BELLA ADDORMENTATA Il nuovo film di Marco Bellocchio

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di Leone Maria Anselmi

 

La bella addormentata di Marco Bellocchio non è la svenevole protagonista di una fiaba disneyana a lieto fine, ma la testimone impassibile di un dramma feroce con un finale ancora tutto in divenire: il dramma del diritto alla vita e il dramma del diritto alla morte. Il film indaga, con coraggio e insieme con estrema delicatezza, la complessità dell’universo opinionistico che ruota intorno al cosiddetto tema dell’eutanasia. La bella addormentata è Eluana Englaro. Bellocchio ricostruisce la sua ultima tormentata e penosa settimana di vita (siamo nel febbraio del 2009), data vergognosamente in pasto ai media senza esclusione di colpi. Accanimento terapeutico, sacralità della vita, testamento biologico… la carne al fuoco è tanta e il regista mette in campo tutte le posizioni, dalle più integraliste alle più possibiliste evitando così di trasformare il film in un manifesto ideologico; infatti, il metro narrativo adottato da Bellocchio elude i toni facili della denuncia e dello schieramento per privilegiare quelli di una riflessione più articolata, corale e approfondita. La laicità certo emerge – e, d’altra parte, le posizioni del cattolicesimo più integralista e conservatore sono ben descritte – ma non con toni eccessivamente polemici. Bellocchio cerca di individuare la possibilità di un dialogo e porta in primo piano la sofferenza, il dramma personale che è sempre unico, diverso da individuo a individuo. Nonostante tutti gli “accorgimenti” il film è stato duramente contestato (fin dal primo giorno di proiezione) dai movimenti cattolici più intransigenti, e a questo proposito basti citare il grottesco volantino distribuito dai seguaci del “Movimento con Cristo per la vita” che recava il seguente messaggio: “Eluana, con questo film ti hanno ucciso due volte”, o il commento lapidario della signora Roccella: “opera prevedibile, anticattolica”. La bella addormentata è un film sincero e, come ha dichiarato il regista in conferenza stampa: “non parla di eutanasia ma di risvegli”, alludendo ovviamente al risveglio delle coscienze di ciascuno, religioso o laico che sia.

Nel film si intrecciano tante storie, tanti destini e tante condizioni esistenziali: una madre che assiste la figlia in coma vegetativo, una tossicodipendente che tenta il suicidio, i gruppi di cattolici estremisti che sollevano anatemi, e poi la posizione difficile dei dottori di fronte alla condizione tragica dei malati, la dignità dei familiari… un affresco umano, tremendamente attuale. Non manca una riflessione sul ruolo dei media, sui talk show degli opinionisti di turno, sui servizi dei telegiornali, tra dibattito costruttivo e volgare cicaleccio. L’Italia descritta è un Paese impreparato, assopito, addormentato, ma è anche un Paese combattivo, pronto a difendere la dignità sopra a ogni altro valore. Splendida prova attoriale per Isabelle Huppert: interpreta il ruolo di una madre che allestisce per sua figlia in coma vegetativo una sorta di tempio della sopravvivenza; in questo letto la figlia-bella addormentata riposa in attesa del principe (il bacio della guarigione). Nel cast: Tony Servillo, Alba Rohrwacher, Michele Riondino, Maya Sansa, Pier Giorgio Bellocchio, Brenno Placido, Fabrizio Falco. Segnaliamo inoltre le musiche di Sergio Ballo e la splendida fotografia di Francesca Calvelli.

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