IL TEMPO DI MARIELLA. Tempo mosso, il nuovo album di Mariella Nava

Read Time4 Minutes, 25 Seconds

di Elena De Santis

 

Mariella Nava torna con un nuovo album di inediti, a cinque anni di distanza dal precedente lavoro Dentro una rosa. Quindici nuovi brani come sempre ispirati e autentici, divisi tra le urgenze della più stretta attualità e il sentimento sempre rivissuto dell’amore. All’interno grandi collaborazioni, a cominciare dall’Orchestra Universale Italiana coordinata dal maestro Giandomenico Anellino, dal pianoforte di Stefano Senesi e dalle partiture d’archi arrangiate dal maestro Renato Serio. Tempo mosso, questo il titolo dell’album, ha avuto una gestazione molto lunga, ed è stato registrato a più riprese tra il 2009 e il 2012. Il titolo vuole alludere tanto all’instabilità sociale e culturale del nostro paese quanto, di riflesso, alla crisi nera dell’industria musicale (e più nello specifico discografica). L’artista si fa portavoce del malessere diffuso, i toni sono quelli espliciti e sofferti della denuncia (si veda il brano I giovani del mondo), una denuncia che però non rinuncia a farsi portavoce di un messaggio reattivo di speranza e di ostinazione. Il Tempo mosso è quello della precarietà, una condizione di impotenza e di inconsistenza che accomuna artisti e gente comune in un unico disperato sodalizio. Tempi grigi, sbiaditi, agitati, nei quali però è possibile cogliere un moto contrario, una resistenza, un’inversione di rotta, ed è la musica a offrire quest’opportunità, una musica partecipe e sincera, militante e aggregante. Fin dai suoi esordi, alla fine degli anni ’80, la cantautrice tarantina ha portato avanti un progetto musicale assolutamente coerente, legato alla tradizione nostrana ma al tempo stesso piegato a una singolarissima cifra di stile (squisitamente femminile, ci sentiremmo di aggiungere). Un unico filo conduttore, ben riconoscibile, lega infatti i primi dischi (Per paura o per amore, Crescendo…) a quelli più recenti. Possiamo tranquillamente individuare un ponte tra il brano Donne comunque (tratto dall’album Il giorno e la notte, 1989), Sposa (tratto da Scrivo, 1994) e il recente In nome di ogni donna (tratto da Tempo mosso, 2012): a distanza di oltre un ventennio la cantautrice torna a misurarsi con la cosiddetta “questione femminile”, tratteggiandola dall’interno e restituendola efficacemente nella sua problematica complessità. Cantautrice a tutto tondo la Nava si è da sempre misurata con le tematiche più disparate guadagnandosi gradualmente una posizione di tutto rispetto nel panorama cantautorale italiano.

Se i suoi brani più noti al grande pubblico sono quelli presentati ai vari festival di San Remo (Terra mia, Così e la vita, Gli uomini, Futuro come te, Mendicante), molti suoi capolavori invece aspettano ancora di essere riscoperti: Piano inclinato, La mia riva, Immagina, La casa di Luigi, Scegliamoci una canzone, il Buttafuori, Rimani, Dimmi che mi vuoi bene… per non citarne che alcuni. Una sorte ben diversa è toccata alle canzoni che la Nava ha scritto per altri artisti, basti segnalare Per amore (portata al successo in tutto il mondo da Andrea Bocelli), Questi figli (interpretata nel 1986 da Gianni Morandi e inserita nell’album Uno su mille) e la toccante Spalle al muro (una delle pagine più intense della storia della musica italiana, magnificata dall’ineguagliata interpretazione di Renato Zero nel 1991). In ogni sua composizione Mariella Nava opera rigorosamente nella migliore tradizione della musica leggera italiana, non eludendo mai né la rima né la melodia; nei testi privilegia però un linguaggio ricco, articolato e metaforico più affine alle atmosfere della scrittura che a quelle usuali della “lingua cantata”, giungendo talvolta a soluzioni davvero interessanti e singolari: Tienimi come fa il sale, come fa il freddo posandosi sulle cose / Tienimi come fa il vuoto capace di lasciarle intatte, meravigliose / Tienimi come due braccia nell’atto prezioso di cullare, energia di madre terra pronta a fruttare / Tienimi come un risparmio che non trova migliore acquisto di se stesso / Tienimi come parola che attende la giusta frase per il suo nesso / Tienimi come un’idea nell’ansiosa ricerca di mano per fare, come pennellata dentro il quadro d’ammirare… e ancora …Tienimi come fa un ramo che stringe la sua foglia nella tempesta / Tienimi come bottiglia che porta il suo messaggio non si arresta / Tienimi come due occhi più chiari dopo un battito ciliare, come il sole nel suo raggio lungo da scaldare / Tienimi come un’essenza che chiede l’aria leggera per profumare / Tienimi come marea che cresce la sua luna per inondare / Tienimi come un istinto testardo da non saper frenare, come peso che specifico non può cambiare…  Queste strofe sono tratte da Come un amore, uno dei brani più rappresentativi e riusciti del nuovo lavoro discografico Tempo mosso. Nel libretto dei testi, come a voler rimarcare la desinenza letteraria delle canzoni, compaiono citazioni da Flaubert, Wilde, Coelho, Schopenhauer fino a Benjamin Franklin e Bob Dylan (una consuetudine adottata dalla Nava già in altri album). Un altro brano che ci preme segnalare di questo nuovo disco è Comandamento: 5° Non uccidere / Non usare violenza, non spingere la tua esistenza nel nero più nero d’Inferno / 5° Non uccidere / Non spezzare no, non ti macchiare col sangue, a nessuno è permesso, neanche a un Governo…  Tempo mosso è un po’ la summa di tutto il percorso musicale e umano di Mariella Nava, un vero e proprio disco della maturità, il tredicesimo da Per paura o per amore del 1988, a testimonianza di un impegno e di una coerenza ancora fertili e intatti.

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