WOT: 5 autori in cerca di personaggi e un autentico HANDYMAN

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Nel prolifico scenario musicale siciliano, si impongono sempre più al vasto pubblico i Wot, combo etneo costituito da cinque giovani e intraprendenti musicisti (Nello, Ivo, Little Mick, Big Mick e LuÇio). Il gruppo mette insieme la genuinità del beat e l’energia del rock, proponendo un sound figlio dei sixties influenzato dall’indie-rock britannico. Finalisti e vincitori di numerosi festival e concorsi nazionali, quali “Heineken Jammin festival contest”, il “Nokia for musìc contest” che li vede vincitori nell’edizione 2007, nel 2008 i Wot entrano in sala di registrazione per l’incisione del primo vero album con l’etichetta indipendente di Roma “Poìnt of view records”. Il nuovo progetto artistico, Handyman, interamente autoprodotto, professa la sua filosofia fin dal titolo: l’home made tutto artigianale dal sapore autentico ed essenziale. Le canzoni contenute nel disco (12, di cui 8 inedite) caratterizzate da un sound internazionale, mettono insieme la genuinità del beat e l’energia del rock, congiungendo la Sicilia al resto del mondo nello spazio di una zip. In quest’occasione bisogna anche dire che i Wot con il loro “Handyman” hanno rispettato le migliori aspettative e ci hanno consegnato un album solido, ricco e alquanto divertente. Si fa apprezzare il songwriting intelligente con una certa attenzione alla melodia nonché all’originalità. Questo gruppo si dimostra quindi in grado di mantenere la rotta della qualità senza paura e senza timore di scommettersi in sempre nuovi  orizzonti.

Di loro hanno detto:

Originalissimi, difficili da riconoscere come italiani. Molto bravi a dosare gli elementi, in questo sembrano anglosassoni, e ciò si nota. Fanno tutto con poco, e ci riescono benissimo.” Luca Fantacone (storico discografico della SONY/BMG, Direttore Artistico H2O Music).

Perfettamente “brit” anche se lontani mille miglia dalla realtà inglese. Divertenti, elettrici e originali, meritano grande attenzione”. Ernesto Assante (critico musicale, giornalista de La repubblica).

Melodia e ritmo sono ben centrati. E anche i suoni. Bene”. Andrea Laffranchi (critico musicale, giornalista del Corriere della sera).

Per festeggiare il successo di questo splendido album, siamo lieti di ospitarli su Amedit, cogliendo l’occasione per rivolgergli qualche domanda…

Dove trova le radici la vostra musica?

Alla fermata dell’autobus, dentro i peggiori bar della città, dal barbiere oppure in un bagno pubblico, in ogni posto dove si possano trovare storie di quotidiana follia, poiché per esprimersi non ha bisogno di virtuosismi e spesso lascia a chi la ascolta i delicati sottintesi; non ha bisogno di inutili merletti perché è nell’istintivo che pesca le proprie ispirazioni.

Quali difficoltà trova un gruppo indipendente nel fare musica oggi in Italia?

L’Italia è un gran casino, al momento abbiamo affrontato il nostro territorio, la cara Sicilia, e l’abbiamo superato, adesso speriamo di poterci confrontare con il panorama musicale nazionale, e poter rispondere positivamente a questo quesito.

Come avete realizzato il vostro album?

Handyman è un album  notturno oltre che metropolitano, i migliori take in studio venivano fuori dopo le tre di notte.

Suonate dal vivo?

Il live è fondamentale per sentire le emozioni di chi ti ascolta, per capire se quello che stai creando ha un senso o meno. Il punto di partenza della nostra musica è l’esibizione live, il disco è la sua naturale conseguenza.

Come promuovete la vostra musica? Che ruolo ha internet?

Siamo davvero dei pessimi promotori, preferiamo delegare a terzi il coordinamento delle attività promozionali e non solo, per poterci dedicare alla musica.  Internet è un mezzo di comunicazione interattivo, ti permette di arrivare ovunque. Noi onestamente siamo dei nostalgici, preferiamo la carta, l’odore delle riviste appena stampate, probabilmente meno efficaci ma sicuramente più romantiche.

Il vostro brano Better than Tomorrow sta riscuotendo grande successo. Come è nato questo pezzo? Better than Tomorrow è un’analisi fredda e rassegnata della vita di un uomo giunto alla frutta. La scintilla che ha fatto nascere il testo fu l’ingresso dentro una silenziosa biblioteca di un uomo di colore che alla retorica domanda “come stai?” rispose: “Peggio di ieri ma sicuramente meglio di domani”.

Per avere successo ci vuole talento…ma cos’è il talento?

Il talento è la capacità innata di produrre idee vincenti, ma è sostanzialmente inutile se non sei amico di Maria, di Simona, o di Costanzo & Co.
Che rapporto esiste tra musica e poesia?

L’una completa l’altra, musica e poesia spesso convivono dentro una canzone. I nostri testi sono piccole storie che difficilmente possono essere catalogate come poesie, cerchiamo di farle convivere con la nostra musica come meglio possiamo.

Cos’è la musica per Voi e quanto credete in essa?

La musica è un investimento continuo di tempo, soldi e speranze di cui non riusciamo a farne a meno.

Avete un artista di riferimento?

Ognuno di noi ascolta musica diversa, siamo il risultato di ascolti molto eterogenei anche se a volte ci accostano ad artisti indie rock contemporanei, ci sentiamo molto distanti da loro sia geograficamente che artisticamente.

Crisi discografica o crisi artistica?

Crisi generale, crisi sociale. La crisi discografica ha distrutto la speculazione sulla musica di qualità di conseguenza meno risorse per artisti di qualità. Più risorse per le pessime produzioni da Talent Show.

Quindi non partecipereste mai ad un Talent show?

Come dicevamo prima non siamo amici di Maria o di Costanzo & Co., ci limitiamo a fare musica nel nostro garage, crediamo sia più dignitoso.

Giudicate l’Italia un paese in cui una band underground può sperare di affermarsi o siamo ancora lontani dalle possibilità che offrono altre scene musicali relative ad altri paesi d’Europa e non?
Cosa significa affermarsi? Fare i soldi? Fare le comparsate? Fare i reality? O semplicemente fare qualche concerto in giro fra gente che come te ama la musica? Se parliamo dell’ultima opzione penso che l’Italia non sia ancora pronta. Troppo poca gente preferisce un live ad un reality della De Filippi. Non possiamo ancora confrontarci con l’Inghilterra o gli Stati Uniti: le terre del rock. Se poi parliamo invece di musica leggera, o altri generi, invece, forse li ancora c’è un pò di spazio.
Dove possiamo vedervi dal vivo o acquistare la vostra musica?

Potrete trovare il nostro disco sulle migliori piattaforme digitali da I-Tunes a Deezer o nei peggiori negozi di dischi dello stivale, altrimenti venite a trovarci in uno dei nostri prossimi live le cui date potrete trovarle sul nostro space:  www.myspace.com/wotmusic.it oppure su facebook.

Giuseppe Maggiore

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