ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE PALAGONIA: UNA PASSEGGIATA CON MICHÈ

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Un esempio di vero palaunisi

Se Michè fosse ancora tra noi, gli chiederemmo di accompagnarci in una delle sue amate passeggiate, di illustrarci i suoi, i nostri, amati monumenti; gli chiederemmo di descriverci quelle piante e quei fiori che lui ha amato tanto, di parlarci di tutti i suoi libri … in poche parole, gli chiederemmo di condividere con noi il racconto della sua Vita. “Gli chiederemmo” perché Michele è morto il 16 dicembre 2008, ma la sua voce aleggia ancora tra le vie di Palagonia, dalla Santuzza fino ô cummientu, dalla sirba fino alla chiazza vecchia e â bambinopoli. Abbiamo così immaginato di incontrarlo lungo P.zza Garibaldi, sicuri di trovarlo lì, e di dare vita a questa passeggiata, semplicemente per ascoltare questa sua voce e cogliere i segreti del suo pensiero. “Michè, come stai? A scuola abbiamo sentito parlare di te …” Le nostre parole ed il nostro sguardo incuriosito lo spingono subito ad iniziare il racconto della sua incredibile vita, desideroso di farci comprendere  “il perché e il per come”. Così, fiero palaunisi dei suoi giovani compaesani, comincia dalla sua infanzia, quando a cinque anni, orfano di padre, “perse” anche la madre, costretta a prendere le redini della famiglia e a lavorare tanto, lasciandolo solo. Poi, comincia a studiare grazie a qualche quadernetto sgualcito e, nel tempo libero, gioca con gli amici in quei luoghi che diventeranno per lui sempre più cari. In seguito, lavora a bottega come falegname, dimostrando responsabilità e devozione familiare, preludio della sua futura e perenne responsabilità civica. La sua microstoria, agli inizi del Novecento, si intreccia con la macrostoria; infatti, nel 1938, partecipa anche alla Seconda Guerra Mondiale. Nonostante questo, non dimentica la sua Palagonia e farà di tutto per rientrarvi il prima possibile. Egli, “povero tra i poveri”, ritornerà arricchito sia delle esperienze umane e culturali fatte a Torino, a Roma, in Sardegna, sia economicamente, grazie alla vincita al Totocalcio che gli permette l’acquisto di un appartamento romano, poi venduto per finanziare la pubblicazione dei suoi libri. Ricco, così, di idee e di libertà, non si ferma di fronte a nulla. “Pazzamente innamorato” del suo paese, trascorreva il suo tempo zappando, “piantava fiori e raccoglieva immondizia” senza che nessuno lo sostenesse, se non pochi; anzi, buona parte dei suoi concittadini ricambiavano dicendogli: “ Michè cu tu fa fari” … ma lui non li ascoltava, continuava ad amare così tanto la sua terra e non solo perché vi era nato, quanto perché, secondo lui, Palagonia poteva offrire ai suoi figli molto di più; Palagonia aveva bisogno di imparare a credere di poter cambiare. E, intanto, alternava le attività umili con quelle culturali, scrivendo libri, patrocinando le pubblicazioni di scrittori locali, fondando l’Accademia dei Palici. Queste sue convinzioni giustificano, pertanto, il profondo legame che egli tentava di avere soprattutto con i giovani; ad esempio, fondando due giornalini la cui redazione era formata da studenti, ognuno dei quali poteva esprimere liberamente e pienamente le proprie idee; per Michele, infatti, “l’unità di misura della civiltà di un popolo è l’autocritica, nella libertà e nell’uso che esso sa farne”. Questo, per noi giovani studenti palaunisi, era ed è Michele Megna. Uno di noi palaunisi pronto a credere che il nostro paese non è fatto solo di “povera” gente, ma anche di “leones” che “sunt  hic”, che vivono, ed esistono qui; anche noi pronti a combattere civilmente per i nostri diritti, pronti a diventare “partes” di un tutto, come quella noce cara a Michele che da sola in un sacco non fa rumore… ma “provate a romperla, sbattendo il sacco”! Di conseguenza, scrivere un articolo su di lui e sulla denominazione in suo onore della nostra scuola, è diventata una preziosa occasione per ricordare una persona speciale, nella sua profonda umiltà e nella sua grandezza,  sicuri che un’incontenibile gioia lo pervaderà. Un piccolo gesto di grande riconoscenza, finalmente… Grazie, Michè, per la passeggiata e per la tua lezione di vita.

La classe III A del Liceo Scientifico e tutti gli studenti del futuro Istituto Istruzione Superiore “Michele Megna” con la partecipazione della Prof.ssa Rosanna Polizzi.

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