C’era una volta…gli antichi mestieri.

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Durante quest’anno scolastico, giunto ormai alla conclusione, noi alunni delle classi 3°A e 3°B di scuola primaria dell’I.C. “G. Ponte” di Palagonia,
abbiamo preso parte, con interesse e impegno, alle tante attività e ai tanti progetti proposti dalle nostre insegnanti. Partecipare al concorso “C’era una volta…gli antichi mestieri” , promosso dalla prof. Maria Leonardo in memoria della sorella Maddalena, è stato il lavoro più entusiasmante.
Abbiamo invitato a scuola il signor Guzzardi, uno dei pochi scalpellini ancora in attività nel nostro territorio e il signor Margarone Salvatore, un simpaticissimo vecchietto di 87 anni che ancora intreccia “viria” e canne di fiume per fare “panari” e cestini. Li abbiamo intervistati ponendo tante domande sul loro mestiere, li abbiamo visti all’opera; è stato bellissimo osservarli e, intanto, fare il loro ritratto e scrivere poesie. Inoltre, siamo andati a visitare la vecchia “Pirrera” (cava di tufo) che si trova dietro la chiesa Matrice. In questo percorso ci ha accompagnati il professor
S. Interlandi che ci ha fatto conoscere dettagliatamente questo faticosissimo lavoro che una volta era esclusivamente manuale mentre oggi viene eseguito dalle macchine. Abbiamo capito che molti mestieri sono scomparsi
perché il lavoro manuale necessita di più tempo per produrre i manufatti, mentre nelle industrie vengono realizzati in serie con minor manodopera, minor tempo e, quindi, con un costo inferiore. Sapere che molti antichi mestieri non vengono  più praticati o che stanno scomparendo, ci ha un pò rattristati. Chissà se qualcuno di noi, divenuto grande, vorrà impararne uno e continuarlo.
Classe 3°B Scuola primaria I.C. “G. Ponte”.

“U panararu” – di Michele Megna

Il nonnino lavora,
con un po’ di “viria”
e canne di fiume
realizza cose magiche.
Mentre spiega
va indietro nel tempo
racconta
e nei suoi occhi
vedo la felicità e tanta nostalgia.
Ricorda la sua povera infanzia
e un lacrima gli bagna gli occhi.

Quasi un merletto – di Sofia Calcaterra

Mestieri antichi,
fili d’ulivo,
canne di fiume
intrecciati,
mani ruvide e forti
creano un paniere
che è quasi un merletto.
Dopo tanto lavoro
ecco un piccolo cesto
che colmerò
di profumata frutta.

Il nonnino – di Graziella Liggieri

Tra un sorriso e un dolce racconto
lui intreccia il suo bel cestino
che regalerà alla sua sposa
insieme ad una rosa.
E’ avanti con gli anni il caro nonnino
ma nel suo cuore è ancora un ragazzino.

Lo scalpellino – di Giuseppe Manduca

Lo scalpellino
è un lavoro d’attenzione
scolpisce in una pietra
un’infinità di emozioni.
E’ un mestiere antico
protagonista è la fantasia
e dalle mani viene fuori la magia.
C’era una volta…gli antichi mestieri.

Un gran lavoratore – di Fagone Antonio

Vecchietto simpatico,
gran lavoratore
seduto a far “panari” per ore ed ore.
Intreccia olivastro e canne di fiume
da quando sorge il sole
a quando accende il lume.
Mani callose,
coltelli affilati
e tanti cesti realizzati.

“U panararu”- di Chiara Castania

E’ davanti a me
lo sto osservando!
Le mani callose
dure e raggrinzite
intrecciano olivastro
e canne di fiume.
Crea cose belle
cestini che a primavera
riempirò di fiori variopinti.

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