PALAGONIA: S’INAUGURA IL PREGEVOLE ORGANO A CANNE DOMENICA

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L’organo è attribuito con certezza a Giovanni La Rosa, organaro di Catania, del quale allo stato attuale si conoscono soltanto altri due strumenti, l’uno presso la Chiesa Madre di Piedimonte Etneo e l’altro presso la Chiesa di S. Maria della Consolazione in Aci Catena. All’interno della secreta di destra del somiere maestro, sulla spalla destra, scritto su biglietto da visita a stampa tipografica intestato a Sac. Francesco Colomba-Beneficiale, si legge: “Giovanni La Rosa da Catania Costruttore dell’Organo l’Anno del Signore 1889”.

Sebbene provenga dalla Chiesa SS. Crocifisso, vi sono delle perplessità sul fatto che esso fosse stato destinato in origine proprio a detta chiesa. Difatti, l’angusta cantoria della chiesetta appare inadeguata al corretto funzionamento dello strumento, oltreché ingiustificata appare la presenza di un siffatto organo per un ambiente di così ridottissime dimensioni, davvero insufficiente per la propagazione della potente emissione sonora. Vi sono pertanto ragionevoli sospetti che tale organo fosse proveniente con molta probabilità proprio dalla Chiesa Madre, la cui cantoria nonché la cubatura dell’edificio, appaiono decisamente più adeguate ad ospitare un organo di tale dimensione e potenza. Se tale ipotesi fosse fondata, non di un trasferimento si dovrà parlare, bensì di un ritorno del prezioso strumento al suo luogo di origine. L’opera di restauro, iniziata il 7.4.2003 e conclusasi l’8.1.2009, è stata eseguita dalla ditta “Artigiana Organi s.n.c.” di Aci Catena (CT), su progetto dell’organaro Francesco Oliveri. L’importo complessivo del restauro ammonta ad € 60.740,21, di cui € 37.800,00 finanziati dall’Assessorato Regionale BB.CC.AA. e P.I., € 17.383,00 dalla C.E.I. e € 5.557,21 dalla Chiesa Madre. Sebbene di modeste dimensioni esso presenta caratteristiche d’alto pregio ed è dotato di tre differenti meccaniche. La cassa policroma riccamente dipinta e dorata è chiusa da tre portelle con  testa ad ogiva finemente dorate e dipinte; le quattro paraste poggiano sul frontalino con cornici dorate e son chiuse in alto da una cimasa ad arco. Tutte le dorature sono eseguite a bolo. Il basamento è dipinto ad imitazione legno pregiato tipo palissandro. La facciata a profilo rettilineo, con tre campate ospitanti 21 canne appartenenti al Principale.  Pedaliera a leggio, con 12 pedali. I Registri, sono comandati da pomelli lignei disposti in fila verticale a destra della tastiera. Il somiere maestro,  perfettamente impellato ed a tenuta, è costruito in sceltissimo legno di noce nazionale in unico blocco, chiuso anteriormente da due portelle lignee guarnite di pelle. Il Somiere del basso ospita le canne del Basso realizzate in legno di abete e verniciate con la caratteristica vernice rossa antitarlo. E’ esteso da DO a SI12 ed ospita 24 canne. Mantice a lanterna, alimentato da tre pompe azionate tramite asse a colli d’oca e manovella, ha quattro pieghe. L’organo ora restituito al suo originario splendore, si inserisce a pieno titolo nel patrimonio organario regionale. Al fine  di garantirne un’adeguata sistemazione ed il corretto funzionamento è stato definitivamente collocato nella cantoria della Chiesa Madre, dove potrà certamente assolvere alla funzione di attività concertistiche e servizio liturgico.

Giuseppe Maggiore

Palagonia, Domenica 28 Giugno 2009 ore 20,00 – Chiesa Madre
RITO DI BENEDIZIONE – don Santo Galesi

CONCERTO INAUGURALE
Repertorio di Musica Sacra per Organo e Soli
Andrea Antonio Siragusa, tenore
Piera Grifasi, soprano
Agrippino Bonacia, organist

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