Uno sguargo a Palagonia – opportunità per i giovani

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Sabato sera, a Palagonia.
Un gruppo di amici si incontra in uno dei tanti parcheggi (deserti) sparsi per la città. Ognuno seduto sul proprio motorino, rigorosamente con birra e sigaretta in mano. Si scherza, ci si prende un po’ in giro, e poi magari ci si sposta. Dove? Bambinopoli, ovviamente, oramai squallido centro di aggregazione giovanile (se così lo si può definire), o ci si va ad appollaiare di fronte a qualche locale prospiciente, in attesa di qualcosa che animi la serata. Magari una lite tra il prepotente di turno e il primo malcapitato che gli capita sotto tiro; qualunque cosa, purché si spezzi il piattume che ci avviluppa. Non è neanche mezzanotte che sono tutti a casa. Delusi, e rassegnati, da ciò che ci offre questo paese. Questa è la serata tipo del palagonese medio.
La Bambinopoli, coi suoi sparuti alberi, con le sue giostre – pericolose – che non funzionano, e con i suoi mille altri difetti. Qualche pub, uno o due, che non può accogliere più di una cinquantina di persone. Questo ci offre Palagonia. Questo è Palagonia, per i giovani. Un paese evidentemente arretrato, allo sbando, sotto il punto di vista ricreativo, e sotto quello culturale. Ma chi, o cosa, causa questa situazione che definire problematica è un eufemismo? Fondamentalmente, credo che l’origine di
questo si possa ricondurre a due principali responsabili: la classe dirigente e la popolazione palagonese.
Esaminiamole entrambe. Il primo gruppo di persone è

purtroppo quello che detiene il potere di poter affermare un vero, radicale cambiamento, ma è anche quello che, se è vero che si sta timidamente muovendo, sicuramente non sta impegnando tutte le proprie forze nel progresso di questo paese. Non importa di quale colore politico sia questo, a quale schieramento appartenga: quello che si giudica sono i fatti, e pare che a Palagonia ce ne sia proprio carenza. Basti prendere il degrado e lo squallore della Bambinopoli (al quale l’amministrazione ci assicura di voler porre freno, e speriamo di vedere al più presto risultati tangibili). Basti pensare alla villetta realizzata di fronte all’Agip di Via Vittorio Emanuele, che non è mai stata fruibile. Basti pensare alla totale carenza di manifestazioni musicali promosse dal comune (cosa che invece accade nei paesi del circondario), e al disinteresse per la cultura da parte di questo. E stiamo prendendo in considerazione gli aspetti riguardanti l’ambito ricreativo: se dovessimo muovere una critica a 360 gradi, dalla quale mi astengo, probabilmente non ne usciremmo più! Certo, l’amministrazione ci assicura che le poche risorse finanziarie a disposizione vengono comunque spese per tutto ciò, ma credo che si debba dare maggiore priorità alla cultura, poiché non sempre si muove tutto col denaro, e occorre avere l’interesse a promuoverla in ogni suo aspetto, e non solo con semplici e sporadiche iniziative. Quindi, nel complesso, vediamo che le iniziative indette dal comune che lasciano veramente un solco all’interno di quella che è la realtà palagonese, sono praticamente nulle. Nulla che smuova seriamente le acque, nulla che faccia credere ancora in Palagonia, nulla per un paese
che sta perdendo le speranze in se stesso. Un certo Aristotele diceva che la politica è l’amministrazione della città per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Beh, se Aristotele vivesse ora a Palagonia, credo si metterebbe le mani nei capelli. Ora esaminiamo, brevemente, una frangia della popolazione palagonese, quella della nuova gioventù, e vedremo che probabilmente questa classe dirigente è quello che ci meritiamo. Basti pensare alla diffusa ignoranza tra i giovani (non volendo sminuire il dialetto, testimone della nostra tradizione, ma spesso si incorre in ragazzi che conoscono a stento l’italiano), quei giovani che non hanno alcun rispetto per la cosa pubblica: se è vero che un luogo come la Bambinopoli non è curato dall’amministrazione comunale, è anche vero che se oggi è diventato emblema di squallore, la colpa è di chi lo frequenta. Spesso sono giovani spavaldi, che disprezzano le regole, le autorità, che non provano alcun interesse per la cultura, o per una qualche attività che arricchisca umanamente; sono inoltre generalmente privi di personalità, ovvero, seguono il modus vivendi della massa (dall’acconciatura al vestiario), e non disdegnano violente liti per motivi assolutamente futili (magari un’occhiata totalmente casuale di una povera vittima al ragazzo sbagliato). Scarso interesse nei confronti della cultura, diffusa maleducazione, irriverenza, bullismo (il palagonese è ormai famoso per questo, nel circondario), sono le caratteristiche principali della maggior parte dei ragazzi (e non solo) nel nostro paese, e basta guardarsi un po’ intorno per rendersene conto. Ovviamente, ci tengo a precisarlo, non si può e non si deve assolutamente fare di tutta l’erba un fascio, e sicuramente ci sarà una fetta della nostra gioventù che si impegna per il miglioramento di ciò che ci circonda; è impossibile però disconoscere come purtroppo la maggior parte dei ragazzi palagonesi sia identificabile nel topos da me proposto precedentemente. Tutto questo, inoltre, pensando che questi giovani sono il nostro futuro, non può che gettarci nello sconforto. Sintetizzando, quindi, abbiamo una classe dirigente che poco si occupa dell’ambito ricreativo e culturale del paese, e gran parte della nuova gioventù palagonese che poco si presta all’accrescimento dell’essere, ad un qualunque tipo di attività ricreativa che vada oltre l’andare a distruggersi le orecchie in discoteca con il “tunz tunz”, o l’ubriacarsi nel parcheggio sopracitato di turno, che abbia veramente voglia di portare avanti un reale miglioramento delle proprie condizioni di vita. Che fare, quindi? Mi piacerebbe che questo mio J’accuse non cada totalmente nel vuoto, una volta chiuso il giornalino che vi trovate tra le mani: non ha senso muovere critiche che non abbiano valenza costruttiva. Credo infatti che se la situazione è questa, ognuno di noi abbia in mano la possibilità di poter smuovere qualcosina nella realtà palagonese, e se ognuno di noi, nella propria individualità, provasse a migliorare ciò che circonda, dal “semplice” non buttare le carte a terra e rispettare quello che è di tutti, sarebbe sicuramente la collettività a guadagnarne. Sensibilizzarci al valore del saper stare nella collettività, al rispetto per la stessa, sensibilizzarci verso la cultura, l’arte, verso qualcosa di profondo che vada oltre l’ebbrezza del sabato sera, che vada oltre l’unico interesse per le cose superficiali, che vada oltre il seguire la massa: si dovrebbe spingere verso questo, verso un maggiore interesse per le cose che veramente contano, verso un predominio dell’essere sull’apparire, oggi dilagante. Ovviamente queste non sono cose da imporre, anzi, dovrebbero partire spontaneamente, ma è importante comunque sollecitare il pensiero, provare a far riflettere riguardo lo stato nel quale versa la nostra collettività. Se il messaggio viene recepito, e si ha interesse nel miglioramento della situazione generale, allora sicuramente lo si farà. Se si continua su questa lunghezza d’onda, con il vandalismo dilagante, il bullismo, la maleducazione, una mancanza di rispetto per tutto veramente allarmante, allora probabilmente questa situazione è quello che Palagonia si merita. Il futuro è nelle nostre mani, sta a noi provare a cambiare le cose.

Giuseppe Campisi

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