ITALIANI, nonostante tutto L’Italia si mobilita in difesa del Tricolore

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Dal 1861 ad oggi non si può dire che il nostro Paese di strada non ne abbia fatta. Siamo giunti al 2011, dopo centocinquanta sofferti e controversi anni di storia patria. Italiani, nonostante tutto. Europei, almeno sulla carta. L’aria che respiriamo fuori dalle nostre finestre è però tutt’altro che salubre, tutt’altro che familiare e rassicurante.  La sensazione diffusa, stando a quanto propinano i media, è quella di un’Italia segmentata, frammentaria, fragile, affetta da pericolosi e inquietanti regionalismi. Ancora una volta è il dibattito politico a consegnarci un Paese quasi privo di identità, spaccato tra nord e sud (oggi più di quanto non lo sia stato in passato). C’è forse un altro Paese, in questo momento storico, che vacilla di fronte alla propria bandiera? Un triste primato che va ad unirsi ad altre recenti vergogne (vedi caso Rubygate). In questo scenario, un forte segnale di incoraggiamento è venuto dalle scuole, dai bambini, dai piccoli italiani, che con mille iniziative hanno celebrato l’Unità con entusiasmo e creatività. La crescente sfiducia nelle istituzioni, peraltro legittima, rende urgente e necessario un massiccio rinsaldamento dell’identità nazionale, un’iniezione di coscienza civile e di senso d’appartenenza a una Cultura, qual è quella italiana, che per secoli ci ha contraddistinti nel mondo; ogni iniziativa, ogni celebrazione, ogni evento ufficiale può concorrere a una rieducazione identitaria, per debellare sul nascere quel lento processo di spersonalizzazione e “cultura del territorio” che sempre più sembrano attecchire in certe aree del nostro Paese.  Non è un caso che a difendere la sacralità del Tricolore sia l’Intellighenzia, le firme più autorevoli del dibattito culturale (vedi Corrado Augias), e che invece a denigrarla siano categorie assolutamente al di fuori del mondo intellettuale, categorie mosse solo da tornaconti personali e da interessi territoriali. Ma soprattutto, il segnale più forte è venuto dalla gente, dal popolo, che ha sventolato il Tricolore per le strade e lo ha esposto ai balconi, in una dinamica trasversale che ha visto coinvolti nonni e bambini, insegnanti e allievi, in un coro di rinnovato orgoglio e di autentica partecipazione.

Elena De Santis

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