Ducezio condottiero dei Siculi

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“Attraverso la caligine degli oscuri Secoli ancora echeggia di gloria il nome di Ducezio.” Così esordisce nel 1819 Ignazio Lucchesi, Marchese di Porto Palo, nella sua biografia degli uomini illustri della Sicilia. Ancora oggi, le gesta di questo personaggio leggendario sono avvolte dalla più totale incertezza per le scarse e frammentarie informazioni riportate dagli antichi storici. Diodoro Siculo, lo storico di Agira, che riporta la maggior parte delle notizie sul Re dei Siculi, racconta le sue eroiche gesta , ma non ci ha lasciato informazioni certe sulla sua città natale e sulla data della sua  nascita. “Ricco, e di genio superiore di molto ai suoi contemporanei, all’eminente grado di Duce dei Siculi si estolse.” Astuto politicamente e militarmente geniale, si alleò inizialmente con i Siracusani inviando una spedizione contro gli Etnei , che sconfitti in numerose battaglie furono scacciati da Catania. Riconquistata la città, le popolazioni Sicule poterono rientrare nella propria patria. Con i Siracusani espugnò Mozia, sconfisse gli Agrigentini , gli Eblei e tutti coloro che erano nemici degli alleati Siracusani. Ciò gli assicurò fama e potere tra i Siculi. Rotta l’alleanza con i Siracusani fondò la città di Menai, affrontò e sconfisse la Città di Morgantina. In seguito, promosse tra le città Sicule una confederazione con lo scopo di costruire uno Stato  capace di contrastare l’egemonia delle colonie greche. A tal scopo fondò Palica nei pressi del Lago e del Santuario dei Palici, divinità che i Siculi avevano in grande timore. Lo splendore e la potenza di Palica  non durarono a lungo , poiché i Siracusani ,dopo le ripetute sconfitte subite, con un poderoso esercito costrinsero alla ritirata Ducezio presso Noma. Dopo la sconfitta, Ducezio, con una mossa a sorpresa,  si presentò a Siracusa dichiarandosi sconfitto e chiedendo clemenza. Questa azione convinse il Senato Siracusano a risparmiargli la vita e deportarlo a Corinto. Qui, Ducezio , con i mente l’idea della Nazione Sicula, organizzò il suo rientro in Sicilia. Dopo aver consultato un oracolo partì per rientrare in patria. Sbarcò sulle coste tirreniche e, la sua fama non dimenticata, presto richiamò gran parte del popolo Siculo con un gran desiderio di riscattare le sconfitte subite. Ducezio , con l’aiuto del fidato amico Arconide, fondò la città di Calacte. Siracusani ed Agrigentini,   temendo l’antico nemico ,si allearono per poterlo contrastare con un esercito più potente. Presto vi fu lo scontro tra i due eserciti con grande squilibrio di forze, ma  con grande abilità Ducezio tenne in forse le sorti della battaglia sino a quando fu sconfitto. La sua gloriosa epoca ebbe definitivamente fine. Questo grande Principe, in parte sfortunato e in parte avventuroso, per le estreme fatiche e per le sofferte avversità si ammalò e infine verso l’anno 440 A.C. morì.

Gaetano Interlandi

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