Lettera aperta ai miei amici cattolici

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di Gian Mario Felicetti

Le dichiarazioni di monsignor Migliori le conoscono tutti. E non sono nemmeno nuove, perché lo stesso niet fu espresso dalla chiesa in una analoga iniziativa mossa dal Brasile pochi anni fa. Queste dichiarazioni hanno acceso molte polemiche e tanto sdegno, che però non va sposato in modo acritico. Sono di esempio quei cattolici che – per non far vacillare la propria fede – cercano di capire meglio, approfondiscono le dichiarazioni di mons. Migliori all’Onu, cercano barlumi di speranza nella dottrina sociale della chiesa.
Tuttavia, ritengo che alla fine, se fossi cattolico, nessuno potrebbe togliermi dalla coscienza quella sottile paura che la mia chiesa, oltre ad essere piena di cose buone, sia anche una organizzazione criminale in cerca di sempre rinnovate forme di impunità di fronte ai crimini più efferati.

Come dimenticare i documentari internazionali che accusano la chiesa di favorire i preti e i vescovi pedofili davanti alla legge? E come chiudere gli occhi davanti ai processi per pedofilia che al Chiesa deve affrontare in vari paesi del mondo?
Al di fuori di qualunque competenza squisitamente religiosa, umanamente parlando è quanto meno impegnativo questo accanimento nel voler santificare Pio XII il quale non si limitò ad aiutare gli ebrei a nascondersi. Aiutò anche i nazisti a fuggire liberi in America latina, riceveva e finanziava i Croati che facevano stragi di non cristiani, e riteneva lodevoli gli esperimenti nazisti per guarire l’omosessualità.
Per quanto casuale, è significativo che questa dichiarazione di mons. Migliori sia avvenuta durante la giornata mondiale contro l’Aids, la cui diffusione è facilitata anche dalle dissenate politiche sessuali della Chiesa.

Da oggi, grazie ai media, è chiaro a tutti che la chiesa cattolica ritiene che le persone omosessuali non meritino una solidarietà delle nazioni unitaria, forte e risolutiva, neanche quando vengono impiccati, lapidati, sommariamente sgozzati, torturati, messi in un carcere a vita o per 20 anni. Tutto questo, poi, per calcolati motivi di convenienza politica.
Se fossi cattolico, pur senza generalizzare, mi farei zelante nel capire fino a che punto certa chiesa sia un pericolo per la civiltà e una minaccia per il senso di umanità dei fedeli cattolici.

Per solidarietà ai miei amici cattolici, ritengo civilmente conveniente pubblicare questa foto, in cui una immagine simile a quella di un papa (un papa qualunque, simbolico e generico) pende impiccata a fianco di un ragazzo omosessuale (vero, concreto, realmente esistito). Motivo? L’accusa (infondata e millantata per entrambi) di essere omosessuali.

Sia chiaro: ho rispetto dei papi, almeno tanto quanto loro ne dimostrano agli omosessuali. Ho rispetto dei cattolici: ho tanti amici cattolici che stimo molto, e sinceramente.
Ma non posso non pensare a Makwan Moloudzadeh, a Hamzeh Chavi e Loghmanmartiri dell’omofobia Hamzehpour, (rispettivamente 18 e 19 anni, nella foto) e a tutti quei ragazzi impiccati perché amavano altri ragazzi. Non posso non ricordare le loro foto, e le lacrime, e gli incubi di impotenza spesi davanti a queste immagini di palese ingiustizia, che a quanto pare solo la chiesa riesce a non detestare con tutta sé stessa. La Chiesa, ieri , si è messa a fianco dell’Arabia Saudita, dell’Iran, dell’Iraq… e di tanti paesi in cui gli omosessuali vengono ammazzati.

Con questa foto voglio unicamente rappresentare il tormento interiore dei miei amici cattolici, che si chiedono come risolvere dignitosamente questo paradosso di una fede buona guidata da un pastore che nasconde i pedofili alla giustizia, e che per motivi politici ritiene opportuno che le persone omosessuali vengano uccise.
Se il papa è veramente vicario di Cristo, Cristo deve essere completamente impazzito.
Buona fortuna a tutti, amici miei.
Vi auguro di avere la forza, e il discernimento, per ribellarvi al vostro pericoloso e disumano leader.

Se fossi cattolico, come tanti miei cari amici, in un tale frangente mi tornerebbero alla mente le numerosissime e credibili illazioni sull’omosessualità di Ratzinger. Le voci che padre Georg frequentasse il circolo di tennis gay più in (e omertoso) della capitale erano così diffuse da arrivare perfino sui microfoni di Radio 2, da Baldini e Fiorello. I segreti di un pulcinella che veste scarpe rosse di Prada, che mentre predica povertà moltiplica le spese per i suoi vestiti che già costano decine di migliaia di euro ciascuno.
Qualcuno, scherzando ha detto che il papa è l’omosessuale più autolesionista della storia: ha deciso che i gay non possono essere preti, ma lui è addirittura papa! E adesso ritiene politicamente conveniente che quelli come lui vengano impiccati pubblicamente.

logo-amedit-gravatar-okGian Mario Felicetti

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