Arancia a polpa rossa: oro rosso di Sicilia

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Le origini di questo straordinario frutto sono sicuramente orientali, viene introdotto nel Mediterraneo intorno al X sec. circa, inizialmente con l’arrivo dell’arancio amaro usato solo per scopi religiosi e ornamentali. L’arancia dolce, di origine quasi certamente cinese, intorno al XIV secolo approdò in Europa grazie ai marinai portoghesi (ancora oggi in alcune zone viene chiamata “Portual”). A partire dal XVIII secolo, con l’arrivo degli arabi nel meridione d’Italia, furono scoperte le qualità nutrizionali di questo prodotto e così il consumo di arance si diffuse anche a livello popolare. Nella seconda metà del XIX sec. a Palagonia quasi tutti i terreni adibiti alle coltivazioni arboree come l’ ulivo o il sommacco vengono trasformati in aranceti ,soprattutto quelli vicini al fiume Catalfaro di cui se ne sfruttava l’acqua per l’irrigazione estiva. I primi agrumeti sono a sesto d’impianto di forma triangolare volgarmente detti “a piedi di gallina” per sfruttare più quantitativo di terra e solo dopo le prime emigrazioni nel nord-America si sono molto diffusi gli impianti a forma Quadrangolare. Le varietà sono due:
1)Bionde: Navelina, Ovale, Valencia;
2)Rosse o pigmentate: Sanguinello, Moro, Tarocco;
Mentre le bionde sono molto diffuse in tutto il mondo, le “Polpa Rossa” sono un peculiarità del territorio che comprende la zona della Sicilia Orientale posta a sud-ovest dell’Etna tra le province di Catania, Enna e Siracusa, dove il comune di Palagonia occupa un ruolo di prestigio. Le tre varietà di arance rosse hanno ottenuto dall’Unione Europea la certificazione I.G.P. (indicazione geografica protetta). Il sanguinello (quasi in estinzione) presenta una forma oblunga o sferica con calibro medio, raggiunge la sua maturazione a febbraio e la raccolta avviene a marzo-aprile,la buccia e di colore arancio intenso con sfumature rosse,la polpa è quasi senza semi presenta colore arancione con variegature sanguigne,molto succosa e di sapore eccellente. Il Moro è la prima a maturare delle rosse e si può gustare da dicembre fino a marzo,ha un calibro medio e forma fra la sferica e l’ovoidale; la buccia mostra colore arancione con sfumature rosso vinose,la polpa senza semi è interamente di colore rosso scuro,la resa del succo è molto elevata con sapore gradevolissimo leggermente acidulo. Il Tarocco comincia a maturare a metà dicembre nelle zone collinari e finisce a maggio nelle zone tardive,ha un grosso calibro e forma sferica con tendenza all’ovoidale,si distingue per il collare o “muso” più o meno pronunciato;la buccia è di colore giallo-arancione arrossato su oltre la metà della superficie,la polpa priva di semi ha colore giallo arancione con svariate pigmentazioni rossastre più o meno intense secondo il periodo di raccolta ,abbastanza succosa e molto gustosa ,attualmente è la varietà più diffusa ed esistono varie tipologie (tarocco Gallo, tarocco Nucellare, tarocco Sciré, ecc). Il connubio tra territorio prevalentemente vulcanico e fattore climatico con forti escursioni termiche permette la pigmentazione favorendo cosi la presenza di particolari sostanze chiamate antocianine, tali sostanze esercitano una potente azione antiossidante nei confronti dei radichali liberi responsabili di ledere in maniera piuttosto grave le cellule, facilitando sia’ invecchiamento nonché l insorgere di cellule tumorali.
Le rosse di Sicilia contengono un forte quantitativo di vitamina C(80-90 mg per 100 g di prodotto pari al 40 % in più rispetto agli altri agrumi) rendendole un ottimo vaccino naturale contro l’influenza . Sono ricche di vitamine A, B1, B2 e numerosi Sali minerali come il calcio, fosforo, potassio, ferro,selenio e sodio combattendo così numerose malattie cardiovascolari come l’ ipertensione, coronaropatie, disfunzioni cardiache ,arteriosclerosi e infarto. Essendo un frutto ipocalorico (contiene circa 34 calorie per 100 grammi di succo) può essere consumato anche da persone affette da diabete. Recenti studi hanno dimostrato che “le arance rosse” hanno capacità farmacologiche in caso di fragilità capillare. Inoltre, per la retina, pare che migliorino la sensibilità dell’ occhio nella visibilità notturna. Ma l’aspetto più importante é che la presenza di Flavolone (elemento di maggior protezione nei confronti del tumore allo stomaco) assieme alle già citate Antocianine le fanno diventare un prezioso alimento capace di prevenire il cancro come già sostenuto da numerosi oncologi in particolare dal prof. Veronesi in un articolo pubblicato recentemente su”repubblica”.Non a caso “le arance a polpa rossa” sono protagoniste ogni anno in tutte le piazze d’Italia assieme all’A.I.R.C.(associazione italiana per la ricerca sul cancro) promuovendo la campagna “Arance della salute”. Tutte queste qualità rendono questo magnifico frutto unico ed inimitabile in tutto il mondo rendendolo patrimonio da salvaguardare.
La situazione attuale
Nell’ era della globalizzazione, nonostante le innumerevoli qualità sopra elencate l‘Oro rosso ha smesso di brillare, infatti è da un pò di anni che il mercato è andato in una crisi profonda, quest’anno sfiorando addirittura la drammaticità. Le responsabilità sono sicuramente da attribuire a tutte le categorie pertinenti, ma a farne le spese sono soprattutto i produttori. Molti di loro sostengono che la filiera sia troppo lunga (6 o più passaggi), mancanza totale di controllo dei prezzi (assurdo che un prodotto venduto dal produttore a 15 cent. Arrivi al consumatore non meno di 3 euro al kg), inadeguata campagna pubblicitaria ( vedi l‘influenza A/H1N1, prodotti disinfettanti come l’Amuchina sono andati a ruba), complici anche le avversità atmosferiche degli ultimi anni e la crisi globale che hanno alimentato un vero e proprio stato comatoso della situazione. Bisogna aggiungere anche i costi di produzione cresciuti vertiginosamente con l’avvento dell’ euro ed in più la spietata concorrenza degli altri paesi che producendo solo arance bionde riescono ad esportare molto di più(Spagna 40%,Italia 7%).A tutto questo, le istituzioni non riescono a dare adeguate risposte. Quali potrebbero essere le possibili soluzioni è difficile stabilirlo, c’ è chi sostiene che degli aiuti per gli esosi costi di produzione, la regolamentazione di un minimo prezzo di mercato per tutti, nonché l’attuazione di un’efficace strategia di marketing per esaltare le proprietà dietetico-farmacologiche dell’arancia potrebbe essere un buon punto di partenza. E parlando di promozione non si può certo ignorare come certe amministrazioni locali abbiano tal volta scambiato una seria campagna di promozione con viaggi-gite premio per qualche consigliere o impiegato comunale all’estero o organizzando sagre tipo spot elettorali per il politico di turno. Senza una reale presa di coscienza non si esce sicuramente dalla depressione socio-economica e culturale in cui ci si trova. Urge profonda riflessione.
Luca Bardaro

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