe 1955, morto prematuramente il 16 dicembre del 1991, Tondelli con solo sei libri si è imposto come un must, un opinion leader per la sua generazione e per quelle che sono seguite, tanto da essere considerato ancora oggi un’icona in Italia e all’estero. Il suo romanzo d’esordio, Altri Libertini uscito nel 1980, ha suscitato un mirabolante interesse nell’immediato. Critica e pubblico in azione per osannarlo o denigrarlo. Censurato per oscenità, e poi liberato dai vincoli che imponeva la morale dell’epoca, è oggi considerato un capolavoro. Ad Altri Libertini sono seguiti Pao Pao, che narra i tormenti amorosi di una compagnia di ragazzi durante l’anno di servizio militare, Rimini, un romanzo ambientato sulla riviera adriatica perfetto nel suo stile, Camere separate, straziante per tematiche in bilico tra eros e thanatos, e la sua “bibbia”, resoconto di uno spaccato di italianità anni ’80: Un week end postmoderno.

Tondelli con la sua prosa diretta e spregiudicata, intima e irriverente, oscena e delicata ha senz’altro gettato le basi per un nuovo filone letterario italiano a cui hanno aderito, con alterna fortuna, nuovi autori che gli sono succeduti senza mai eguagliarne il successo. Un mito con pochi eredi, ma vari  testimoni, quelli a cui nel 1986 indirizzò Biglietti per gli amici, un testo “privato” reso poi pubblico dall’editore Bompiani. Di questi testimoni, il più illustre è senz’altro Enos Rota che abbiamo incontrato a Genova (presso la libreria “Book’s in”) nel corso di una giornata dedicata a una retrospettiva sull’opera del suo amico “Pier”.

Enos Rota è noto a tutti coloro che si interessano di Pier Vittorio Tondelli, non solo in quanto amico fraterno di Tondelli, ma anche in qualità di erede morale e spirituale dell’Opera, dell’attività intellettuale e umana dello scrittore di Correggio. Inoltre, ha attivato da molti anni un osservatorio attento sulla ricezione ‘emotiva’ degli scritti di Tondelli, effettuando costantemente un lavoro di recupero di impressioni, di idee, di riflessioni sui romanzi e sugli scritti giornalistici. Ha pubblicato, fra i vari articoli e recensioni, il volume Caro Pier … I lettori di Tondelli, ritratto di una generazione, Bologna, Nuova Tempi Stretti, 1995. Ha curato con E. Trinelli il volume: AA.VV., Io e Tondelli, Piombino, Edizioni Il figlio letterario, 2007. Necessario il suo apporto al fine di reperire informazioni sulla vita, sulla composizione dei testi, sulla formazione e sulle frequentazioni di Pier Vittorio Tondelli.

Perché la figura e le opere di Pier Vittorio Tondelli continuano a ventun anni dalla sua scomparsa a suscitare in Italia e all’estero interesse, simpatia, echi e risonanze, coinvolgimento intenso e vitale?

È una domanda che propongo ogni qualvolta mi capita di partecipare a incontri o convegni. Ogniqualvolta mi trovo a parlare di Pier. Ogni anno a Correggio, nelle giornate di studio che si celebrano nell’anniversario della sua morte, diversi studiosi, studenti, dottorandi, appassionati dell’opera tondelliana cercano di rispondere a questa domanda. Non è semplice analizzare un vero e proprio caso letterario quale appare l’avventura di scrittore di Tondelli. In molti ne hanno scritto e discusso in questi anni, e non posso e non voglio effettuare rassegne bibliografiche e critiche, non è questo il mio compito, e poi ormai con gli strumenti informatici è alquanto agevole reperire dati e costruire itinerari nella critica di molte pagine. No, quel che preme in questo frangente, rimembrando il giorno della morte, è delineare i contorni di un caso unico in Italia e potrei anche affermare nel mondo.

tondelli_amedit2Credo che le ragioni di questo fenomeno non stiano soltanto nel successo letterario, già avviato durante la breve esistenza dello scrittore correggese e ancor più negli anni seguenti quando la figura e le opere sono stati indagati, approfonditi e si è capito che i suoi testi catturano in una morsa i lettori da cui non possono sfuggire, ma in una sorta di aura emotiva che circonda insieme all’uomo Tondelli, la sua opera. Non l’uno senza l’altra, non l’opera senza la presenza dell’autore. E sono testimone io stesso dell’itinerario quasi obbligato che costringe il lettore quando scopre Pier, a cercare subito, immediatamente, urgentemente, tutti i suoi libri, purtroppo, solo sei. Ahinoi… Riassumere brevemente la complessa vicenda di questo autore è delittuoso oltre che non nelle mie umane possibilità. La sua straordinaria personalità, nel tempo fugace della sua vita intensa ma troppo rapidamente passata, ha inciso così profondamente nella cultura italiana di questo trentennio, sia nella narrativa contemporanea – con evidenti e differenti tracce disseminate largamente nella scrittura odierna – sia e ancor più nei lettori che traggono dalle sue pagine preziosi pensieri e profondissime riflessioni sulla vita e sull’essere nel mondo, che colgono come veri e propri consigli, considerandolo maestro, amico e compagno di viaggio, fratello maggiore e si badi ben al di là della mitizzazione del personaggio, come dimostrano le migliaia di testimonianze che io stesso ho raccolto in varie antologie pubblicate in questi anni.

Cosa ha rappresentato per te l’opera di Tondelli?

I libri che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. E così è successo  proprio a me per singolare privilegio questo regalo straordinario di conoscere Pier Vittorio Tondelli fin dagli inizi degli anni ’70; e in questo anno in cui ricorre il 32° dell’uscita di Altri Libertini e il 27° di Rimini, credo sia giunto il momento di fare una sintesi della sua figura in questi ventuno anni che ci separano dalla sua morte. E sono testimone diretto (non solo io, bensì migliaia di lettori e appassionati) di un successo letterario straordinario, di un autore, come ha affermato recentemente il critico Angelo Guglielmi: “tra i più significativi della nostra narrativa degli ultimi 30 anni”. Soprattutto per il legame che ha saputo creare, già quando era in vita, con i suoi lettori attraverso i temi coinvolgenti ed emotivi presenti in ogni suo testo. E se c’è stata anche una mitizzazione del personaggio, scomparso a soli 36 anni, nulla toglie alla capacità di Pier di suscitare ancora oggi e di incidere fortemente in ogni lettore con echi, risonanze, identificazioni (come è dimostrato dalle centinaia di testimonianze del mio libro Caro Pier) e già in Altri Libertini, dice M.Raffaeli del “Manifesto” c’è tutta la poetica e la sua lezione di vita e ha dato scandalo appunto perché è un libro al presente e sul presente e finalmente compaiono gli esclusi dalla nostra letteratura: i discotecari, gli ex fricchettoni, i fuoricorso, gli omosessuali, i precari, i creativi, i fuori di testa… Quindi in questo giro che sto facendo da alcuni anni per l’Italia, in oltre 100 città  ho cercato di portare l’eredità che Viky ci ha lasciato e che rappresenta tuttora uno scrittore di culto per generazioni di lettori, un  fratello maggiore, una fonte inesauribile di ispirazioni e un importante punto di riferimento per tanti giovani scrittori, anche famosi, che traggono dalle sue pagine tanti insegnamenti soprattutto dal suo “mestiere di scrittore”. 

Ci puoi parlare di Pier Vittorio Tondelli come persona?

Beh, credo che ci vorrebbe un libro che veramente vorrei fare un giorno. Nel senso che è una fortuna eccezionale conoscere personalmente, e frequentare un autore che diventa una icona generazionale, e godere come è successo a me, della  sua compagnia, amicizia e confidenza, anche per scoprire quanto di autobiografico viene rivelato nello scritto. In Camere Separate vi è una quasi totale aderenza tra scrittura e vita, e quanto invece fa parte della dimensione “umana” spesso anche contraddittoria, conflittuale, difficoltosa. Sì perché non bisogna tacere il cammino doloroso che Pier ha dovuto subire soprattutto a Correggio, il “piccolo borgo”, quando rese pubblica nei libri la sua “diversità” come poi succede forse anche oggi in una città di provincia che oppone un sostanziale rifiuto se non emarginazione alla condizione omosessuale. Beh poi Pier, gentilissimo, gran signore, generoso, nel quotidiano non era facilmente gestibile, pieno di quei difetti, moltiplicati in un artista, che ne esprimono la  parte “umana”, limitata, debole e inquieta.

tondelli_amedit3È  vero che Tondelli è ancora un tabù nelle scuole?

Sì, in un seminario di qualche anno fa proprio qui a Correggio si è discusso di questo problema. E mentre all’estero si vanno moltiplicando le iniziative per valorizzare la sua opera (non solo nei Paesi Europei ma anche in America, Brasile, Argentina, Giappone ecc.) in Italia, nelle scuole superiori,  dove si sa,  si arriva si e no nel programma della maturità a Pirandello saltando completamente gli ultimi cinquant’anni di letteratura, la lettura di Pier provoca ancora tanto scalpore vuoi per il linguaggio o per le vicende narrate o per i temi “scomodi” come la morte, l’abbandono, la diversità, la solitudine, l’inquietudine, il disagio, che sarebbero invece una salutare provocazione non solo per gli alunni ma anche per gli insegnanti. Proprio qui nella sua Correggio un giovane mi ha inviato un bellissima pagina dal titolo “Certi parcheggi”, ed è un atto di contestazione all’Amministrazione Comunale per avere dedicato un parcheggio invece degli Istituti Culturali al suo grande figlio scrittore.

tondelli_amedit4Hai qualche ricordo personale?

Ne avrei una moltitudine. Dal 1971, quando ci incontrammo per la prima volta, al 10 Settembre 1991 quando lo vidi per l’ultima volta, ma mi è venuto in mente che  proprio nel 1985 Pier mi aveva detto che non sarebbe venuto a Dubrovnik in Croazia, come ormai consuetudine da anni, perché stava presentando il suo libro Rimini sulla Riviera adriatica. Invece a un certo punto della vacanza è comparso prendendo un aereo da Venezia perché non voleva perdere quei giorni così spensierati e ci siamo divertiti tantissimo in quella città magica piena di gente “alta e bella”. Sì perché la morte tragica e l’ultimo libro Camere Separate hanno fatto dimenticare quella allegria spesso ironica, intelligente, trasgressiva, libertina, irriverente che facevano di Tondelli un compagno invidiabile e straordinario. Nel 2011 c’è stato il 25° anniversario dell’uscita di Biglietti agli Amici, quel libro che dedicò a soli ventiquattro persone confidenti e ormai tutti sanno che quello dedicato a me è sul tema dei baci: Ma io volevo baci… Spero di potergli restituire quel privilegio che mi accordò in quel prezioso testo pubblicando qualcosa per lui. La Feltrinelli ha dato alla ristampa la prima edizione di Altri Libertini: un invito che rivolgo ai giovani  è di leggere qualche opera di Pier e di farmi avere le loro testimonianze, riflessioni, emozioni, all’indirizzo: enosrota@libero.it

Non solo i nuovi lettori di Tondelli rimangono colpiti dalla grandezza della sua opera. Un’esperienza molto interessante è quella di coloro che ventenni, hanno avuto la fortuna di conoscere Pier in tempo reale e leggere i suoi libri appena pubblicati, trovando quindi un maestro, un interlocutore e qualcuno che parlava la loro lingua pur essendo più adulto. I ventenni degli anni ’80 sono cresciuti e quelli che rileggono l’opera omnia oggi, dopo essere travolti da un inevitabile afflato di nostalgia, riconoscono in Tondelli uno scrittore giovane, un ragazzo geniale che se n’è andato troppo presto.

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Questo articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Amedit n. 13 – Dicembre 2012

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