HO SMESSO DI ODIARE GLI ASSASSINI DI MIO PADRE – Intervista a Sonia Alfano

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a cura di Luca Bardaro

 

Ancora oggi sulla morte di tuo padre non si è fatta piena luce, anzi più volte si è tentato di sporcare la sua memoria. Credi veramente che prima o poi la verità verrà fuori o appartiene a quelle verità scomode che in questo Paese rimarranno sempre sommerse?

Si tratta certamente di una verità scomoda, visto che ho denunciato il coinvolgimento dei servizi segreti. Sono però convinta che verrà fuori. Ci siamo vicini e ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Riusciremo ad avere verità e giustizia. Ho aspettato vent’anni, non perderò la speranza adesso.

Da Presidente della Commissione Antimafia europea, quali sono i risultati che hai raggiunto e quali gli obiettivi che ti proponi di conseguire?

La costituzione della Commissione è per me motivo di orgoglio. Viene alla luce dopo anni di intenso lavoro. Questo è già un piccolo grande risultato. Gli obiettivi sono molto chiari: stiamo facendo sedere allo stesso tavolo tutte le realtà istituzionali nazionali, europee e internazionali impegnate a vario titolo nel contrasto al crimine organizzato, per fornire a tutti gli Stati membri gli strumenti adeguati per colpire le organizzazioni criminali di stampo mafioso e impedirne l’espansione. L’obiettivo principale è predisporre un piano di contrasto globale, attraverso un testo unico antimafia che permetta in tutti i paesi dell’Unione Europea di punire la partecipazione ad organizzazioni mafiose, di aggredire i patrimoni criminali e di contrastare efficacemente i fenomeni corruttivi e il riciclaggio di denaro, compreso quello compiuto attraverso il sistema finanziario.

Spesso i politici si rifugiano in quel: “L’Europa ce lo impone”. Visto l’andazzo del nostro Paese è paradossale pensare che l’Europa ci imporrà un giorno di ripristinare tutte le leggi vergogna fatte bipartisan per indebolire la lotta alla mafia o di rafforzare quelle attuali come ad esempio la legge sulle intercettazioni?

Intanto bisognerebbe capire perché alcune imposizioni dell’Europa vengono prese in considerazione mentre altre no. Un esempio su tutti è la legge anti-corruzione. Ci sono voluti anni e anni perché l’Italia ratificasse la Convenzione di Strasburgo. Peraltro “l’Europa ce lo impone” viene troppo spesso utilizzato in modo fuorviante: a volte si tratta di una vera e propria mistificazione strumentale. Semmai l’Europa potrebbe imporci di abrogarle, certe leggi-vergogna. In genere l’Unione Europea tende a dichiararsi “incompetente” sulle materie nazionali, ma se ci sono violazioni del diritto comunitario il mio contributo è assicurato e l’Europa non può sempre fare orecchie da mercante.

Il Cap. Ultimo ha dichiarato che sia tu che Riina dite le stesse cose, assolvete la mafia e condannate le istituzioni e aggiunge che la Sicilia e il popolo siciliano non vi meritano entrambi. Secondo te qual è il vero motivo di queste forti affermazioni?

Il Capitano Ultimo, paragonandomi a Riina, offende la mia storia. È l’unica cosa che gli riesce, quando non sa a cosa aggrapparsi. Ecco perché reagisce alle mie puntuali precisazioni con insulti, infamità e persino squallide battute sessiste.

Continuando su Ultimo: sul tuo blog è uscita qualche anticipazione del nuovo libro di Benny Calasanzio, Capitano Ultimo. Il vero volto dell’uomo che arrestò Totò Riina dove dici che finalmente gli italiani potranno sapere chi è lui veramente, lo definisci addirittura un personaggio fumettistico. Ovviamente non sono mancate le polemiche. Non pensi di esagerare in queste tue affermazioni visto che per molti lui è un eroe? Hai mai avuto dei dubbi sul suo conto o non pensi che magari la rabbia per la tua perdita personale condizioni il tuo giudizio su di lui?

No, non credo di esagerare. Uno che si fa chiamare con uno pseudonimo, al pari degli eroi dei fumetti, mi pare dedito più che altro al marketing. Non ho dubbi sul suo conto, anzi. Ho solo certezze. Tutte derivanti dalla lettura degli atti giudiziari che lo riguardano. Leggere il libro di Benny Calasanzio farà bene a tanti che per anni hanno fatto affidamento alle fiction di Mediaset invece che alle carte. La perdita di mio padre non condiziona il mio giudizio su nessuno. In questi vent’anni ho imparato anche a mettere da parte molte mie emozioni per essere il più coerente, equilibrata e giusta possibile. Ho smesso di odiare persino i suoi assassini.

Sei stata la prima ad avere delle perplessità sul movimento dei forconi e forse non ti sbagliavi. Secondo te dietro si nascondevano alcuni personaggi appartenenti a movimenti separatisti o neofascisti che gravitano intorno a Forza Nuova. Eppure in passato hai preso parte a un convegno organizzato proprio da Forza Nuova per discutere di mafia, massoneria e istituzioni deviate. A prescindere dalla bontà dell’evento in questione non pensi con ciò di riuscire contraddittoria? Certi personaggi non vanno sempre accostati a prescindere?

Ho spiegato questa vicenda decine di centinaia di volte. Ho partecipato a quell’incontro pubblico a nome dell’Associazione che presiedo. Si parlava di quegli argomenti di fronte ad una platea di studenti. L’Associazione, riunita in assemblea, ha deciso di non rinunciare all’opportunità di parlare ai ragazzi e in rappresentanza ho partecipato io. Certi personaggi, con i quali non ho mai avuto a che fare, vanno “ignorati” e anche combattuti politicamente, ma i ragazzi che in decine o centinaia vogliono ascoltare le nostre storie personali, no.

Tu sei nata politicamente con il movimento di Grillo e sei stata eletta da indipendente nell’IDV di Antonio di Pietro. Adesso ti ritrovi “epurata” da entrambi. A tal riguardo hai affermato che a volere la tua fuoriuscita dal M5S sia stato Casaleggio. Hai scritto due lettere aperte a Grillo lamentando di non aver ricevuto nessuna risposta. Però è anche vero che dopo la tua elezione hai fatto politica per l’IDV sostenendo Candidati dipietristi (se così non fosse non avrebbe senso l’espulsione che hai ricevuto dall’IdV). Non pensi di aver scelto tu di allontanarti e che sia questo il motivo delle mancate risposte?

Non è andata esattamente così. Un conto è allontanarsi, un altro è ricevere attacchi ambigui a mezzo blog. Grillo ha ricevuto le mie lettere perché mi ha attaccata strumentalmente. Se fosse stato democratico come dice, avrebbe accettato il confronto pubblico che gli ho più volte proposto. Ad ogni modo il M5S non è Grillo e nemmeno Casaleggio. Vero è che Casaleggio tira le fila e, insieme a Grillo, può evidentemente decidere chi è dentro e chi è fuori, ma sui territori gli attivisti lavorano autonomamente e infatti molti di loro continuano a collaborare lealmente con me. L’importante è che i nostri obiettivi si raggiungano. Poi se a Grillo fa piacere bene, altrimenti faremo a meno del suo compiacimento e continueremo a lavorare in sinergia nell’interesse della collettività.

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