SUONI E RIFLESSIONI CONTRO LE MAFIE – Incontro con Nicolò Marino a vent’anni dalle stragi di Falcone e Borsellino

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a cura di Redazione Amedit

 

L’occasione per riaffermare l’offensiva contro le mafie e la lotta al malaffare che passano innanzitutto attraverso il rispetto della legalità è stata offerta da un duplice appuntamento denominato “Giornata della legalità – Suoni contro le mafie”, tenutosi a Palagonia il 28 settembre scorso. L’iniziativa, resa possibile grazie al patrocinio della Provincia regionale di Catania ed al supporto organizzativo del Comune di Palagonia, è stata fortemente voluta dall’Amedit nella persona del suo curatore Luca Bardaro. Anche questa, come le molte altre iniziative che l’hanno preceduta, ha inteso suscitare nei cittadini una maggiore presa di coscienza intorno ai fenomeni criminali che attanagliano la società, con l’auspicio che il tutto non si esaurisca soltanto in una sterile retorica, ma porti all’affermazione di una cittadinanza attiva.

Momento focale della giornata è stato l’incontro “Legalità, ieri oggi e domani – Riflessioni a vent’anni dalla morte di Falcone e Borsellino” avuto luogo nella Sala Consiliare. Davanti a un folto pubblico, perlopiù costituito da giovani, sono intervenuti il magistrato dott. Nicolò Marino, i componenti dell’Amedit Gaetano Interlandi e Luca Bardaro, la dott.ssa Gabriella Guerini dell’Associazione antiracket e antiusura etnea, il Capitano Felice Pagliara (Compagnia dei Carabinieri di Palagonia) e il comandante della locale stazione mar.llo Vincenzo Drago. Ad aprire il dibattito è stato Luca Bardaro che nel suo intervento ha ricordato la sparizione dell’agenda rossa di Paolo Borsellino e il sacrificio dei due magistrati: “Siamo cresciuti con due assunti che ci sono stati inculcati fin da bambini: quello che qui in Sicilia nulla possa cambiare, e che quindi spinge ad avere un atteggiamento di rassegnazione di fronte all’ingiustizia e all’oppressione di cui siamo vittime, e quello che dice “Ma chi te lo fa fare?!”, che mira a scoraggiare ogni iniziativa, ogni forma di impegno civile, ogni tentativo di alzare la testa e dire “Basta!” a un certo sistema malato e perverso. Dobbiamo sempre essere vigili e attivi contro la mafia senza mai abbassare la guardia perché farlo, significa arrendersi alla rassegnazione. Il cittadino, al contrario, deve avvertire che non è solo, che ci sono altri come lui, ci sono le associazioni antimafia e molti magistrati che con il loro lavoro garantiscono la nostra sicurezza e la nostra libertà”.

Gli ha fatto eco il prof. Gaetano Interlandi: “Le cose stanno cambiando e questo è un segnale positivo che ci fa sperare per il futuro. Tutto dipende però da come noi intendiamo affrontare il problema della legalità”. “La legalità – continua Interlandi – è il rispetto per se stesso e per gli altri e non è bello sentir dire dei siciliani più in generale e dei palagonesi in particolare, finite sulle prime pagine perché siete dei delinquenti”. “Non è vero – conclude – e noi siamo chiamati a dimostrarlo con piccole importanti azioni, cominciando a non girarci dall’altro lato quando vediamo che accade qualcosa di illegale o quando qualcuno sta commettendo un reato”. “Il rispetto delle regole – dice il sindaco Marletta – deve diventare un abito mentale che ci deve aiutare anche al di là della legge scritta. Il nostro obiettivo è quello di far vivere ai giovani un rapporto di fiducia con le istituzioni. Bisogna inculcare in loro il coraggio di parlare, di denunciare quando vedono comportamenti e azioni che vanno contro le regole, per dire con forza: noi siamo diversi e per voi non c’è più spazio in questo paese”.

Nel suo intervento il magistrato Nicolò Marino ha voluto ricordare quanti sono caduti sotto i colpi della criminalità per difendere il principio di legalità: “Carlo Alberto Dalla Chiesa, Pio La torre, Pier Santi Mattarella, Rocco Chinnici, Rosario Livatino fino a Falcone e Borsellino, uomini che hanno interpretato il loro ruolo in mezzo alla gente, che andavano nelle scuole a insegnare ai ragazzi una cultura diversa, mentre oggi, da più parti, si vorrebbe la figura di un magistrato burocrate”. “C’è come un’insofferenza all’investigazione – prosegue Marino – che ricorda il clima di molti anni fa che poi portò alle stragi e agli attentati, e la grave crisi economica di quel periodo ritenuta prioritaria da quell’ex presidente del Consiglio (riferimento a Giuliano Amato che sentito per la strage di via D’Amelio rispose ai Pm: “Vi sembrerà strano ma, seppure vi fossero state le stragi, la priorità in quel momento storico era la gravissima crisi economica”). “E proprio sulla grave crisi economica – ha concluso Marino – la mafia è riuscita a far credere ai cittadini che era una risorsa e tanti cittadini e politici ci hanno creduto fino al disastro che è davanti ai nostri occhi”.

Interessante il dibattito che ne è seguito con interventi e contributi da parte dei ragazzi delle scuole. Cristina Chiaramonte dell’Istituto Don Milani ha puntato il dito contro i “continui episodi di corruzione pubblica che si verificano in tutte le regioni d’Italia”. “La legalità – per il giovane Eric Zuccarello – è un concetto bellissimo e nobile ma per certi versi astratto”. “Per quale motivo – si chiede – un cittadino senza lavoro dovrebbe rispettarla quando lo Stato non fa niente per aiutarlo?”. “Perché – si chiede Vanessa Zuccarello – ancora oggi si parla di organizzazione criminale quando lo Stato sarebbe dovuto intervenire in maniera definitiva dopo la morte di Falcone e Borsellino?” Per Milena Lauria: “La giustizia spesso non raccoglie i frutti perché frenata dalla burocrazia”. Infine Cristina Drago dell’Istituto Ponte chiede “alla magistratura di risolvere in modo definitivo il problema della corruzione politica che tanto danno ha arrecato all’economia del paese”. La giornata dedicata alla legalità è proseguita la sera in Piazza Garibaldi con il concerto “Suoni contro le mafie” che ha visto le esibizioni live dei talentuosi “Anzikitanza” (Catania) e “Radici nel cemento” (Roma). “Abbiamo voluto chiudere con un concerto – dice l’assessore Nicola Giaquinta – per creare un momento gioioso nel cuore della città, per ritrovarci tutti insieme in un grande abbraccio di musica e parole non solo per ricordare, ma per guardare uniti al futuro, provare a ritessere un filo troppe volte interrotto e affermare con forza l’impegno comune per la legalità”.

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