IL GRANDE DISEGNO. L’universo secondo Stephen Hawking

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di Massimiliano Sardina

 

Scriveva Giorgio De Chirico: “Ci sono molti più misteri nell’ombra di un uomo che cammina sotto il sole che in tutte le religioni passate, presenti e future.”

Alla luce dei traguardi più recenti tagliati dall’indagine astrofisica i misteri permangono, sebbene certe nebbie vadano sempre più diradandosi. Ne Il Grande Disegno Stephen Hawking traccia con lucida chiarezza le più aggiornate scoperte scientifiche in ambito cosmologico, restituendoci una visuale molto più nitida di quell’impenetrabile tenebra a cui lo sguardo umano sembrava essersi ormai abituato. Le scoperte astrofisiche di quest’ultimo trentennio ci hanno infatti catapultati fuori dai cosiddetti secoli bui, un’impennata resa possibile grazie alla straordinaria accelerazione del progresso tecnologico. Come ci insegna la storia, dal XVII secolo ad oggi il cielo ha cessato una volta per tutte di essere un insondabile panno di oscurità per rivelarsi altresì quel panorama sconfinato che tutti sappiamo (oggi infatti più che di universo si parla di pluriversi). Dai rudimentali cannocchiali galileiani ai più avveniristici macrotelescopi spaziali (pensiamo alle straordinarie immagini del cosmo catturate da Hubble) lo sguardo umano ha accorciato le distanze, si è spinto oltre la coltre di nuvole dell’atmosfera, sganciandosi definitivamente dalla mera visione contemplativa. Il Grande Disegno, sebbene ci appaia ancora per lo più incompiuto e incompleto, rivela oggi più di quanto non abbia rivelato ieri, e numerosi nuovi tasselli si vanno aggiungendo al complesso puzzle giorno dopo giorno, questo grazie a un’indagine puntuale, operosa e instancabile che coinvolge le forze dell’intero pianeta. Argomento poco mondano, quello del cosmo coi suoi annessi e connessi, poco mondano proprio per sua natura oltremondana (o se si preferisce “ultraterrena”); un argomento che spesso inquieta e spaventa (basti notare quanto poco si parli di scienza astronomica nei media generalisti). Hawking è certamente uno dei più famosi divulgatori scientifici. Tra i suoi libri più noti a livello internazionale citiamo: Dal big bang ai buchi neri, Buchi neri e universi neonati, L’universo in un guscio di noce e La grande storia del tempo; ha insegnato per trent’anni matematica all’Università di Cambridge, e di recente è stato premiato con la Medaglia presidenziale della libertà. Quest’ultima sua fatica editoriale (tradotta in Italia per Mondadori), è stata già da molti definita un’opera rivoluzionaria destinata a modificare profondamente quelle credenze infondate e quelle convinzioni più radicate delle cultura vigente.

Come si è originato l’universo? Perché ci siamo invece di non esserci? Perché si sono create condizioni favorevoli all’esistenza della nostra specie? Sono queste le domande alle quali Hawking si propone di rispondere, prendendo le dovute distanze dai militanti creazionisti propugnatori del Disegno Intelligente (o, per dirla all’americana, Intelligent Design). Come ammette lo stesso autore, alla luce delle conoscenze attuali non è possibile pervenire a una risposta esaustiva, certa e definitiva, anche se la cosiddetta “Teoria M” lascia intravedere un piccolo spiraglio in questo senso. Se, scrive Hawking, questa “Teoria M” dovesse essere confermata si tratterebbe di un vero e proprio trionfo (il riferimento va’ a quella teoria unificatrice e totalizzante tanto agognata dallo stesso Einstein); gli ingredienti sembrano esserci, ma per pervenire a una teoria dell’universo completa e perfetta, matematicamente verificabile, c’è ancora un lungo tragitto accidentato da percorrere in lungo e in largo tanto nello spazio-tempo visibile che in quello invisibile. Nell’introduzione de Il Grande Disegno leggiamo: “Come possiamo comprendere il mondo in cui ci troviamo? Come si comporta l’universo? Qual è la natura della realtà? L’universo ha avuto bisogno di un creatore? La maggior parte di noi non dedica troppo tempo a preoccuparsi di simili questioni, ma quasi tutti di tanto in tanto ci pensiamo.

Per secoli questi interrogativi sono stati di pertinenza della filosofia, ma la filosofia è morta, non avendo tenuto il passo degli sviluppi più recenti della scienza, e in particolare della fisica. Così sono stati gli scienziati a raccogliere la fiaccola nella nostra ricerca della conoscenza. Questo libro si propone di dare le risposte che sono suggerite dalle scoperte e dai progressi teorici recenti. Tali risposte ci conducono a una nuova concezione dell’universo e del nostro posto in esso, assai diversa da quella tradizionale, e diversa anche da quella che avremmo potuto delineare soltanto un decennio o due fa.”. Nel prendere le distanze dai sostenitori di un Creatore demiurgo e onnipotente, l’astrofisico – adducendo tutta una serie di prove scientifiche, di modelli matematici etc. – spiega attraverso quali dinamiche l’esistenza possa essersi generata dal cosiddetto “nulla” come conseguenza di determinate leggi e costanti della fisica. Secondo Hawking l’organico e l’inorganico non sono che il prodotto di fluttuazioni quantistiche originate nei primi istanti d’espansione spazio-temporali dell’universo. Hawking preferisce parlare di “multiverso” o di “pluriverso” ipotizzando così infinite probabilità di coesistenze, ciascuna delle quali governata da specifiche varianti fisiche. Secondo il modello quantistico, infatti, tutto ha la stessa probabilità di verificarsi e di non verificarsi (e questo riusciamo a comprenderlo se ragioniamo in termini di miliardi di anni e di dimensioni spazio-temporali infinite, curve e compenetranti).

Ne Il Grande Disegno Hawking espone la sua teoria della creazione spontanea, dimostrando punto dopo punto come la materia e l’antimateria abbiano potuto originarsi dopo il Big bang, e di come l’elemento chimico dell’idrogeno contenesse già in sé tutte le potenzialità per generare l’elio, i metalli pesanti, l’acqua… fino ai primi proto-organismi unicellulari alla base della vita stessa. È certo un’impresa ardua parlare di massimi sistemi, di quantistica, di “Teoria M”, di materia oscura, di buchi neri e quant’altro con il grande pubblico dei non addetti ai lavori, ma Hawking riesce a miscelare sapientemente il linguaggio scientifico-specialistico a quello stringato e divulgativo, e ne consegue un coinvolgimento entusiastico e appassionato che trascina il lettore pagina dopo pagina. L’astrofisico, gravemente tetraplegico da diversi anni, è stimato una delle menti più brillanti del nostro tempo, e al contempo il nemico numero uno delle frange creazioniste. Se la lettura del saggio dovesse risultare ostica o troppo specialistica, consigliamo la visione dei due splendidi documentari realizzati da Hawking per Discovery Channel I misteri dell’universo.

 Massimiliano Sardina

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