FOTOGRAFIA STORICA ALLA LUCE DEL VULCANO. Gli scatti di Gaetano Ponte raccolti in un volume.

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di Vanessa Pillirone

Sabato 14 Maggio, Amedit ha segnato un altro punto a favore della cultura!

In occasione della presentazione del libro fotografico Fotografia storica alla luce del vulcano, l’associazione ha, infatti, permesso alla cittadina di Palagonia di riscoprire l’orgoglio per aver dato i natali ad un autorevole scienziato – e non solo – Gaetano Ponte (1876 – 1955). Non sorprende, infatti, riconoscere in quest’illustre figura un insigne vulcanologo e insegnante all’Università Catania, fondatore, tra l’altro, del primo Istituto di Vulcanologia universitaria d’Europa. Tuttavia l’appuntamento del 14 Maggio, ha mostrato, con un po’ di stupore per la stessa cittadina delle arance, che alla vena di scienziato, in Gaetano Ponte si è accompagnata, lungo tutto l’arco della sua vita, una sensibilità artistica, e nello specifico fotografica. Il volume, che è costato 5 anni di ricerca e studio, è stato presentato, presso l’Istituto comprensivo di Palagonia intitolato allo stesso Gaetano Ponte, da uno dei suoi due autori, il dott. Stefano Branca. Sfortunatamente, l’attività vulcanica dell’Etna, registratasi in quegli stessi giorni, non ha permesso all’altro studioso autore del libro, il dott. Alessandro Bonaccorso, di raggiungere l’aeroporto di Catania e di conseguenza di prender parte all’iniziativa. Il tutto è avvenuto grazie alla sapiente direzione del prof. Gaetano Interlandi. Fotografia storica alla luce del vulcano, presente in tutte le librerie di Catania, raccoglie una selezione del fondo fotografico dello studioso Gaetano Ponte che, in seguito a svariate peripezie, si trova già da decenni all’Archivio Fotografico Toscano di Prato. Il dott. Branca ha spiegato che lo studio è consistito in una fase di recupero, una di catalogazione ed infine una di selezione del materiale fotografico disponibile. L’ultima delle quali è servita a vagliare dagli oltre 2000 scatti di Ponte, tutte quelle immagini “ a carattere vulcanologico – paesaggistico” di interesse per l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che ha curato la pubblicazione. Ciononostante lo stesso Branca ha sottolineato che il maggior merito della ricerca è stato la creazione di “un catalogo informatico a disposizione di tutta la comunità scientifica e non solo” reso possibile dalla collaborazione tra lo stesso Istituto di vulcanologia e l’Archivio fotografico toscano. A tal proposito ha invitato tutti i presenti a contribuire al progetto attraverso la visione delle fotografie sul sito dello stesso AFT e attraverso la comunicazione di ulteriori dettagli su quelle immagini che possano permettere di migliorare e completare il quadro delle informazioni su Gaetano Ponte e sulla Sicilia da lui fotografata e studiata. Vale anche la pena sottolineare che gli scatti di Gaetano Ponte hanno percorso, e quindi ricostruiscono, uno dei periodi più importanti della storia dell’Italia unita. In questo senso vanno rilette una serie di immagini quali ad esempio quelle raffiguranti Vittorio Emanuele III in occasione di visite ufficiali ed emergenziali in Sicilia. Ciò però non distoglie lo sguardo da tutte quelle altre foto che rinviano ad un chiaro intento scientifico. Ne sono emblemi quelle immagini aeree che rappresentano quasi un primo approccio alle moderne tecniche di monitoraggio e studio dei giganti eruttivi.  Il dott. Branca ha pertanto notato che tra le immagini di Gaetano Ponte ve ne sono di “belle artisticamente e di belle dal punto di vista tecnico” sintetizzando così l’immagine di uno studioso eclettico che riusciva a sfruttare il proprio obiettivo per finalità diverse senza mai cadere nella banalità. Ecco perché il dott. Branca ha così concluso il suo intervento: “Ad oltre 50 anni dalla morte di Gaetano Ponte, le sue foto possono tornare a dare grandi emozioni”.

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