I “TO EN” festeggiano il loro ventennale “nel silenzio”

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To En è un termine greco ripreso dalla filosofia di Plotino ed è inteso come “l’inizio di ogni cosa”. La band siciliana costituita da Rocco Minore (voce), Livio Rinaldi (chitarra), Michele Gulizia (basso), Vincenzo Di Silvestro (violino e tastiera) e Giovanni Amato (batteria) si accinge a festeggiare il suo ventennale. Un’unione, quella di questi giovani musicisti, scaturita dalla comune voglia di raccontarsi, di esprimersi e perdersi tra musica e parole. Hanno sempre fatto musica propria, ovunque fossero richiesti; non hanno mai accettato, come spesso accade nei locali e in diverse manifestazioni, di dover fare soltanto delle cover…se le fanno son comunque da loro reinventate e caratterizzate.
Numerosi e alquanto lusinghieri i successi raccolti in questi anni, ma in occasione di una ricorrenza tanto importante come il ventennale, è tempo anche di stilare dei bilanci, riflettere sul proprio percorso artistico…
Come nascono i vostri brani?
“E’ un lavoro collettivo…si parte da un reaf, da un’idea, un pensiero…magari mentre lavori o guidi, quando più sei immerso nei rumori del giorno… e la fatica stà nel riuscire a fissare quel pensiero musicale fino alla sera, quando puoi finalmente avvicinarti allo strumento e liberare questa “bolla sonora”.
Concepiti dunque nel rumore del giorno e partoriti nel silenzio della sera. Cosa raccontano i brani dei To En?
“Raccontano delle emozioni che vengono vissute giorno dopo giorno, anche nelle cose più semplici (non a caso il titolo d’un brano). Immaginiamo storie che potrebbero accadere, catturiamo questi nostri sentimenti, non diversi da quelli che tutti vivono, ma che noi intrappoliamo in queste canzoni come fossero tante “fotografie sonore” della nostra vita.”
Cosa significa continuare a fare musica a distanza di tanto tempo? E’ cambiato qualcosa da quando vi ritrovavate in una casa o un garage per il semplice gusto di stare insieme facendo musica?
“Fare i musicisti significa oggi essere svalorizzati, alla mercè di gestori di locali che ti pagano 200 euro a serata…Fare arte diventa qualcosa di mortificante il più delle volte. Mancano i posti dove suonare, a parte quei locali dove ciò che conta è che si riempiano e la gente consumi”.
Eppure avete vissuto esperienze molto importanti, avete avuto notevoli riconoscimenti e calcato palcoscenici di tutto rispetto…
“Si, è vero, e ne siamo grati. Questo è comunque per noi un tempo di riflessione e, come in tutte le cose che cambiano, le strade finora percorse ci portano adesso anche in altre direzioni rispetto a quelle da cui era partito il progetto iniziale dei To En”.
In che senso?
“Siamo alla ricerca di una nuova corrente emozionale, un nuovo modo per esprimere i nostri concetti sonori, sperimentare e vivere la nostra musica.”
Questo vuol dire che siete in una fase di crisi o di ricerca?
“No, tutt’altro che di crisi, anzi! Si tratta solo di una pausa di riflessione per trovare nuovi impulsi e nuove cose da raccontare…”.
Giuseppe Maggiore

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