“AMEDIT: VOLONTA’ IN AZIONE”

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Da un “Luogo-Non Luogo” giungono segnali d’una realtà confusa e allo sbaraglio. Non c’è un centro, né una periferia… Solo un agglomerato di case disadorne, con le facciate lasciate al nudo di fabbrica, addossate a schiera le une alle altre; Un mucchio di case senza monumenti né antiche vestigia, con opere pubbliche che odorano di soldi buttati al vento, o chissà dove, e immerso tra lussureggianti aranceti che presto odoreranno di zagara. Già, la zagara! Futura promessa di una nuova crisi agrumicola che vedrà l’ennesimo malcontento, l’ennesima conferenza… La gente la puoi incontrare solo nel chiuso d’una chiesa, dove si perpetua un rito millenario. In luoghi virtuali si consumano chiacchiere e inutili vanesii di chi vorrebbe – forse – un cambiamento: C’è chi vede nella politica la causa d’ogni male; chi nella contestazione vede il suo perenne impegno; e c’è chi ritiene possedere sufficiente e illuminante sapienza indicando improbabili soluzioni. Giovani esuli invidiano realtà più “evolute” e propongono di piantare tavoli dappertutto per consumare un drink… Tutto questo è Cultura.
Da una “Città-Dormitorio” si diramano, caparbi, i segnali d’un travagliato fermento culturale dai più volutamente ignorato. Tra le pagine dei quotidiani non v’è posto per liete novelle, ma solo per droga, sangue, rapine, arresti… Non fa cronaca la volontà di chi lotta contro i mulini a vento. Una mostra, un concerto, un convegno son cose di dubbio gusto, inutili passatempi, facili espedienti per altri fini, o – come qualcuno ritiene – un prostituirsi all’Amministrazione di turno. Tutto questo è Cultura.
Questa è la realtà in cui opera l’Amedit. E tuttavia eccola ancora qui, imperterrita, quest’ostinata associazione “culturale”… Lontana dai clamori e da sterili chiacchiericci; incurante di forme d’approvazione che lasciano il tempo che trovano… Senza una sede dove riunirsi e senza un referente che le faccia da “Padrino”. Non importa.
Non è nostra l’utopia che fu di chi ci ha preceduto – Ercole Ponte, Gaetano Ponte, Michele Megna (i cui nomi sono ignoti a quanti ci leggono in realtà lontane, non meno di quanto lo siano ai cittadini di questo “Non Luogo”) – non abbiamo quella pretesa di “voler cambiare qualcosa” che accompagnò la loro azione e le loro lotte. Solo, ci anima, un sano fine egoistico, quel libero slancio che ci fa essere “Volontà in Azione”.
E dunque eccoci a questa nostra nuova impresa, il Giornale Amedit già al secondo numero, dopo avere svolto altri eventi, quali i concerti tenuti dal Trio Novecento che hanno allietato tra dicembre e il primo bimestre del nuovo anno vari centri dell’area etnea; l’Azzurro Natale che ci ha visti lo scorso dicembre in un fitto cartellone di attività, insieme ad altre associazioni cittadine; il Meeting per la Prevenzione delle Patologie Vertebrali tenuto dal Dott. Biagio Iemolo, lo scorso febbraio; ed ancora la Presentazione del Fondo Fotografico del Vulcanologo Gaetano Ponte, tenuta dagli esponenti dell’INGV, i dottori Alessandro Bonaccorso e Stefano Branca, il 13 marzo. Ancora altri appuntamenti seguiranno, tra cui: la presentazione del volume didattico “Alla riscoperta della terra dei Siculi: il santuario dei Palici nell’area archeologica di Rocchicella”, di Laura Maniscalco; e un incontro con relativa mostra per ricordare il più nobile dei figli dei Palici: Michele Megna. E intanto diamo il benvenuto ai nostri nuovi arrivati, Gabriella Compagnini e Luca Bardaro che, insieme agli altri membri, hanno accolto questa sfida con se stessi. Tutto il resto son parole, e… altra cultura.
Giuseppe Maggiore

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