L’IMPORTANZA DI UNA BUONA EDUCAZIONE SESSUALE LIBERO DIALOGO TRA GIOVANI-FAMIGLIA-SCUOLA

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Dire educazione sessuale significa dire “educazione” semplicemente: educazione all’identità personale di genere e al rapporto con l’altra identità. Essa inizia dai primi giorni di vita attraverso la pienezza e il calore dell’attenzione e delle prime cure che il bambino e la bambina ricevono e per le quali cominciano a sviluppare sensazioni, emozioni, sentimenti che evolvono più tardi nella capacità di amare. La scuola…ha il compito insostituibile di accompagnare la crescita dei giovani e delle giovani con una forte intenzionalità educativa riferita allo sviluppo della loro personalità e alla loro capacità di entrare in relazione con gli altri valorizzando tutte le disponibilità e le possibilità di sentire, esprimersi, realizzarsi. (Collana di Psicosessuologia diretta da W. Pasini – Introduzione di Bianca. R. Gelli e Caterina Arcidiacono – 1993-1995).

Partendo da questa premessa, come si può pensare di scindere il dovere della famiglia e quello della scuola in relazione alla formazione dell’identità sessuale dei ragazzi? E’ impensabile, eppure ancora oggi esistono tabù, dettati dall’ignoranza sull’argomento, dalla paura dell’informare un giovane sulla contraccezione e sull’importanza della vita sessuale; tabù dettati anche da ataviche forma mentis culturali o religiose che magari inibiscono la famiglia nel trattare l’argomento con i figli. A volte è solo imbarazzo come se la sessualità fosse qualcosa di illecito o di cui doversi vergognare. Sicuramente sarebbe molto meglio riuscire a parlare con i giovani e ad educarli nel vivere la loro sessualità nelle sue forme soggettive, con molta più naturalezza e semplicità, sottolineando la sua vitale importanza per la crescita globale ed equilibrata della persona. Molti ragazzi si confidano tra di loro e imparano da quelle informazioni scambiatesi, magari erroneamente, altri cercano in internet le risposte alle loro curiosità… Ed è proprio in quel momento che la famiglia e la scuola gioca un ruolo fondamentale, nel seguirli, senza far credere loro che è qualcosa di proibito o qualcosa di cui vergognarsi, ma semplicemente dando ai giovani le giuste informazioni per poter capire cos’è la sessualità. Oggi i tempi si sono accorciati, non molti decenni fa una ragazza giungeva al matrimonio senza avere una chiara idea dell’atto sessuale, come avveniva esattamente la procreazione, e magari diventava un trauma per la donna ed era causa di ansie per l’uomo che doveva gestire la situazione. Oggi siamo all’estremo opposto; i bambini già a 10 anni sanno anche troppo sull’argomento e a 15/16 anni hanno già i primi rapporti sessuali, senza però capire bene cos’è realmente, senza dare la giusta importanza e soprattutto senza osservare, cosa più grave, misure di cautela e di prevenzione che possono evitare alcune conseguenze indesiderate (come aborti, gravidanze indesiderate o malattie da contagio sessuale come l’aids). A tal proposito, la Commissione delle Pari Opportunità del Ministero della Pubblica Istruzione ha riconfermato recentemente l’introduzione dell’educazione sessuale con riferimento alla sfera affettiva: il conoscere, riconoscere, provare. Sono proprio queste le basi per non guardare un rapporto tra i sessi come ad una relazione improntata a possesso, sopraffazione e violenza sull’altro.
Bisognerebbe però non commettere l’errore, che spesso si fa, di limitare l’educazione sessuale, sia in famiglia che a scuola, alla sola prevenzione. Nel corso di un sondaggio tra gli adolescenti, ho potuto rilevare come il 98% di essi, sa cos’è la prevenzione, ma non sa tutto il resto: come ad esempio vivere in piena armonia il proprio sentire, le proprie esigenze, come vivere il rapporto sessuale, nonché un sereno approccio alle complessità che presenta il confronto col sesso opposto, o con l’altro in generale. Oggigiorno i mass media bombardano con messaggi la nostra vita, si parla spesso di sesso, di identità di genere (come eterosessualità, omosessualità, bisessualità, trans gender), senza però dare le giuste informazioni a chi ascolta. Si parla del sesso troppo e male, lasciando fuori dal dibattito le problematiche che realmente vive la gioventù di oggi, la quale chiede, attraverso un più schietto e libero dialogo, di essere accompagnata nel delicato percorso della vita sessuale, sempre diverso e soggettivo, fondato sull’unicità dell’individuo e sul suo sapersi porre in relazione con l’altro. Occorre avere un atteggiamento sereno e consapevole nei confronti della sessualità, a prescindere dall’orientamento che caratterizza il proprio personale percorso, evitando inutili traumi o dannosi sensi di colpa.
Cristina Morzicato

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