I SENZATETTO

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Il terribile freddo siberiano che in questi ultimi mesi ha colpito l’Europa e anche l’Italia, ci ha ricordato che esiste un “esercito di persone invisibili”. sono i senzatetto, i barboni, i clochard, in francese, gli homeless, in inglese. Di notte occupano le stazioni, i marciapiedi, i ponti, vivono in condizioni precarie: per lenzuola hanno fogli di plastica o di giornali, per coperte hanno dei cartoni; accanto a loro qualche sacchetto di plastica dove custodiscono gelosamente le poche cose che posseggono. Non avendo una residenza non hanno carta d’identità e tessera sanitaria con cui poter andare in farmacia a prendere medicine o andare in ospedale per curarsi; per lo Stato non esistono. Durante le terribili notti di freddo le associazioni quali: Caritas, Croce Rossa,la Protezione Civile e semplici volontari si sono resi utili portando sollievo con coperte, lenzuola, cuscini e cibi caldi ai tanti che si sono rifiutati di andare in un centro di accoglienza perché loro hanno tagliato i ponti col mondo. Ma quali sono le cause che portano un uomo, una donna, un giovane a vivere sulla strada? Spesso si parte da un fallimento in famiglia, nel lavoro o da entrambe le cause. In Italia la maggior parte dei clochard vive nelle grandi città; i più numerosi sono a Milano e a Roma. Molti sono extracomunitari che sono venuti in Italia in cerca di lavoro e di una vita migliore, ma inutilmente. Tanti uomini, pur avendo un lavoro, sono stati costretti a diventare barboni a causa di una separazione coniugale: dovendo pagare il sussidio di alimentazione alla moglie e ai figli rimane loro quasi niente per pagare l’affitto; in molti vivono nella loro auto. Si ritiene che un senzatetto che vive per strada non superi l’età di sessant’anni. In molti hanno problemi mentali oppure cercano rifugio nell’alcool e nella droga che usano per dimenticare le loro storie di solitudine e abbandono. Qualcosa si sta muovendo in Italia, a loro favore, infatti il censimento del2011 ha dato spazio ai senza dimora: l’Istituto Nazionale di Statistica, l’Istat, è riuscito conla Caritas e altre organizzazioni che aiutano i senza dimora, a distribuire le schede per censire chi non ha casa. In televisione abbiamo seguito, quasi un bollettino di guerra, le notizie che ci informavano sulla morte di tanti barboni a causa della neve e del gelo. Abbiamo provato tanta tristezza, ma anche rabbia perché noi bambini speravamo in un anno migliore e ci chiediamo il perché, nel 2012 ci sia gente che viva in questo stato e che muore per il freddo. Secondo noi è importante aiutare queste persone a ritrovare la speranza per andare avanti e il coraggio per ricominciare da zero. Devono essere aiutati a riallacciare i rapporti con le loro famiglie e con il mondo esterno, e a trovare un lavoro. È importante, soprattutto, aiutarli a ritrovare la fiducia in se stessi e a non rassegnarsi alla sconfitta. Certo, non è facile ma la vita è un dono troppo prezioso per sprecarla così e ognuno di noi deve avere sempre una seconda possibilità per rialzarsi e tornare a camminare.  

Michele Megna, Paola Milluzzo, Alessia Megna, Noemi D’Amico, Noemi Salamone, Francesca Terranova, Gioele Sipala, Giuseppe Di Benedetto e Giuseppe Vaccaro

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