IL DRAMMA DI HAITI VISTO CON GLI OCCHI DEI BAMBINI

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Il nuovo anno è iniziato con un terribile avvenimento: il 12 Gennaio un violentissimo terremoto di 7,3 della scala richter ha devastato, in solo 28 secondi, l’isola di Haiti, nel Mar Dei Caraibi, provocando una catastrofe umana e materiale. Haiti è uno dei paesi più poveri del mondo dove solo l’1% della popolazione è ricco e l’80% vive con appena un dollaro al giorno, non ha accesso all’acqua, all’istruzione e alle cure mediche. Quando Cristoforo Colombo la scoprì, cinquecento anni fa’, Haiti era un paradiso: mare cristallino, spiagge con palme e sabbia finissima, paesaggi mozzafiato. I popoli che nei secoli la conquistarono, spagnoli e francesi, e le guerre che sono andate avanti fino al 2004, l’hanno resa un inferno e le sue bellissime spiagge sono inondate dai rifiuti che nessuno raccoglie. Questo terremoto è solo l’ultima delle tragedie che devastano Haiti dove, su mille bambini, sessanta muoiono prima di un anno e più di due milioni di disperati abitano in baracche di lamiera arrugginita.
In classe attraverso il giornalino ”Popotus” e a casa, in televisione, abbiamo seguito l’incubo di Haiti e ciò che vedevamo era traumatizzante. Il pianto di chi ha perso i propri cari, la disperazione dei genitori che, a mani nude, scavano per liberare i figli rimasti sotto le macerie, le mani tese in cerca di cibo e di aiuto, ci hanno fatto provare tanta tristezza. La gente di Haiti è sola, smarrita, è abituata a mangiare una sola volta al giorno, e questo terremoto deve essere l’occasione per risollevarla, liberarla dalla povertà. Tutti, anche noi bambini, dobbiamo far qualcosa perché Haiti non sia dimenticata

Antonella Vaccaro, Simona Bardaro, Chiara D’Amico,
Giulia Di Stefano, Erica Brancato
(alunni della 3° A) Scuola Primaria I.C. ”G. Ponte”

IL TERREMOTO DI HAITI – di Simona Bardaro

Poveri piccoli
Che terrorizzati tra le macerie
Cercano i loro genitori.
Crollate le case
Migliaia sono i morti.
La tristezza infinita che si trova ad Haiti
è dolore immenso per tutti noi.
Flebile è la possibilità di vita.
Accadono miracoli
Nella tragedia sconfinata.
La gente è nel terrore
e cerca di salvarsi.
Questo ci fa stare male
c’è solo sofferenza e povertà

HAITI ORMAI DISTRUTTA – di Giulia Di Stefano

Haiti ormai distrutta,
bambini sotto le macerie
aspettando che qualcuno li salvi.
Il miracolo della vita
Si ripete
Ma purtroppo la morte,
come un onda assassina, trasporta tutti.
E’ durato pochi ma interminabili secondi.
Piovono dal cielo i viveri
E come le bestie selvatiche,
ognuno cerca di prendere qualcosa.
Chi è sopravvissuto
È davvero fortunato?

Il BUIO DOPO IL TERREMOTO – di Antonella Vaccaro

Grida di mamme che Hanno perso i figli,
grida di figli che hanno perso le mamme.
pianti strazianti di bambini senza genitori,nonni e amici
Ormai la gente è allo stremo,è scoraggiata, non sa che fare.
Ha perso tutto: figli,parenti,le loro misere case,
tutto ciò che più conta nella vita.
Una grande oscurità copre Haiti;
ormai quello che era non è più
tutto è scomparso insieme al terremoto.
Dal cielo piovono pacchi di viveri
Tutti si accalcano, si azzuffano per prendere di che sopravvivere;
nessuno sa cosa fare e quindi si sta rintanato in se stesso
insieme al suo infinito dolore
ora noi possiamo aiutare davvero questa povera gente sofferente
che prima per noi non esisteva presi dal nostro eterno egoismo
che ci chiude nel buio della solitudine

HAITI IN MACERIE – di Davide Interlandi

Il terrore è sceso su Haiti
Come uccelli in cerca di cibo
vagano i sopravvissuti.
Fortunati i feriti
Che ancora vedono la luce.
Chi non c’è l’ha fatta
è nelle tenebre delle macerie.
Piccoli coniglietti
miracolosamente salvi.
Si lotta per la sopravvivenza
In una lotta contro il tempo.

LA TRISTEZZA DEL TERREMOTO – di Alessia Giannuso

L’ attesa di chi
Attende di essere liberato
Dall’ immenso mucchio di macerie.
La mani che sbucano
tra i calcinacci
bambini rimasti orfani
e i più fortunati tra le braccia dei loro genitori.
Accadono miracoli
Miracoli della vita
Ma la tragedia è apocalittica.
Le ore infinite
Sotto grandi pezzi di muro
Il dolore,la paura,la morte
La speranza che dopo
la tragedia
non ci sia più l’ infinita povertà
che strappa l’anima

Scuola Primaria “G. Ponte” Palagonia

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