LA LIBRERIA PRAMPOLINI. Una realtà storica nel cuore di Catania antica

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Tesoro mio, è il più delizioso vecchio negozio

uscito direttamente dalle pagine di Dickens che abbia mai visto,

ci perderesti completamente la testa.

Helene Hanff, 84, Charing Cross Road

di Miette Mineo

Mi piace immaginare che Verga stesso, durante il ventennio del “silenzio” amasse passeggiare e recarsi dove, a pochi passi da casa sua, sorgeva e sorge ancora, la Libreria antiquaria Romeo Prampolini. Lo vedo calpestare il pavimento a scacchi rossi e grigi, carezzare con sguardo amorevole gli antichi volumi dalle copertine rilegate nei colori più vari, delegare qualcuno ad arrampicarsi sugli alti scaffali tramite le lunghe scale a pioli per cercare quanto la sua curiosità di letterato esigeva trovare. Oggi come allora, tutto o quasi è rimasto immutato in quel luogo. Se ci si dimentica per un attimo del rumore incalzante e assordante del traffico esterno, è possibile immergersi in un’atmosfera di altri tempi, dove si può conversare in tutta tranquillità, e sorseggiando un tè o un caffè, parlare di arte, vedere delle interessanti esposizioni, assistere alle presentazioni di avvincenti libri di autori contemporanei, discutere dei classici e dei moderni. Chi è alla ricerca di un testo raro e difficilmente reperibile, può, tramite la libreria, trovarlo in breve tempo. Chi, e parlo dei cultori di musica, vuole consultare antichi o moderni spartiti, può farlo tramite la Bottega musicale. Inoltre quegli spazi, non certo  esorbitanti, ma giusti per “quei pochi ma buoni” possono accogliere con sufficiente calore i neolaureati che intendono festeggiare con amici e parenti la fine del loro percorso universitario. Giovani ed intraprendenti imprenditori, come La “Narcysa retrò chic”, possono trovare con essa interessanti forme di collaborazione commerciale. Ma non voglio parlare della storia di quest’antica realtà catanese.

Della casa editrice Tirelli Guaitolini che il prof. F. G. Prampolini, emiliano, commerciante di cavalli, rilevò nell’ultimo decennio del XIX sec. continuandone l’attività dopo avere sposato la figlia del suddetto editore. Tralascio del figlio Romeo che largo impulso diede all’attività editoriale, abbinando il suo  nome a iniziative culturali di ogni genere, come, ad esempio, la ristampa anastatica di pregevoli documenti e volumi antichi. Nel 1974, con la morte di Romeo l’attività editoriale si è interrotta ed è stata poi ripresa. Nel 2005 è stata costituita una società Leggere formata da sei soci che hanno cercato di darle nuovo vigore e nuove idee senza tralasciare l’aggancio con la tradizione e col passato. Molto è stato fatto da essi, con impegno, serietà e vero amore per la cultura. Ma oggi, nell’era del digitale e dell’e-book, questa benemerita associazione rischia di chiudere, sopraffatta dall’inarrestabile devianza dei flussi commerciali congiuntamente alla crisi economica che tutti noi stiamo vivendo. E allora mi chiedo, e lo chiedo a voi, gentili lettori, vogliamo che Verga si lisci con disappunto gli importanti baffoni, che al De Roberto cada il monocolo, che il Capuana evochi in una delle sue sedute spiritiche i tempi che furono, trovando dinnanzi a sé, desolatamente chiuse le saracinesche della libreria Prampolini?

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