L’ALTRO SOLE di Emiliano Mazzoncini. Recensione

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Poesie di Emiliano Mazzoncini. Collana “Le Farfalle”, Ursini Editore, 2011

di Elena De Santis

Non stupisce che l’Amedit, come rivista e come associazione da più di dodici anni impegnata sul fronte artistico-culturale in campo nazionale, si interessi da vicino al lavoro di un giovane poeta pistoiese, Emiliano Mazzoncini. La poesia, si sa, è terreno per pochi: è poco letta ed il numero dei buoni poeti si limita ad una ristretta cerchia. Raramente ci è dato assaporare qualcosa che ci rimandi alla nuda, concreta, carnale essenza dell’espressione poetica; ritrovare nel verso certa genuinità espressiva – senza orpelli e senza fingimenti – che sia immune dalla mera ricerca dell’effetto e dell’autocompiacimento fini a se stessi. Quando ciò avviene, quando il verso riesce ad abbattere certe barriere e a fluire nelle nostre viscere con impeto di purezza e di molteplici sentimenti e sensazioni, allora è il caso di fermarsi a prestare la dovuta attenzione. È quanto abbiamo fatto con le liriche del Mazzoncini raccolte nel volume “L’altro sole”. Una poesia di grande intensità emotiva e di forte impatto “sensibile“ e per questo, e per la profondità delle sensazioni espresse, non sempre di facile lettura. Un titolo, “L’altro sole“, che emblematicamente allude al percorso quasi iniziatico che l’autore compie su di sé e che ci viene restituito intatto in questo puro distillato poetico: la ricerca di una salvezza “altra“, l’inquietudine che porta  il poeta a cercare in un “altrove“, in una terra che risvegli il suo animo, da eleggere come propria patria spirituale; l’animo poetico, si sa, è portato a spaziare con la mente i luoghi più impensabili, a scandagliarli con il proprio “io”. E sembra essere la Sicilia la terra di tale elezione: la Sicilia dei riti, delle spiagge assolate, del folklore e del calore umano della sua gente. Parlavamo della funzione salvifica: l’Eros, sembra dirci Mazzoncini, la presenza dell’amato (anche qui reale o immaginario) riesce a deformare espressionicamente il vissuto sensibile del soggetto; gli ”abbandoni“ intesi come abbandoni amorosi talvolta, talaltra come distacco, fanno partecipare panteisticamente il soggetto in metamorfosi con la natura. Accanto ad immagini di una certa delicatezza, il poeta riesce ad evocare immagini di forte impatto; ma due, come accennato sopra, restano i temi portanti dell’opera: “l’esilio esistenziale“ e “l’amore salvifico“.

È possibile richiedere il libro sul sito dell’editore: www.ursiniedizioni.it

Elena De Santis

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