BIBLIOTECA “MAMONE ANTONELLO”: AIUTIAMOLA AD AIUTARCI

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Sappiamo tutti che la cultura rappresenta un ottimo indice del livello civico e di sviluppo di una società. Difatti, di recente, una pubblicità progresso in onda sui circuiti televisivi nazionali, ci ha proprio ricordato che l’educazione ed il sapere stanno a fondamento della crescita e del benessere.
La presenza di una biblioteca sicuramente agevola e supporta la diffusione del sapere, ma non sempre ce ne rendiamo conto.
Palagonia possiede una discreta biblioteca comunale – da tre anni sita nei locali di P.zza Municipio 1 – che conta la presenza di 3668 volumi, di sei postazioni informatiche (attualmente solo due sono realmente accessibili) e dell’accesso ad internet.
Gli impiegati e la stessa responsabile della biblioteca “Mamone Antonello”, la dott.ssa Giuseppina Di Stefano, confermano che “i luoghi sono frequentati soprattutto di pomeriggio e da studenti di tutte le età. Un discreto numero di persone si avvantaggia di questo strumento per chiedere in prestito romanzi, saggi o quant’altro e dilettarsi con la lettura. Tuttavia riteniamo indispensabile organizzare nuove iniziative volte a diffondere tra i giovani l’abitudine di frequentare assiduamente la biblioteca, ancora non pienamente conosciuta e usata a dovere da tutta la cittadinanza”.
La realtà della nostra cittadina, non lo si può nascondere, presenta evidenti segnali di sofferenza e stagno culturale. Tante volte si sente ripetere dai ragazzi della città di non sapere cosa fare e come divertirsi, ma spesso le iniziative culturali proposte sono disdegnate e rifiutate. Spesso i giovanissimi trovano piacevole ed affascinante restare seduti in un bar e bere qualcosa, piuttosto che incontrare l’arte e la cultura.
La biblioteca potrebbe divenire un importante ausilio alla formazione di tali ragazzi, ma non riesce ancora a sprigionare tutte le sue insite potenzialità.
Ad esempio, è in corso una nuova iniziativa lanciata dall’associazione culturale “Arte e Pensiero” in collaborazione con la Casa Editrice Italia Letteraria – entrambi operanti nel nord Italia – e sostenuta anche dalla biblioteca comunale: il concorso letterario di poesia e di opere prime “Salvatore Quasimodo”. Ciononostante, un’esigua campagna di informazione rischia di impedire a qualche talento nostrano di partecipare al concorso e di mettersi alla prova.
Un appello va dunque lanciato, e mi auguro raccolto da tanti lettori: sfruttiamo al massimo la nostra piccola “vetrina del libro”, è un grande segnale da lanciare per dimostrare che c’è voglia e bisogno di cultura.
Vanessa Pillirone

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