MITO E SURREALISMO POETICO NELL’OPERA DI RITA DELLE NOCI

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L’idea di perfezione e nitore formale non manca mai di dettare sorpresa, soprattutto nel panorama dell’arte contemporanea. Il rigore tecnico, l’abilità di cesello, la sorvegliata armonia che sottende le tele e le opere grafiche di Rita Delle Noci si dichiarano subito come un convinto manifesto di poetica.
Le tematiche affrontate dall’Artista sono improntate alla più straordinaria varietà: dalle sue tele si affacciano figure mitologiche e delicati soggetti naturalistici, con molte varianti sul tema del giardino; non mancano l’attualità e l’introspezione, vero comun denominatore; improbabili prospettive di interni abitativi e soggetti religiosi, questi ultimi rivisitati spesso in chiave problematica e postmoderna. Molto caro alla sensibilità dell’Artista è il sulfureo vitalismo della terra di Sicilia, con il suo inestricabile viluppo di mito, storia, arte e natura.
Sul piano squisitamente tecnico, Rita Delle Noci – nata a Melfi (PZ) e attualmente residente a Formia (LT) – ha saputo raccogliere in una superiore sintesi i più svariati indirizzi formali sperimentati nel corso della sua lunga carriera, giungendo ad un personalissimo linguaggio grafico-pittorico che è anche metodo investigativo della realtà.
Se, infatti, il mondo fenomenico è ipotizzabile come consustanziale alla dimensione onirica, i brani di realtà – già di per sé risibili chimere di certezze – si vestono di luce e colore, steso secondo una gradatio volta a vivisezionare l’inafferrabile e l’indicibile. In questo scenario irrompe il pensiero umano, con la sua progettualità, con la sua incapacità di afferrare la realtà; allora il colore lascia spazio ad una fitta trama di linee, tracciate dalla Delle Noci con l’abilità di “cesello”. L’occhio dell’osservatore è abilmente guidato dal “parziale” di un singolo modulo grafico all’unicum dell’intera opera. La delicata precisione del tratto avvolge e pervade, come preziosa trina metallica, la diafania larvale di volti, mani, oggetti; di una materia, in definitiva, che ha già optato per la sua declinazione spirituale.
La tecnica grafica, creata dalla Delle Noci tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, ma soggetta a continue evoluzioni, risale al periodo in cui l’Artista era impegnata nella grafica pubblicitaria, dapprima a Roma e, successivamente, a Madrid. Essa si basa su una trama di linee geometriche in cui si svolge una decorazione modulare che asseconda la volumetria del soggetto prescelto ed è realizzata a mano libera con inchiostro di china. La tecnica pittorica, anch’essa risalente allo stesso periodo, si affida alla tempera e al chiaroscuro, ottenuto attraverso una gradazione che scompone settorialmente i colori, plasmandoli lungo percorsi rettilinei o svolgendoli in sinusoidi e volute, in ragione della staticità o del dinamismo del soggetto ivi rappresentato. Dal lontano 1966, anno della sua prima mostra a Potenza, passando per il 1970, anno della mostra “Tierra Bravìa” a Madrid, Rita Delle Noci ha avuto modo di farsi apprezzare in numerose mostre tenutesi a Roma, presso la galleria “Cassiopea” e presso la Galleria della Corte Comunale di Formia (2009).
Inoltre, nel novembre dello scorso anno, l’Artista ha esposto a Torino, presso Villa Gualino, la Trilogia di Ulisse.
Nel gennaio 2010, infine, una sua preziosa opera, la Sant’Agata (collezione privata G. Maggiore), è rimasta esposta al pubblico durante i festeggiamenti in onore della Patrona a Catania, nell’ambito della mostra “Cimeli agatini. Arte popolare”, patrocinata dall’Archidiocesi e dal Comune. Rita Delle Noci è iscritta all’Albo dei Pittori e Scultori d’Italia e d’Europa.

Maria Isabel Giabakgi

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