LA DINASTIA GRAVINA CRUYLLAS Piccola indagine storica sui Principi di Palagonia nel territorio di Fiumefreddo

Posted on 23 giugno 2010

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Nell’ingresso dell’abitazione del castello degli Schiavi di Fiumefreddo, ammiriamo due ritratti di una coppia Gravina Cruyllas del Settecento, un grande stemma marmoreo di forma ovale. Nel capo vi è una corona principesca sormontata da un piumato cimiero; dalla corona si parte, come un fregio, la Collana del Toson d’oro. Era questa una onorificenza concessa dai re di Spagna solo ai nobili di alto lignaggio e fedelissimi alla Corona; alla morte del legittimo assegnatario, essa veniva restituita e l’erede, in linea rigorosamente maschile, poteva richiederla nuovamente al sovrano che, di solito, la concedeva. Infatti non era una onorificenza perpetua ed il fatto di doverla sollecitare, di padre in figlio, serviva a mantenere vivo lo spirito di lealtà e di fedeltà dei nobili al legittimo re. Incorniciato dal Toson d’oro, troviamo il vero e proprio stemma della famiglia Gravina Cruyllas. E’ diviso verticalmente in due metà: quella a sinistra in campo azzurro (se fosse a colori) è attraversata da due bande d’oro e nel capo porta la stella d’argento dei Gra­vina; questa dovrebbe essere araldicamente a dieci punte, ma lo stemma in marmo ne riporta otto soltanto. La parte destra rappresenta nove crocette nere su campo rosso, segno della famiglia spagnola Cruyllas. Dal Candida Gonzaga apprendiamo che gli stemmi utilizzati dalla famiglia gravina sono tre. Li elenchiamo qui di seguito.

Il primo, spaccato d’azzurro con due bande d’oro e sul capo la stella d’argento a dieci punte o raggi.

Il secondo presenta nella parte superiore i segni distintivi della famiglia Gravina, in quella inferiore la banda scaccata d’argento e rosso di due file, propria dei re normanni. Il terzo stemma è composto da quattro quarti ed è il più completo della storia di famiglia: il I quarto – insegne della famiglia Gravina, il II quarto – insegne della casa reale d’Aragona con due aquile coronate, il III quarto – insegne dei reali normanni, il IV quarto – insegne della famiglia Cruyllas.

La carica ricoperta da Girolamo imponeva la residenza quasi permanente a Palermo. Da questo momento in poi vi è sempre un Gravina in una delle cariche più impor­tanti dell’Amministrazione del Regno. Ricordiamo, infatti: 1640 – Ferdinando I, Pretore di Palermo. 1650 – Girolamo, Principe di Gravina e Pretore di Palermo. Ignazio Sebastiano Gravina Amato, insignito Principe di Palagonia. 1725 – Bernardo, Capitan Giustiziere di Palermo.

1733 – Francesco Ferdinando II, principe di Palagonia, Pretore di Palermo e Primo Presidente del Supremo Consiglio di Sicilia. 1738 – Riccardo, Principe di Ramacca, Capitan Giustiziere e Pretore di Palermo. 1750 – Ignazio Sebastiano, Maggiordomo Maggiore della Regina Amalia. 1766 – Michele, Capitan Giustiziere di Palermo, Pretore di Palermo, Deputato del Regno. 1820 – Pietro Gravina, Cardinale di Palermo e Capo della Giunta Provvisoria di Palermo durante la rivoluzione palermitana del 1820.

La rivoluzione scoppiò per la richiesta della Costituzione e di maggiori diritti al popolo siciliano.

Dopo il 1820, molte cose cambieranno nell’isola di Sicilia; il potere delle grandi famiglie cadde; i patrimoni cospicui, prima tenuti insieme dal diritto del maggiora­scato e poi dal fidecommisso, a cui poteva ovviare solo il “Verbo regio” (un decreto reale di divisione dei beni per tutti gli eredi), furono smembrati e divisi. Gli ammi­nistratori dei patrimoni, anch’essi nobili, ma di minore importanza, che spesso anti­cipavano in prestito grandi somme ai legittimi possessori dei feudi, si rivalsero sulle terre per il saldo dei crediti a loro dovuti, impadronendosi legalmente dei territori fino ad allora amministrati in concessione, per la lontana residenza dei proprietari. Si disgregò così sia il mondo feudale, sia ogni immenso patrimonio esteso dall’uno all’altro mare dell’isola.

A Fiumefreddo si perde anche il nome della famiglia Gravina-Cruyllas; a Piedimonte Etneo viene demolito in più riprese il palazzo severo, ma nobilmente antico, del Principe di Palagonia, per far posto ad un’anonima villetta con quattro alberi; e stessa sorte toccherà anche al palazzo baronale dei Gravina a Palagonia, demolito negli anni ’70 del secolo scorso dopo un lungo periodo di degrado. Sic transit gloria mundi!

Finisce una stirpe regale, discendente dai principi normanni, da Silvano signore della Terra di Gravina (Puglia) da cui prese nome tutta la famiglia. A conclusione di questo lavoro diamo un altro anello di conoscenza, tratto dal Can­dida Gonzaga che completa le notizie segnalate sulla genealogia e sull’importanza della famiglia Gravina-Cruyllas.

Il terzo stemma mette in evidenza nei quattro quarti la nobiltà e la regalità di questa famiglia, indicando chiaramente le parentele strette nel corso dei secoli con altre famiglie importanti di origine spagnola o europea. I Cruyllas vennero in Sicilia agli inizi del XIV secolo e si affermarono sotto Gio­vanna I (1326-1382) e Carlo III D’Angiò (1382-1386).

Nel 1392, a Berengario Cruyllas fu concessa la baronia di Palagonia; soltanto quattro anni dopo, la nobile famiglia divenne proprietaria del feudo di Calatabiano, castello compreso, e tenne questo possedimento fino al 1490. Purtroppo non vi furono eredi maschi per cui il titolo nobiliare ed il possesso della terra andarono a Isabella Cruyllas e confluirono nella famiglia D’Acugna, in Luigi che sposò Isabella, assumendo tutti i titoli della moglie.

Neppure Luigi ed Isabella ebbero figli maschi, ma solo una femmina, Diana D’Acu­gna Cruyllas, che andò in matrimonio a Ferrante Moncada, portando a lui tutta l’eredità di famiglia. Sembrava proprio un destino avverso: Diana e Ferrante ebbero una figlia, Contisella, e anche lei portò in dote al marito, Girolamo Gravina, feudo, titoli ed il cognome dei Cruyllas. Era il 1531; da quell’anno in poi i cognomi Gravina-Cruyllas, attraverso una di­scendenza maschile, si manterranno uniti per almeno tre secoli. Anche i Gravina furono una stirpe nobiliare assai antica. In Sicilia sono testimoniati dal 1340 circa, rappresentati da un Giovanni Gravina, straticò di Messina, Regio Almirante e Gran Camerlengo del Regno. Dal 1399, con Giacomo, Maestro Razio­nale e Segretario del Regno di Sicilia, i Gravina si impiantarono definitivamente nell’isola. Citiamo alcuni importanti discendenti e le loro vicende: 1420 – Antonio Gravina fonda il paese di San Michele di Ganzaria. Nella località di Ganzaria presso Caltagirone, vi era una chiesetta del XII secolo, detta chiesa dei Fran­cesi. Antonio donò le terre circostanti ad un gruppo di esuli albanesi, guidati da Antonio Figlia e da Nicola Bisurchia. Ripopolò così la zona che era stata prima abbandonata. 1510 – Geronimo Gravina ricopre la carica di Capitan Giustiziere di Catania. 1529 – Vincenzo Gravina viene nominato per tre volte Capitan Giustiziere di Cata­nia e quindi Provveditore di Sicilia. 1540 – Luciano Gravina è senatore della città di Catania.

1573 – La famiglia Gravina acquista potenza e benessere, poiché Girolamo, il cui ma­trimonio con Contisella Moncada-Cruyllas ha fatto da volano per raggiungere mete più prestigiose, viene nominato Marchese di Francofonte e Vicario del Regno.

Origine e discendenza dai Normanni: Rollone o Roberto, primo Duca di Normandia. Crispino, signore di Arnes. Silvano – Turgisio (fratelli). Sanseverino.

Da Sanseverino ha origine la discendenza di Giacomo Gravina, Barone di Palago­nia e di Belmonte.

Giacomo Gravina venne dalla Puglia in Sicilia, si insediò a Catania dove ottenne il

privilegio di essere seppellito nella Regia Cappella del Duomo.

La famiglia Gravina fu insignita di questi titoli:

Conti: di Calatabiano e di San Giovanni la Punta.

Duchi: di laci, di Catania, di Cruyllas, di Valverde, di San Michele di Ganzaria.

Principi: di Linguaglossa, di Palagonia, di Piedimonte, di Ramacca, di Valsavoia.

I sette rami dei Gravina

1.   Gravina – Principi di Montevago, Duchi di San Michele, Grandi di Spagna di la classe (significava che potevano stare a parlare dinanzi al re con il copricapo in testa, da pari a pari).

2.   Gravina – Principi di Comitimi, Altomonte e Castelforte, Duchi di Castel di Jaci, Conti di San Giovanni la Punta, Pari del Regno.

3.   Gravina – Principi di Gravina, estinti nella famiglia Valguarnera.

4.   Gravina – Principi di Valsavoia e Baroni di Armiggi.

5.   Gravina – Principi di Ramacca e di Santa Flavia.

6.   Gravina – Principi di Lercara e di Palagonia, Duchi di Valverde, Marchesi di Francofonte, Grandi di Spagna di la classe, estinti nel 1810 in Agata Gravina in Grifeo.

7.   Gravina – Duchi di Cruyllas, estinti nella famiglia Airoldi.

(*) Dall’opera: progetto “Conosci il territorio” a cura del Circolo Didattico “Rosario Livatino” Fiumefreddo di Sicilia.

Pinella Musmeci

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