Velvet Rooks: tra “battaglie cibernetiche” e “discese negl’inferi”

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Tra i gruppi maggiormente degni di nota nel panorama musicale locale (e non solo), un posto spetta sicuramente ai Velvet Rooks, gruppo che affonda le proprie radici nella musica progressive, proponendo un sound che si muove tra il rock targato ’70’s dei Pink Floyd e il più moderno metal che si avvicina a Dream Theater, Opeth, Pain of Salvation, rielaborando il tutto, chiaramente, in maniera totalmente personale.
L’esordio della band è avvenuto con l’album Cybernetics Battle (dopo una prima demo dal titolo The Moon), autoprodotto, che ha riscosso un ottimo successo e ha permesso ai Velvet Rooks di entrare a far parte del roster curato dalla Nomadism, agenzia di promozione, booking e management.
Tra le esperienze la formazione calatina vanta la prestigiosa partecipazione a Sanremo Rock 2009 (arrivando tra i vincitori e vedendo un proprio brano, “Ora so”, incluso nella compilation ufficiale), al Tour Music Fest, ad Italia Wave, a Sanremo Giovani 2010, Rock Targato Italia, Festival Pub Italia, e la collaborazione con svariate radio regionali, tra cui Rock Revolution (CRM Happy Radio), Radio Zammù, Radio Rete Centrale, Radio Onda Libera e Studio Tre Radio.
Dopo il primo concept album, il già citato Cybernetics Battle (disponibile anche nelle migliori piattaforme online come iTunes, Amazon e molte altre), la band è già in studio per la preparazione del secondo album, che vede un progetto sicuramente molto ambizioso: il tema della prossima pubblicazione, infatti, riguarderà l’Inferno dantesco (sono previsti, in futuro, anche Purgatorio e Paradiso), con pezzi quali Caronte, Minosse, Paolo e Francesca, Lucifero, tanto per citarne qualcuno; anche musicalmente la band si è progressivamente distaccata dalle sonorità di Cybernetic Battle, per giungere sicuramente a qualcosa di nuovo e maggiormente originale. A breve avremo la possibilità di ascoltare proprio il singolo, Paolo e Francesca, disponibile in formato digitale; l’uscita dell’intero album è prevista per la fine del 2010.
Siamo quindi lieti, noi di Amedit, di ospitare una delle realtà musicali sicuramente più interessanti del calatino, intraprendendo una piacevole chiacchierata con loro:

D: Quali sono gli elementi che influenzano e caratterizzano la vostra composizione? A chi vi ispirate?

R: Sicuramente il progressive è il genere che ci mette tutti d’accordo e che è quindi riscontrabile maggiormente nella nostra musica. Ognuno di noi ha chiaramente un proprio background di influenze, ed ognuno di noi ascolta gruppi diversi, e, perchè no, anche generi diversi. Il genere che ci accomuna tutti, però, è il progressive, che noi interpretiamo come una sorta di via di mezzo tra rock e metal, spostandoci da atmosfere sicuramente molto rock (The Wood of Crystal, dal precedente album, o Paolo e Francesca, da quello nuovo, giusto per rendere l’idea), a sonorità decisamente più pesanti, più metal (Minosse, o Lucifero, della prossima release, ne sono un esempio). Chiaramente nell’album che riguarderà l’Inferno i brani saranno più pesanti, più duri, rispetto a quelli che andranno a comporre il Paradiso, proprio per rendere l’idea anche dell’atmosfera cupa del regno degl’inferi.

D: Come si è evoluto (se si è evoluto) il vostro sound nel tempo?

R: Il nostro sound si è sicuramente evoluto, basti paragonare Cybernetics Battle al nuovo album (quando uscirà), per rendersene conto. Le composizioni ora sono sicuramente più varie, più originali, i testi sono ora in italiano e poi la tematica dantesca è molto particolare, e ci ha permesso di sbizzarrirci nel creare l’atmosfera teatrale nella quale dar voce a Minosse, o la drammaticità nella quale ambientare la storia di Paolo e Francesca, tanto per fare qualche esempio. Nel nuovo lavoro abbiamo raggiunto uno stile che unisce parti pesanti a melodie struggenti, garantendo comunque un’unità di fondo. Il giudizio lo lasciamo all’ascoltatore, sperando che vengano apprezzati i nostri sforzi e che la nostra riproposizione dei temi della Divina Commedia risulti gradita e adeguata.

D: Sicuramente la scelta di questo tema è particolare, inusuale. Come mai avete deciso di ispirarvi alla Divina Commedia?

R: Reputiamo ovviamente la Divina Commedia una grandissima opera, sicuramente una delle massime espressioni dell’arte a livello mondiale, e proprio quest’opera ci affascina. Nel nostro piccolo ci piacerebbe rendere omaggio al genio che fu Dante Alighieri ed alla sua grandissima composizione, e ci piacerebbe, appunto, provare a trasporre in musica gli episodi da lui proposti. Minosse, Caronte, Cerbero, Lucifero, Paolo e Francesca, per dirne qualcuno, sono personaggi molto suggestivi e noi vogliamo provare a rappresentare a modo nostro gli episodi della Commedia dantesca. Vogliamo provare a farli nostri, e raccontarli a modo nostro.

D: Quali obiettivi vi siete prefissi, con l’uscita del nuovo album?

R: Il nostro obiettivo è far andare avanti la nostra musica, proporla in giro, emozionarci con chi ci ascolta nella speranza di emozionare. Speriamo che il nuovo album possa piacere e possa permetterci di calcare dei palchi prestigiosi, speriamo, con la nostra agenzia di promozione, di poter organizzare un tour che possa permetterci di presentare il nostro prodotto, e speriamo di poter condividere le emozioni di questo nostro splendido viaggio con, e nella musica, con un maggior numero di persone possibili, provando piacere in quello che facciamo, e presentando il prodotto che ci piace e che è frutto di tante ore di lavoro in studio. Se poi questo troverà un riscontro, e se poi saremo abbastanza bravi (e abbastanza fortunati) da riuscire a portare alla ribalta il nostro nome, allora tanto meglio!

D: Mi avete detto della scelta dei testi in italiano. Scelta sicuramente inusuale, per un gruppo rock.

R: I testi in italiano sono sicuramente poco usuali nel rock e nel metal, ed è risaputo come la lingua di questi due generi sia l’inglese, principalmente (Cybernetics Battle era cantato in inglese). Abbiamo però pensato che per rendere giusto omaggio ad un’opera italianissima come la Divina Commedia, e per comunicare più facilmente, per trovare un contatto più diretto col pubblico, l’italiano fosse ideale.

D: Come avviene la stesura dei brani, invece, per quanto riguarda la musica? Come avete deciso di muovervi, dato l’intricato terreno offerto da un concept album e da un tema importante come quello che avete deciso di trattare?

R: Chiaramente non è semplice riuscire a rendere l’idea dell’Inferno, riuscire a creare le ambientazioni giuste e rimandare ai vari Lucifero, Caronte, Minosse… Un occhio di riguardo, appunto, l’abbiamo certamente dato al creare le atmosfere adatte per la storia che ci siamo proposti di mettere in musica. Per quanto riguarda le idee, devo dire che contribuiamo tutti attivamente nella stesura dei brani; qualcuno di noi magari porta un riff, o un’idea (i più prolifici in questo senso sono Andrea Fortezza, tastierista, e Gianpino Margarone, chitarrista), e poi decidiamo tutti insieme come svilupparla. Spesso partiamo da un’idea iniziale per poi ridimensionare il tutto, integrare con le idee di ognuno di noi, e riuscire pian piano a rendere il pezzo così com’è, alla fine. Nascono il basso, la batteria, la voce col suo testo, e tutte le altre parti… Diciamo che, una volta partiti, il pezzo si costruisce da sé, ognuno di noi propone qualcosa, e alla fine si arriva ad un prodotto che, pur partendo dall’idea di qualcuno di noi, è figlio dell’intero gruppo. La dimensione della prova infatti, per noi, è molto importante, proprio perchè i brani nascono in gran parte durante le lunghe session con i ragazzi.

D: Il live. Cosa rappresenta per voi l’esibizione dal vivo e quando avremo la possibilità di sentirvi?

R: L’esibizione dal vivo è molto importante per noi, per proporre la nostra musica, vedere come reagisce il pubblico e capire magari se siamo sulla strada giusta, oppure se c’è qualcosa da rivedere. Fino a questo momento l’impatto col pubblico è stato sempre molto positivo, ed è veramente bello vedere che come ci divertiamo noi a suonare e a proporre la nostra musica, così il pubblico si diverte ad ascoltarci. Si crea un gran bel rapporto che è veramente molto importante per noi.

Gli interessati a saperne di più sul nostro progetto potranno raggiungerci su myspace (www.myspace.com/velvetrooks), oppure su Facebook (aggiungendo Velvetrooks Moon, oppure andando sulla fanpage VELVET ROOKS). Abbiamo inoltre pubblicato recentemente, proprio su Facebook, in accordo con la Nomadism, il video di un live nel quale eseguiamo Paolo e Francesca (che uscirà a breve come singolo). Il brano, pur preso da un’esibizione dal vivo e presentando ancora qualche imperfezione, permette sicuramente all’ascoltatore di farsi un’idea riguardo ciò che sarà la nostra proposta musicale.
I Velvet Rooks, Salvo Ialuna (voce), Gianpino Margarone (chitarra), Andrea Fortezza (tastiera), Giuseppe Campisi (basso e flauto traverso), Salvo Incarbone (batteria), ringraziano l’Amedit per l’ospitalità e per l’intervista concessa. Un saluto da parte nostra!

Giuseppe Maggiore

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